
L’Italia ha deciso di non aderire alle sanzioni commerciali contro le colonie israeliane in Cisgiordania promosse da un blocco di paesi occidentali guidato da Regno Unito, Francia e Canada, e sottoscritto da altri 9 paesi europei tra cui Spagna, Svezia, Portogallo, Polonia e Paesi Nordici). Le sanzioni vietano l’acquisto e l’importazione di beni e servizi prodotti negli insediamenti israeliani ritenuti illegali ai sensi del diritto internazionale. L’obiettivo dichiarato di questi paesi è inviare un segnale forte a tutela della soluzione a due Stati e contrastare le violenze in Cisgiordania.
La Corte Penale Internazionale ha emesso un mandato d’arresto nei confronti del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu per crimini di guerra e crimini contro l’umanità.
Criticare Israele non è antisemitismo. Non criticare Israele è complicità.
Mercoledì 9 settembre 2026, alle ore 13, è stato indetto un grande presidio con maratona oratoria in Piazza Capranica a Roma, nei pressi di Montecitorio. La mobilitazione, promossa da oltre cento sigle tra cui Amnesty International, ANPI, sindacati e associazioni di giuristi e
giornalisti, si svolge in concomitanza con l’avvio della discussione del Ddl Antisemitismo (DDL 1004) in Commissione Affari Costituzionali alla
Camera.
I motivi della protesta sono tre. Primo: il disegno di legge recepisce la definizione IHRA, i cui esempi associati sovrappongono l’odio antiebraico alla critica politica contro lo Stato di Israele.
Secondo: la norma costituisce un bavaglio che rischia di reprimere la libertà di espressione, di stampa e il dissenso accademico, criminalizzando la solidarietà con il popolo palestinese.
Terzo: l’obiettivo dell’iniziativa è chiedere al Parlamento di fermare il provvedimento per tutelare i diritti costituzionali di critica e manifestazione.
https://www.pellegrinieditore.it/israele-olocausto-finale
https://www.senato.it/leg/19/BGT/Schede/FascicoloSchedeDDL/ebook/57902.pdf
Lascia un commento