
PESARO: ARSENICO IN MARE
di Gianni Lannes
Senza parole. «Al largo di Pesaro abbiamo trovato arsenico in mare oltre i limiti di legge. Sono dati sensibili che noi non vogliamo divulgare»: parola di Antonella Penna, docente di ecologia all’Università di Urbino. Si tratta di una ricerca che coinvolge anche l’Università Politecnica delle Marche.
C’è pericolo per la salute umana? Ho chiamato al telefono la professoressa Penna, esattamente lunedì 15 giugno 2026, alle ore 11:09, da cui ho appreso questa notizia. La conversazione è durata 12 minuti. Di comune accordo ci siamo sentiti oggi sabato 20 giugno alle 16:25 (conversazione di 56 secondi) per approfondimenti utili a sapere se sono state effettuate indagini geochimiche, luogo esatto (coordinate geografiche) del rinvenimento, tipo di campionamento (colonna d’acqua, sedimenti, pesce, molluschi) e così via.
Ma l’esperta Antonella Penna si è chiusa inspiegabilmente a riccio. Comunque, al bando la segretezza che rischia di sconfinare nell’omertà. In materia ambientale (Convenzione di Aarhus) almeno in Europa non esistono segreti, e vale sempre il diritto di cronaca, in particolare quando una notizia – come in questo caso – ha un notevole rilievo pubblico.

L’Arpam, invece, ha trovato l’arsenico nei sedimenti portuali, come attestano i risultati dei campionamenti per il cosiddetto “dragaggio” di Biancani. A proposito: perché non si cerca l’arsenico in pesci, vongole e mitili?
In ogni caso, nell’ottobre 2024, è stata pubblicata una ricerca intitolata “Evaluation of the Adriatic Sea pollution using mesozooplankton as an environmental indicator” su Chemosphere (volume 366) e i dati non sono confortanti.
A Pesaro e dintorni: il mare è ancora invisibile, ma le nebbie iniziano a diradarsi.
Riferimenti:
https://www.uniurb.it/persone/antonella-penna
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