IL MARE D’ITALIA: RADIOATTIVO!

di Gianni Lannes Plutonio 239 e 240, uranio 238, stronzio 90, cesio 137, polonio 210 (rarissimo) e così via. Li ha rilevati l’International Atomic Energy Agency nei campionamenti nei mari d’Italia, sottoponendo ad analisi l’acqua di mare, il biota, il sedimento e la materia sospesa. Altri studi e ricerche hanno attestato la contaminazione ambientale, in…

di Gianni Lannes

Plutonio 239 e 240, uranio 238, stronzio 90, cesio 137, polonio 210 (rarissimo) e così via. Li ha rilevati l’International Atomic Energy Agency nei campionamenti nei mari d’Italia, sottoponendo ad analisi l’acqua di mare, il biota, il sedimento e la materia sospesa. Altri studi e ricerche hanno attestato la contaminazione ambientale, in particolare da Venezia a Taranto (Adriatico e Ionio), Sicilia e Sardegna (Tirreno) incluse.

La letteratura medica parla chiaro: l’esposizione cronica anche a bassi livelli di radioattività può aumentare il rischio di sviluppare patologie oncologiche. Perché in Italia non è garantita la salute pubblica e la sicurezza ambientale?

Singolare coincidenza: nelle acque marine dello Stivale scorazzano navi e sommergibili a propulsione ed armamento nucleare, e in almeno 12 porti del Belpaese transitano ed albergano unità navali e subacquee della Sesta flotta Usa, ma non sono noti i piani militari di sicurezza civile.

All’isola di Santo Stefano nell’arcipelago della Maddalena dal 1972 al 2007 c’è stata una base di sommergibili atomici classe Los Angeles: in loco si sono verificati numerosi incidenti con dispersione di radioattività, come ad esempio nel 2003 all’Hartford. Non è mai stata effettuata una bonifica. A suo tempo il piduista Berlusconi s’era messo in testa di tenerci un G8, ma non se ne fece nulla per via dell’elevato inquinamento radioattivo.

I telecomandati governini di Roma non hanno mai chiesto i danni allo zio Sam. Nella colonia tricolore non manca nulla nel campionario bellico sepolto nel mare: dalle armi chimiche a quelle radioattive, arsenali di guerra invisibili ai comuni mortali, ma tangibili nei loro effetti deleteri alla salute.

Riferimenti:

Gianni Lannes, Italia USA e getta, Arianna editrice, Bologna, 2014.

http://hyperphysics.phy-astr.gsu.edu/hbase/NucEne/fisfrag.html#c5

https://www.nndc.bnl.gov

https://web.archive.org/web/20130511040509/http://hanford-site.pnnl.gov/envreport/2001/env01_45.pdf

https://www.fourmilab.ch/etexts/www/effects/eonw_12.pdf#zoom=100

https://archive.org/details/sim_nation_1959-04-25_188_17/page/356/mode/2up

https://www.iaea.org/topics/spent-fuel-management/depleted-uranium

https://www.iaea.org/sites/default/files/6rm-italy.pdf

https://www.osti.gov/etdeweb/servlets/purl/692931

https://inis.iaea.org/records/7pkgv-dy463

https://www-pub.iaea.org/MTCD/Publications/PDF/te_1242_prn.pdf

https://indico.cern.ch/event/326788/contributions/1712833/attachments/634611/873505/Vosniakos_RADIOLOGICAL_ASSESSMENT-tirana-cern.pdf

https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/0048969795047360

https://archimer.ifremer.fr/doc/00121/23259/21089.pdf

https://inis.iaea.org/records/xk1e4-eds15

https://inis.iaea.org/records/emrh6-dpc17

https://ciesm.org/online/archives/abstracts/pdf/28/CIESM_Congress_1982_Cannes_article_0355.pdf

http://www.bdim.eu/item?id=RLINA_1979_8_67_6_441_0

Tags:

Lascia un commento