
di Gianni Lannes
“Avanti su nucleare e idrocarburi”: parola di Giorgia Meloni nell’anno di grazia 2026. Dopo appena 39 anni dal primo referendum antinucleare che ha sancito il divorzio del popolo italiano dalla pericolosa e diseconomica energia atomica, lo Stato tricolore non ha ancora messo in sicurezza ben 4 centrali nucleari civili (ormai obsolete) 1 militare (Camen, Cresam, Cisam in Toscana), le innumerevoli officine del combustibile radioattivo disseminate da nord a sud, nonché una ventina di depositi atomici fuorilegge.


Non è tutto: alla prova ufficiale dei fatti il Governino Meloni ha pure incrementato la rapina degli idrocarburi in mare e sulla terraferma (soprattutto in Basilicata) avallando l’assalto delle multinazionali; così mettendo a repentaglio ambiente naturale e salute umana. Insomma, la parola d’ordine per garantire il profitto economico ai soliti noti, è sempre la stessa: sfruttare, inquinare e degradare.
Riferimenti:
https://unmig.mase.gov.it/wp-content/uploads/dati/produzione/produzione-2026.pdf
https://unmig.mase.gov.it/buig
https://unmig.mase.gov.it/wp-content/uploads/70-8.pdf
https://unmig.mase.gov.it/ricerca-e-coltivazione-di-idrocarburi/elenco-dei-titoli-minerari
https://unmig.mase.gov.it/wp-content/uploads/dati/titoli/titoli-idrocarburi.pdf
https://unmig.mase.gov.it/dismissione-mineraria-delle-piattaforme-marine
https://unmig.mase.gov.it/comunicato-ministeriale-30-giugno-2026
https://unmig.mase.gov.it/cartografia/zone-marine-aperte-alla-ricerca-e-coltivazione-di-idrocarburi
https://unmig.mase.gov.it/wp-content/uploads/2018/12/buigmare2015.pdf
Gianni Lannes, Italia USA e getta, Arianna editrice, Bologna, 2014.
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