MARE: NON INQUINARE!

di Gianni Lannes Ecco le prove scientifiche nascoste dai promotori istituzionali dell’inquinamento nel mare Adriatico, sperperando denaro pubblico. La melma e i fanghi del porto di Pesaro contengono inquinanti, incluso l’arsenico delle armi chimiche affondate dai nazitedeschi nel 1944. Le analisi ufficiali effettuate a campionamento effettuate il 7-8 maggio 2024 e mai rese di dominio…

di Gianni Lannes

Ecco le prove scientifiche nascoste dai promotori istituzionali dell’inquinamento nel mare Adriatico, sperperando denaro pubblico.

La melma e i fanghi del porto di Pesaro contengono inquinanti, incluso l’arsenico delle armi chimiche affondate dai nazitedeschi nel 1944. Le analisi ufficiali effettuate a campionamento effettuate il 7-8 maggio 2024 e mai rese di dominio pubblico dall’Autorità di sistema portuale di Ancona, dall’Arpam e dal sindaco Biancani, pur richieste a norma di legge da chi ha a cuore la salute marina in palese violazione della trasparenza amministrativa e della Convenzione di Aarhus nonché della legge statale 108 del 2001, attestano che i cosiddetti “sedimenti” non sono un toccasana per l’Adriatico.

Adesso in tutta fretta, il primo cittadino pro tempore della città di Rossini e Vincenzo Garofalo (in veste di presidente uscente della predetta autorità) procedono con un unico ed esclusivo prelevamento dai fondali antistanti la Fox Petroli e il cantiere Lisa Group, dei detriti pericolosi ivi giacenti per un totale di 6 mila metri cubi. Dentro c’è di tutto: dall’arsenico al mercurio fino agli idrocarburi. L’operazione viene spacciata per un “sostegno all’attività peschereccia”, ma si tratta alla prova dei fatti – secondo il codice penale – di una grave falsità ideologica, avallata anche dalla Guardia costiera, poiché i fondali portuali in procinto di essere rastrellati non sono quelli dove attraccano la rare barchette da pesca.

Allora, quali saranno gli effetti sugli allevamenti in loco di molluschi, sulla piccola pesca e sugli ignari bagnanti, quando le anzidette sostanze tossiche, grazie al moto ondoso e sotto l’effetto delle correnti raggiungeranno anche le limitrofe spiagge di levante e ponente (Baia Flaminia compresa), inclusa l’area marina del Parco regionale San Bartolo?

Addirittura lo stesso Biancani che non vuole sentire le ragioni ecologiche e nel 2017 in Regione Marche votò contrò la mozione 175 che prevedeva la bonifica marina delle armi chimiche, ora si accinge a fare la festa alle vongole.

Riferimenti:

https://www.msn.com/it-it/notizie/italia/prg-del-porto-ecco-la-prima-bozza-il-sindaco-parliamo-di-tempi-lunghi-sulla-nuova-darsena-%C3%A8-partito-l-iter/ar-AA23N060

«L’Autorità di Sistema Portuale del Mar Adriatico Centrale intende procedere a un intervento di spostamento sommerso a vantaggio della marineria peschereccia del porto di Pesaro al fine di garantire l’agibilità degli ormeggi e la sicurezza delle operazioni di accosto». Motivazione nobile: peccato che sia un evidente falso sanzionato dal codice penale, smascherato…

di Gianni Lannes

«L’Autorità di Sistema Portuale del Mar Adriatico Centrale intende procedere a un intervento di spostamento sommerso a vantaggio della marineria peschereccia del porto di Pesaro al fine di garantire l’agibilità degli ormeggi e la sicurezza delle operazioni di accosto».

Motivazione nobile: peccato che sia un evidente falso sanzionato dal codice penale, smascherato dall’individuazione esatta dell’area di prelevamento dei fanghi portuali nel bacino acqueo antistante la Fox Petroli e la Lisa Group (con proroga decennale fino al 2026, concessa il 4 marzo 2026).

Il riferimento cartografico contenuto nel progetto esecutivo sponsorizzato dall’Autorità di Sistema portuale con sede ad Ancona (presieduta dall’uscente presidente Vincenzo Garofalo da Messina), infatti fa riferimento principalmente a 4 microzone nella medesima area, e non certo a ridosso delle banchine di ormeggio delle minuscole barche locali (con scarso pescaggio) adibite alla piccola pesca. Peraltro, gli unici due pescherecci che qui attraccano occasionalmente sono di San Benedetto del Tronto, ma ormeggiano altrove.

Quindi, a rigor di logica comprovata da atti documentali inequivocabili, il predetto presidente dell’Autorità di sistema, avallato nella sua azione fuorilegge dal comandante della Guardia costiera Gaudino e dal sindaco pro tempo Biancani, sfrutta una misura specifica dei fondi Pnrr (M2C1, Investimento 2.1: Sviluppo logistica per i settori agroalimentare, pesca e acquacoltura, silvicoltura, floricoltura e vivaismo) per favorire 2 imprese private che con la pesca non hanno niente da spartire.

E tale Garofalo sulla base di un piano che non prevede campionamenti e analisi dei sedimenti, nonché caratterizzazione del sito di affondamento, procede con lo scarico in prossimità dell’imbocco portuale, di ben 17.200 metri quadrati di melma (raschiata per un metro sul fondale), equivalente a 6 mila metri cubi da spargere su un bassissimo fondale in un’area critica estesa per appena 7 mila metri quadrati. Si tratta dell’ “avamporto” – così denominato dal Biancani – aperto alle correnti marine e al moto ondoso, col rischio di disperdere gli inquinanti in sospensione sui litorali di Pesaro e dintorni all’inizio dell’estate, non risparmiando la limitrofa area marina del Parco regionale San Bartolo. Insomma, un ecocidio preannunciato, ovviamente privo di una valutazione di impatto ambientale, finanziato col denaro degli ignari contribuenti.

Quanto alla Fox Petroli, una nota dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Centrale, fa esplicito riferimento in loco ai “traffici petroliferi”.

Che fare? Dragare l’intero porto e non soltanto il 6 per cento dell’area. Una soluzione ecologica può essere quella adottata nella Baia di Tokyo, a base di microrganismi efficaci, al fine di bonificare i fanghi intrisi di idrocarburi e metalli pesanti, in modo tale da renderli innocui, invece di lasciarli fluire verso il litorale da nord a sud. Qualcuno ha valutato i potenziali danni ambientali e le conseguenze sanitarie sull’ignara popolazione e le masse di inconsapevoli turisti? Oppure si deve prendere in considerazione soltanto il danno economico all’indotto turistico quando la storia si verrà a sapere urbi et orbi? In ogni caso, il mare non s’inquina.

Riferimenti:

par-007922-20_10_2022-comunicazioneDownload

https://porto.ancona.it/it/news/dragaggio-interventi-nei-porti-di-pesaro-e-ancona

https://porto.ancona.it/it/page/porto-di-pesaro

Fai clic per accedere a PNRR_0.pdf

https://www.masaf.gov.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/17911

https://www.mof.it/index.php/trasparenza/progetto-pnrr-next-generation-eu

https://openpnrr.it/misure/76

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