
di Gianni Lannes
Vuol dettare legge e impartire ordini al popolo italiano, sottomettere le donne e annichilire chi è diverso. Insomma il delirio. E annuncia pure il ritorno al nucleare, però l’ordine l’ha già dettato Giorgia Meloni. Sulla scena politica ha così fatto il suo ingresso uno scandalo non solo ideologico ma esistenziale. Un fatto è certo: per lui non c’è futuro. Per dirla con don Milani: “l’obbedienza non è una virtù”.
Vannacci col suo mondo al contrario: un pericolo in divisa e doppiopetto, una iattura per la democrazia. Dio, patria, famiglia&militarismo: il verbo è quello fascio-mussoliniano. Niente di nuovo: dal fascismo al berlusconismo e adesso pure il vannaccismo. L’Italietta non si fa mancare la qualunque, quando si tratta del peggio, poiché si ritrova un branco di politicanti a dir poco inetti. E poi domina su tutto e tutti, la crassa ignoranza. Insomma, il nulla mischiato al niente per riportare l’Italia indietro, fino al secolo trapassato con guerre, orrori e senza libertà.
Qui va al tappetto e ci rimane il generalone tutto d’un pezzo. Ma a chi la racconta questa fandonia? Indipendenza e sovranità? Per Vannacci e i suoi seguaci, l’Italia rimane una colonia di Washington che da noi seguita a fare i suoi porci comodi bellici, con il plauso delle massime autorità tricolore. La storia nel Belpaese è passata nel dimenticatoio, almeno dall’8 settembre 1943, o se si preferisce dall’anno 1861.
La solita furbata come da copione collaudato: far presa sulla paura individuale alimentando l’angoscia collettiva, fomentando la rabbia del branco sulla diversità (intellettuale, etnica e di genere) etichettata come negatività. Sia chiaro: in Italia non è in atto alcuna invasione dal terzo o quarto mondo. I cosiddetti extracomunitari non sono extraterrestri, ma esseri umani in fuga dalla fame, dallo sfruttamento e dalle persecuzioni (soprattutto occidentali). E soprattutto: la storia dell’umanità è fatta di mescolanze, non di muri, frontiere e filo spinato. La diversità è un valore etico e biologico; l’uniformità è l’appiattimento della vita che non ha futuro.
Il 24 agosto scorso Futuro Nazionale, il partito fondato dal generale-europarlamentare Roberto Vannacci, ha pubblicato la seconda parte del programma in vista delle elezioni politiche del 2027, denominato “B.I.P. – Base Ideologica e Programmatica di Futuro Nazionale per l’Italia del futuro (2027-2037)”. Futuro Nazionale si definisce nel programma «una forza di destra patriottica e identitaria» e mette al centro identità nazionale, famiglia naturale, sicurezza, libertà, merito e tradizione. Da questa impostazione derivano le principali proposte, articolate in nove punti. Dall’economia all’immigrazione, passando per giustizia, politica estera ed energia. Ecco i passi salienti. Al primo posto, ovviamente “difesa e forze armate”, e in particolare “Nelle scuole superiori Futuro Nazionale vuole introdurre moduli di «educazione alla difesa e alla sicurezza nazionale», con l’obiettivo di presentare agli studenti il ruolo delle forze armate e rendere la carriera militare più attrattiva per i giovani”. E poi: “elezione diretta da parte dei cittadini del presidente della Repubblica e indicazione del presidente del Consiglio”. Secondo questo partito, “la legge elettorale dovrebbe prevedere le preferenze e non contenere né alternanza né quote di genere”.
Famiglia e diritti delle coppie omosessuali. Uno dei punti più lunghi è dedicato a quelli che Futuro Nazionale definisce «valori non negoziabili»: demografia, vita, famiglia e identità cristiana. Secondo il partito, l’unica famiglia da riconoscere e sostenere è quella composta da un uomo e una donna. Futuro Nazionale si oppone all’estensione del matrimonio e dell’adozione alle coppie dello stesso sesso. Il partito propone inoltre di vietare l’iscrizione o la trascrizione negli atti dello stato civile, anche se provenienti dall’estero, di documenti che attribuiscano a un bambino due madri o due padri. Per Futuro Nazionale è importante «garantire il diritto di ogni bambino orfano di entrambi i genitori, abbandonato o per altre ragioni mancante della cura della famiglia di origine a trovare accoglienza presso una famiglia composta da un padre e da una madre, col divieto di adozioni a coppie omosessuali e a single». Quanto alla gestazione per altri, già punita come “reato universale” dal governo Meloni, il partito di Vannacci propone di aumentare le pene, portandole da un minimo di cinque a un massimo di dieci anni. Un’altra proposta riguarda i contenuti televisivi e pubblicitari definiti dal partito «genderisti/omosessualisti». Futuro Nazionale vuole vietarne la diffusione quando possano essere visti dai bambini ed estendere la fascia protetta dalle 6 alle 23.
