ARMI CHIMICHE E RADIOATTIVE NEI MARI D’ITALIA: MELONI INDIFFERENTE!

(atto parlamentare di sindacato ispettivo del 20 novembre 1951) di Gianni Lannes L’8 maggio 2026 il deputato Marco Pellegrini ha indirizzato la documentata interrogazione parlamentare 4/07840 al governo Meloni, relativa alla presenza di arsenali di armi chimiche e radioattive nei mari d’Italia. A tutt’oggi, dopo appena quattro mesi e un giorno, l’esecutivo meloniano non risponde,…

(atto parlamentare di sindacato ispettivo del 20 novembre 1951)

di Gianni Lannes

L’8 maggio 2026 il deputato Marco Pellegrini ha indirizzato la documentata interrogazione parlamentare 4/07840 al governo Meloni, relativa alla presenza di arsenali di armi chimiche e radioattive nei mari d’Italia. A tutt’oggi, dopo appena quattro mesi e un giorno, l’esecutivo meloniano non risponde, mentre il presidente della regione Marche (Acquaroli) non ha avviato alcuna procedura di bonifica. Perchè? Singolare coincidenza: anche l’interrogazione 4/09713 inviata e sollecitata al governo Berlusconi il 25 novembre 2010, non ha mai ricevuto risposta (o smentita). In ogni caso, il 7 agosto 2012, l’allora ministro della Difesa Giampaolo Di Paola (ammiraglio) ha specificato ufficialmente quanto segue:

“Nell’evidenziare che la ricerca e la neutralizzazione su terra e in mare di ordigni esplosivi rientranonelle attività di tipo concorsuale – cioè quelle che esulano dai compiti prioritari delle Forze armate e sono condotte su richiesta dei dicasteri/autorità competenti (sui quali ricadono gli oneri di spesa) – si rappresenta che la richiesta di concorso per valutare l’opportunità di procedere a un’eventuale bonifica sistematica dei fondali antistanti Pesaro, dovrà basarsi sui seguenti presupposti:

individuazione dell’effettiva area da sottoporre a bonifica (al momento, non esattamente definibile con le informazioni disponibili) previa attività di ricerca/prospezione a cura di impresa privata abilitata; valutazione delle effettive capacità operative necessarie per svolgere l’attività (mezzi e personale) e accertamento della complessiva sostenibilità tecnico-operativa del progetto e valutazione preliminare dei costi; identificazione del soggetto responsabile del finanziamento, nonché delle modalità tecnico-amministrative e contrattuali per assicurare alla Difesa il ristoro degli oneri da sostenere.

Aggiungo, inoltre, che il competente Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, interessato al riguardo, ha trasmesso una nota dell’Istituto superiore per la prevenzione e la ricerca ambientale (ISPRA), nella quale viene rappresentato come la bonifica delle aree di affondamento appaia una soluzione di difficile soluzione, sia da un punto di vista tecnico che economico, in quanto: l’affondamento di residuati bellici, dopo il secondo conflitto mondiale – così come in altre parti del mondo – è spesso avvenuto, per ragioni di risparmio economico, in fondali non ufficialmente segnalati e non in quelli prescritti; l’attività della pesca a strascico, protrattasi nei decenni, ha determinato una consistente estensione delle aree «a rischio», poiché, a seguito di eventi di raccolta accidentale, i residuati bellici venivano successivamente riaffondati in aree prima sgombre; i residuati bellici a caricamento chimico si trovano in uno stato di conservazione pessimo, a seguito della prolungata azione della corrosione marina; ciò determina ulteriori difficoltà nella loro rimozione e un elevato rischio per gli operatori, oltre a richiedere l’impiego di mezzi tecnologicamente avanzati, con conseguente aumento dei costi.

L’ISPRA, nella sua nota, conclude specificando che, fra le iniziative volte a minimizzare il rischio per gli ambienti marini e per chi opera in mare, potrebbe essere presa in considerazione la costituzione di un gruppo di esperti ad hoc, con il compito di stabilire priorità e modalità di intervento (prospezione, indagini ambientali e bonifica necessarie) per affrontare la complessa problematica. Posto quanto precede, confermo la disponibilità della Difesa a valutare con la massima attenzione le eventuali richieste di concorsi che perverranno dalle autorità competenti”.

L’inquilina di Palazzo Chigi lavora per garantire la salute della popolazione italiana e la salubrità ambientale?

Riferimenti:

Gianni Lannes, Bombe a…mare, Nexus edizioni, Battaglia Terme, 2018.

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