
di Gianni Lannes
L’arsenico di Mussolini è entrato nella catena alimentare italiana. Ma quali bandierine blu nella placida estate italiana della riviera adriatica? C’è arsenico inorganico nei pesci e nei molluschi del mare centro-settentrionale. Una ricerca delle università di Urbino e Ancona, ha già accertato l’elevata concentrazione di arsenico proprio nel mare di Pesaro, ma la notizia è stata occultata. Ora la situazione è stata certificata con analisi scientifiche, commissionate all’Istituto Zooprofilatico di Umbria e Marche.

Il livello di questa nota sostanza cancerogena è al di sotto dei limiti normativi, ma non c’è da gioire, poiché tale indicazione è dettata da parametri economici (ovvero legati al profitto). Il limite biologico è zero, poiché l’arsenico può innescare anche in modiche quantità – con andamento cumulativo nel tempo – effetti cancerogeni, mutageni e teratogeni. La letteratura medica parla chiaro. A proposito: la provincia di Pesaro-Urbino vanta il primato nazionale di tumori al pancreas. Come mai?

Antefatto storico. Nell’estate del 1944 i nazitedeschi hanno affondato nel mare di Pesaro e dintorni (Fano, Santa Marina Alta, Fiorenzuola di Focara, Casteldimezzo, Gabicce, Cattolica) l’intero arsenale di armi chimiche (arsenico e iprite), occultato per ordine di Mussolini (16 gennaio 1939) nelle gallerie ferroviarie sotto Urbino.

100 mila ordigni di varia tipologia e dimensioni sono ancora in fondo al mare, su bassi fondali ad un soffio dalle aree abitate, come ha scoperto un’inchiesta giornalistica e rivelato il docufilm IL MARE INVISIBILE.


L’8 maggio 2026 è stata indirizzata un’interrogazione parlamentare al governo Meloni, che a tutt’oggi non risponde. Una mancata risposta, a rigor di logica, è già un eloquente risposta.

A parte qualche minus habens interessato ai meri affari turistici, è impossibile negare l’evidenza: la salute ambientale e umana è a fischio.

Riferimenti:

Gianni Lannes, Italia USA e getta, Arianna editrice, Bologna, 2014.
Goanni lannes, Bombe a…mare, Nexus edizioni, Battaglia Terme, 2018.
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