SORVEGLIANZA ELETTRONICA

Di notte basta volgere lo sguardo al cielo per vederlo punteggiato di luci intermittenti e svolazzanti. Si tratta di un armamentario che gira vorticosamente, insomma un potenziale pericolo. che alimenta il clima bellico. La Nato non controlla soltanto politicanti e militari in tricolore, ma anche tutto lo Stivale. Infatti, ogni giorno c’è un velivolo militare…

Di notte basta volgere lo sguardo al cielo per vederlo punteggiato di luci intermittenti e svolazzanti. Si tratta di un armamentario che gira vorticosamente, insomma un potenziale pericolo. che alimenta il clima bellico.

La Nato non controlla soltanto politicanti e militari in tricolore, ma anche tutto lo Stivale. Infatti, ogni giorno c’è un velivolo militare radar denominato Awacs (come quello a stelle e strisce in volo la sera del 27 giugno 1980), che si muove dalla Germania alla Sicilia. Ovviamente, questa non è l’unica arma che sorveglia i cieli della Penisola e dell’Europa. Gli aerei E-3A sono soltanto il primo sensore di una macchina da guerra che controlla non soltanto caccia e missili, ma anche droni e movimenti sospetti.

Alla stazione aeronavale di Sigonella sotto il totale controllo Usa, sono attivi gli RQ-4D Phoenix, giganteschi droni da ricognizione, in grado di restare per aria molte ore per raccogliere informazioni su terra e mare.

Ora l’Alleanza atlantica sta approntando anche l’arrivo degli MQ-4C Triton, altri velivoli senza pilota destinati alla sorveglianza a lunghissima distanza. Se la minaccia piove dal cielo, la risposta è una rete di radar, centri di comando, caccia e batterie antiaeree. Ci sono i Patriot statunitensi e i Samp-T italofracesi, i cacciabombardieri a capacità nucleare F-35, gli Eurofighter, gli intramontabili F-16 e gli altri aerei da combattimento ravvicinato e a lunga distanza, pronti a decollare dalla colonia Italia per identificare o intercettare qualsiasi bersaglio.

Così è sorta anche Eatern Sentry, ovvero una cintura di sorveglianza rafforzata sul fianco ofrientale, a base di caccia, sistemi sofisticati di difesa aerea, aerei da ricognizione, navi e sommergibili sempre all’erta e con il colpo in canna.

Potenti radar, droni, satelliti e sensori sono sempre attivi e hanno però aumentato a dismisura l’inquinamento elettromagnetico. Ma tanto la gente comune distratta dai mass e dal consumo di beni superflui, non vede, non sente e non comprende cosa gira sulla testa.

Poi c’è il fronte invisibile. La cyber defence protegge reti militari e infrastrutture energetiche dai cosiddetti hacker, mentre plotoni di analisti cercano di individuare campagne di manipolazione e disinformazione orchestrate dai cattivi di turno.

Non è finita. La Nato ha annunciato lo stanziamento di oltre 40 miliardi di dollari in investimenti nei prossimi 5 anni: radar di ultima generazione per scoprire i velivoli nemici, sensori per identificarli, e armi per neutralizzarli. Alla fine la guerra infinita della Nato non si fa con una sola arma. Prima che una guerra invisibile diventi visibile.

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