
di Gianni Lannes
Nei sedimenti del porto a Pesaro c’è anche l’arsenico, oltre agli idrocarburi e ai metalli pesanti. Lo attestano le analisi effettuate dall’Arpam il 7 e 8 maggio 2024, mai rese di dominio pubblico, anzi nascoste dalle autorità locali. Il sindaco Biancani e il presidente uscente dell’autorità di sistema portuale pretendono di gettare questa melma tossica nell’avamporto a contatto col mare. Perché l’assessora Conti, delegata all’ambiente tace? Le correnti marine e il moto ondoso spargeranno questi veleni lungo tutto il litorale, inclusa l’area del parco regionale San Bartolo provocando danni sanitari agli ignari bagnanti? Ma in loco le bandierine blu sono state acquistate con denaro pubblico o le hanno comprate i profittatori turistici per ben mascherare la realtà indicibile?

Da dove proviene questa sostanza cancerogena che può innescare effetti mutageni e teratogeni? Sui bassi fondali antistanti la città di Pesaro nell’estate del 1944 il Sonderkommando Meyer ha affondato un arsenale mussoliniano, segretamente occultato in alcune gallerie ferroviarie sotto Urbino (XIV deposito della Regia Aeronautica), su ordine di Hitler e disposizione logistica di Kesserling (26 giugno 1944). Le autorità italiane e germaniche ad ogni livello e grado sono perfettamente a conoscenza del disastro ambientale in corso, eppure non hanno mai disposto una bonifica marina.
L’8 maggio 2026 è stata indirizzata al governo Meloni un’interrogazione parlamentare.
Inoltre, la carta nautica numero 36, edita dall’Istituto Idrografico della Marina, segnala alcune discariche di ordigni inesplosi prospicienti la città di Rossini. D’altro canto, una mappa del Cnr risalente al 1967 segnala i residuati bellici, ovvero gli ostacoli alla pesca.

Anche la cartografia della regione Marche, indica ben sette discariche equamente distribuite liungo il litorale marchigiano da nord a sud, e in aggiunta (colorate di verde) anche delle aree (segnate in giallo) dove vige il divieto di pesca, come nel caso di un’ampia zona in prossimità del porto pesarese.
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