Contro aborto e fine vita. Nello stesso capitolo, Futuro Nazionale dedica molto spazio alla tutela della vita «dal concepimento alla morte naturale». Il partito si oppone alla legalizzazione dell’eutanasia e del suicidio assistito e propone di rafforzare gli strumenti per prevenire l’interruzione volontaria di gravidanza. Tra le misure indicate ci sono una maggiore presenza delle associazioni pro-vita nei consultori, sostegni economici alle donne in difficoltà e iniziative per consentire alle donne incinte di vedere il feto e ascoltarne il battito cardiaco. Viene proposto inoltre il divieto di somministrazione della pillola abortiva RU-486 in regime ambulatoriale o domiciliare e il rafforzamento dell’obiezione di coscienza. Il partito vuole modificare il Codice civile riconoscendo al concepito alcuni diritti già durante la gravidanza e istituire il 25 marzo una “Giornata Nazionale della Vita Nascente”.Tra le altre proposte ci sono poi ancora l’obbligo di installare una “culla per la vita” in ogni ospedale con un reparto maternità, il sostegno economico alle case rifugio per donne incinte in situazioni di violenza o vulnerabilità sociale e un “Piano Nazionale per la Vita Nascente, la Prevenzione dell’Aborto e il Sostegno alle Donne”.
Una parte è poi dedicata all’uso della tecnologia da parte dei minori. Futuro Nazionale propone il divieto di accesso ai social network per i minori di 15 anni. Dai 15 ai 17 anni, invece, l’utilizzo dovrebbe essere limitato quotidianamente.
I rapporti con Stati Uniti e Russia. Una parte del programma è riservata alla politica estera, e in particolare al rapporto con Stati Uniti e Russia. Il partito propone un legame diretto con l’amministrazione statunitense, senza affidare all’UE il ruolo di principale intermediario. Allo stesso tempo, gli impegni assunti dall’Italia nella NATO dovrebbero essere valutati «caso per caso».
Per quanto riguarda il conflitto in Ucraina, Futuro Nazionale critica la prosecuzione della guerra e propone di riaprire i rapporti economici con la Russia, soprattutto sul fronte energetico. Tra le misure indicate per ridurre il costo dell’energia c’è infatti il ritorno alla possibilità di acquistare gas russo.
Il mix energetico. A proposito di energia, il partito di Vannacci sostiene che sia importante diversificare le fonti e ridurre la dipendenza dall’estero. Il principio indicato è quello di non escludere «nessuna fonte (…) a priori se è tecnicamente matura, economicamente sostenibile e capace di contribuire alla stabilità del sistema». Tra i punti principali c’è poi il ritorno dell’Italia al nucleare, affiancato da idroelettrico, biomasse, ma anche fotovoltaico ed eolico.
Giustizia e patriarcato. Sulla giustizia, si sostiene sia necessaria una riforma strutturale del Codice penale e del Codice di procedura penale con l’obiettivo di arrivare più rapidamente alle sentenze definitive. Tra le misure indicate ci sono la riduzione dei passaggi procedurali, una revisione del sistema delle impugnazioni e un maggiore utilizzo dei riti direttissimi e sommari per i reati commessi in flagranza. Il partito propone inoltre di accelerare la digitalizzazione degli uffici giudiziari e di aumentarne gli organici. Nel programma torna più volte il principio della «certezza della pena», mentre la giustizia riparativa dovrebbe essere utilizzata soltanto in via residuale. Si sostiene inoltre la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri e una riforma del Consiglio superiore della magistratura (CSM). Un altro punto riguarda i reati d’opinione. Il partito afferma il principio secondo cui «le idee non si processano» e propone di eliminare le norme che puniscono manifestazioni del pensiero quando non sono collegate ad atti di violenza.
Infine, tra le proposte c’è poi l’abolizione del reato di femminicidio, introdotto a fine 2025 sotto il governo Meloni. Nel programma si sostiene inoltre che «il modello educativo» fondato sulla “lotta al patriarcato” sia «fallimentare». Secondo il partito, è necessario proteggere un modello chiamato «patriarcato mediterraneo», cioè «volto alla sottolineatura delle specificità e alla formazione di maschi forti, capaci di dominare le emozioni e le passioni, proteggendo le donne e offrendo se stessi per la costruzione e la difesa della società».
Che fare? Tanto per cominciare: spegnere il telefonino e accendere la mente; soprattutto non regalare il consenso politico a un “la qualunque” e a chicchessia.
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