
di Gianni Lannes
Quali sono gli effetti specifici causati dall’elevata concentrazione di arsenico contenuto negli ordigni speciali mussoliniani nascosti nel deposito segreto di Urbino (gestito dalla Regia Aeronautica in collegamento con l’aeroporto militare di Rimini durante la Seconda guerra mondiale) – ubicati in alcune gallerie ferroviarie della linea subappenninica – e affondati dai nazitedeschi – per ordine di Hitler e su disposizione di Kesserling (26 giugno 1944) nell’estate del 1944 nel mare di Pesaro, Santa Marina Alta, Fiorenzuola di Focara, Gabicce, Cattolica e Fano? Per non dire – ora – dell’iprite che attacca i globuli bianchi. Una cosa è certa: l’ecosistema marino è al collasso.

Prove? La prima risposta a questa domanda tocca le conseguenze inerenti l’alterazione degli ecosistemi, ed è insita nella disamina della letteratura scientifica in materia. L’inchiesta giornalistica condotta sul campo ha consentito di aprire il vaso di Pandora e far luce sulla concentrazione di questa sostanza cancerogena (che vanta effetti anche mutageni e teratogeni) proprio nell’Adriatico centrale. Le autorità governative italiane al pari di quelle tedesche, dell’Unione europea e dell’Unep (ONU) sono perfettamente al corrente di questo disastro ambientale con conseguenze sanitarie mai valutate in senso epidemiologico. Nel frattempo l’Ispra che fa? Ho chiesto a Cristina Pacciani (capo addetto stampa) di poter intervistare la presidente Alessandra Gallone (ex onorevole forzista, già di An e non addetta ai lavori) per un commento, ma a tutt’oggi silenzio tombale. Analoga richiesta per poter parlare col biologo Luigi Alcaro. Sono trascorsi appena 2 mesi e mezzo ma niente; anzi hanno preteso prima di conoscere le domande, salvo poi asserire di averle smarrite.
Sebbene l’arsenico sia utile per scopi industriali, agricoli, medicinali e di altro tipo, esercita un effetto tossico in una varietà di organismi, compresi gli esseri umani. L’esposizione all’arsenico può non solo influenzare e disabilitare gli organi del corpo, in particolare la pelle, ma può anche interferire con il corretto funzionamento del sistema immunitario. Le ricerche evidenziano generalmente gli effetti tossici dell’arsenico così come la sua mobilizzazione nell’ambiente naturale. Quanto all’impatto dell’arsenico sul sistema immunitario, la sua alterazione potrebbe portare a infezioni virali-batteriche.
Nel 1923 per ordine di Benito Mussolini (tanto caro all’attuale ras pro tempore di Palazzo Madama, collezionista di busti del ducetto) fu costituito il Centro Chimico Militare e tutte le aziende chimiche furono nazionalizzate dal duce, a partire dalla Montecatini e dalla Dinamite Nobel, per fabbricare aggressivi chimici.
L’ignoranza scientifica, l’analfabetismo politico, il menefreghismo totalitario, il calcolo economico e l’omertà istituzionale non giustificano in nessun caso un crimine contro l’umanità (che non va mai in prescrizione).
Conclusioni ineludibili. Alla luce dei fatti, se entro l’autunno dell’anno 2026 i governi italiano e tedesco non interverranno con la caratterizzazione dei siti marini inquinati volutamente, mediante l’affondamento su bassi fondali di ben 100 mila ordigni, ci rivolgeremo in qualità di cittadini e cittadine italiani al Tribunale per i diritti dell’uomo, facendo valere in quella sede il principio costituzionale italiano di sussidiarietà (articolo 118), oltre a quello comunitario in senso giuridico del “chi inquina paga”.

A Strasburgo esistono già solidi precedenti giurisprudenziali. Inoltre chiameremo in causa Roma e Berlino, incluso ovviamente il distratto sindaco di Pesaro (autorità sanitaria locale); Biancani infatti nel 2017 in veste di consigliere regionale votò contro l’approvazione della mozione numero 175 che prevedeva la bonifica. Saranno inclusi nella chiamata in correità, anche a tutti coloro che a vario titolo hanno spudoratamente mentito in atti ufficiali (Guardia costiera, Arpam, eccetera).
L’Italia non è una discarica: il nostro Paese non è il terzo o quarto mondo dell’Europa.
Riferimenti:
Gianni Lannes, Il mare invisibile, Docufilm, Pesaro, 2026.
Gianni Lannes, Bombe a…mare, Nexus edizioni, 2018.
https://cris.unibo.it/handle/11585/41338
https://unich.unifind.cineca.it/resource/item/16136
https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S0308814616308524
https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S0025326X18300638
https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S0025326X18300638
https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S0048969716325591
https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S0160412004001953
https://link.springer.com/article/10.1007/s11356-021-12380-4
https://www.degruyterbrill.com/document/doi/10.1351/PAC-CON-09-07-01/html
https://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1002/aoc.1248
https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S0269749114001900
https://analyticalsciencejournals.onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1002/rcm.671
https://www.mdpi.com/1420-3049/24/3/607
https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S0048969716311184
https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S100107421630804X
https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S0946672X15000127
https://pubs.rsc.org/en/content/articlelanding/2005/em/b412311e
https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S004565351530549X
https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S0048969718301281
https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/it/ip_06_1756
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