FANGO TOSSICO

di Gianni Lannes Da Roma il responso dell’Ispra è chiaro: i sedimenti tossici del porto di Pesaro non possono essere affondati: lo vieta sia la vecchia che la nuova normativa in materia (che neanche prevede gli spostamenti o i rastrellamenti di detriti di classe E). Le analisi dell’Arpam (2024) hanno accertato la presenza di inquinanti,…

di Gianni Lannes

Da Roma il responso dell’Ispra è chiaro: i sedimenti tossici del porto di Pesaro non possono essere affondati: lo vieta sia la vecchia che la nuova normativa in materia (che neanche prevede gli spostamenti o i rastrellamenti di detriti di classe E). Le analisi dell’Arpam (2024) hanno accertato la presenza di inquinanti, tra cui gli idrocarburi, i metalli pesanti compreso il mercurio, nonché l’arsenico. Le incongruenze progettuali appaiono insanabili e il procedimento dell’Autorità di sistema portuale di Ancona è viziato all’origine da una falsità ideologica. Infatti, non si tratta di un “aiuto alla marineria peschereccia” (come specificato nel titolo progettuale), poiché l’area (specchio acqueo) dove sarebbero prelevati 6 mila metri cubi di melma inquinata è prevalentemente quella della Fox Petroli e della Lisa Group (anche in ragione di una proroga decennale concessa il 4 marzo scorso). Inoltre, non è stata neppure indetta una gara per l’assegnamento del lavoro sporco e non è stata caratterizzata l’area di affondamento dei fanghi inquinanti. Infine, così facendo si provocherebbe un’alterazione dell’ecosistema marino, con disastrose conseguenze sanitarie ed economiche sui litorali, ovvero sugli ignari bagnanti, sui turisti, e pure di rimando sugli albergatori, nonché a cascata sui gestori dei lidi balneari e sui titolari degli impianti di acquacoltura. Gli effetti deleteri influiranno anche sui banchi di ostriche naturali di cui si è recentemente occupato l’Ispra? Il dragaggio portuale di cui necessita lo scalo marittimo locale (profondemente alterato) è ben altra cosa, come sanno gli addetti ai lavori.

Questo trucco all’inizio dell’estate e neanche dopo, proprio non si può mandare in onda: Biancani e Garofalo (già diffidati dal procedere contra legem) e tutte le autorità locali (Capitaneria di porto) che avallano un’azione fuorilegge, se ne facciano una ragione. E le gare di pesca nel porto inquinato come si giustificano? Non possono prevalere sempre gli affari. Il mare Adriatico non è una discarica e merita rispetto concreto, non di mera facciata propagandistica.

In ogni caso, a Pesaro dov’è la società civile?

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