
(Pesaro: 2 aprile 2025 – foto Gianni Lannes)
di Gianni Lannes
Nel 2026: un’ingente moria di cefali spiaggiati e una moria di vongole. Dove? A Chioggia, Ravenna, Cervia, Cesenatico, Rimini, Riccione, Cattolica, Gabicce, Pesaro e Fano. Era già accaduto più volte, in particolare nel 1969, come attesta uno studio del Consiglio nazionale delle ricerche. Singolare coincidenza: si tratta delle aree marine a bassissima profondità (12-15 metri a 4-5 miglia dalla costa) dove nel 1944 i nazitedeschi hanno affondato il proprio arsenale di armi chimiche (pronto per la soluzione finale contro gli alleati) e quello mussoliniano nascosto nelle gallerie ferroviarie sotto Urbino.

A Pesaro da qualche giorno per iniziativa del sindaco Biancani (lo stesso che nel 2017 in Consiglio regionale Marche votò contro la mozione numero 175 che richiedeva una bonifica delle armi chimiche in mare) va in onda il festival delle vongole. Qui vale il principio di precauzione a salvaguardia della salute collettiva, oppure contano soltanto gli affari turistici?

E proprio nel porto pesarese l’Arpam ha rilevato l’arsenico nei fanghi imbottiti anche di idrocarburi e metalli pesanti in gran quantità, ma ha tenuto nascosta questa scoperta. Perché occultare un fatto così rilevante e tenere all’oscuro la popolazione? Per caso l’arsenico riscontrato nei sedimenti portuali potrebbe essere quello contenuto negli ordigni gettati in mare dal Sonderkommando Meyer?
Allora, adesso perché non analizzare i molluschi bivalve pescati in loco dalle turbo-aspiranti che rastrellano i fondali? Le autorità sanitarie hanno mai esaminato attentamente le vongole? E nel caso, quali sono sono stati gli esiti, insomma cos’hanno riscontrato gli esperti preposti a questo compito? In effetti viene rigorosamente tutelata la salute pubblica? Chi garantisce con prove scientifiche trasparenti e condivise che non esistano pericoli per gli ignari consumatori della “purassa”? A quando un accertamento effettivo e cristallino?

Zucchero filato? In ogni caso, a proposito di schiume vomitate in gran quantità dal mare il 2 aprile scorso, ecco cosa attesta uno studio dell’Istituto Superiore di Sanità:
“Le alghe assorbono facilmente l’arsenico dall’acqua, generando diversi composti organici più complessi, gli arsenozuccheri, un anello importante nel ciclo biochimico dell’Arsenico in ambiente marino”.
L’acqua del mare è un essere vivente straordinario, la prima messaggera di questo pianeta terracqueo, la culla di tutta l’informazione genetica su Gaia, il grembo fertile dal quale ha origine la vita. Averne cura è un atto d’amore spontaneo.

Riferimenti:
https://lavocedicesenatico.it/la-moria-di-vongole-spinge-le-barche-verso-rimini
https://www.epicentro.iss.it/ben/2015/maggio/1
https://sulatesta.blog/wp-content/uploads/2026/06/carlino_bombeadriatico-1.pdf
https://www.ilrestodelcarlino.it/pesaro/cronaca/moria-cefali-spiaggia-853974a4



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