ECOMOSTRO MIRAMARE

di Gianni Lannes Mentre a Cala Finanza (Olbia) è sbarcata la speculazione edilizia israeliana, all’isola di San Pietro, lì dove va e viene l’onda sferzata dal Maestrale, non t’aspetti uno stupro con vista mare nell’Italietta assuefatta a naufragare: 12 mila metri cubi di cemento armato sovrastano l’insenatura della località “La Caletta” a ridosso di Punta…

di Gianni Lannes

Mentre a Cala Finanza (Olbia) è sbarcata la speculazione edilizia israeliana, all’isola di San Pietro, lì dove va e viene l’onda sferzata dal Maestrale, non t’aspetti uno stupro con vista mare nell’Italietta assuefatta a naufragare: 12 mila metri cubi di cemento armato sovrastano l’insenatura della località “La Caletta” a ridosso di Punta Spalmatore (anch’essa non risparmiata da deturpazioni edilizie e degrado diffuso). Questo è un luogo meraviglioso e di rara bellezza selvaggia del Mediterraneo, però martoriato senza freni. Proprio qui, affacciata su un mare cristallino, sorge una struttura mastodontica: un hotel cinque stelle con piscina a sfioro, centro benessere e servizi lussuosi in stato di abbandono. Questa è la cartolina che nell’estate dell’anno 2026 arriva dall’estremo sud-ovest della Sardegna, in una zona a rischio idrogeologico che presenta costoni rocciosi frananti.

Si tratta dell’ex albergone “Baia d’Argento” realizzato dall’Esit (ente sardo strutture turistiche) con denaro pubblico, che da tempo era soggetto a lavori di ristrutturazione ed ampliamento, lasciando questo gigantesco ecomostro a deturpare un tesoro naturalistico.

L’interrogazione parlamentare 4/26926 dell’11 luglio 1991 non ha mai avuto risposta. Anche l’interrogazione successiva – datata 13 marzo 2007 – numero 4702893, indirizzata al governo Prodi, è rimasta inevasa.

Il 3 novembre 2025 il sindaco di Carloforte, dopo innumerevoli segnalazioni, si è limitato ad emettere l’ordinanza 16/2025: “rischi per la pubblica incolumità di un immobile sito nella località Spalmatore”, a tutt’oggi, lettera morta.

Le autorità invece di demolire l’ecomostro privato e ripristinare lo stato originario del luogo, di fatto avallano la speculazione. E così la situazione affaristica decolla con la concessione edilizia numero 53 del 12 luglio 2006, quando vengono autorizzati i lavori per passare dai 9.853 metri cubi ai 12.170 previsti per l’immobile. Un ampliamento di circa il 25 per cento, affidato inizialmente al gruppo Porcedda di Cagliari e poi transitato al gruppo bolognese Delle Piane. In seguito sono arrivate anche la concessione demaniale rilasciata con una nota della capitaneria portuaria di Cagliari (11 marzo 2009) e il nullaosta dell’assessorato regionale per la difesa dell’ambiente (17 febbraio 2010).

Uno scempio ambientale “legalizzato”, e autorizzato anche da enti che dovrebbero invece salvaguardare il territorio. In particolare, è stata presentata un’istanza (14 novembre 2011) circa l’autorizzazione al “completamento delle opere esterne di cui alla c.e. n. 26/2006 non completate alla scadenza dell’autorizzazione paesaggistica”. Istanza in merito alla quale s’è già espresso il Servizio regionale per la tutela paesaggistica di Cagliari (nota n. 74154/TP/CA-CI del 13 dicembre 2011), dichiarando il comune di Carloforte competente per il rilascio dell’autorizzazione paesaggistica al completamento delle opere.

L’autorizzazione ai lavori ha ottenuto più di una proroga. A partire dal marzo 2010, quando era stata concessa la proroga di un anno sul termine-lavori inizialmente previsto. Fino al maggio 2011, quando è arrivata l’ennesima autorizzazione edilizia (n. 104/2011) per la modifica dell’ubicazione della centrale termica.

Il problema di questo caso è il pasticcio normativo a monte. L’aumento del 25 per cento delle volumetrie preesistenti è stato autorizzato in base all’articolo 2, comma 2°, lettera h, della legge regionale numero 23/1993 che consente tali ampliamenti – per i soli insediamenti ricettivo-alberghieri esistenti (l’ex Hotel Esit esisteva fin dagli anni ‘60 del secolo scorso) – anche in deroga ai vincoli di inedificabilità costieri, ma a patto che ci sia compatibilità con quanto previsto dal piano urbanistico comunale (P.U.C.). E il P.U.C. di Carloforte aveva in effetti concesso l’autorizzazione edilizia nel 2006, prima però che il T.A.R. della Sardegna lo dichiarasse illegittimo, con sentenza del 16 settembre 2009. Tuttavia gli atti autorizzativi del P.U.C. sono fatti salvi dal cosiddetto piano paesaggistico regionale (P.P.R.). Entrato in vigore nel 2006 allo scopo di “preservare, tutelare, valorizzare e tramandare alle generazioni future l’identità territoriale sarda” contiene una contestatissima norma transitoria. Norma che mantiene operativi quei P.U.C. approvati prima che esistesse il P.P.R. Così una disposizione che il T.A.R. aveva buttato fuori dalla porta può rientrare dalla finestra e permettere che si perseveri in direzione della deturpazione del territorio.

Sono evidenti le discrepanze tra quanto autorizzato e quanto effettivamente realizzato. Una partita che si è giocata a colpi di ricorsi e sentenze e che, ha visto perdere non solo la Sardegna, ma l’intero Belpaese. In una logica perversa, che vede il principio della tutela del territorio interpretato e derogato in nome delle solite irrinunciabili velleità affaristiche.

In Sardegna non è più possibile realizzare edifici così impattanti a ridosso della costa, e questo è un bene. Ma allora che senso ha lasciare giganteschi fabbricati come questo nel più totale abbandono? Si tratta di un doppio spreco: ambientale ed economico. Un sacrificio per l’ecosistema, senza alcun beneficio per il territorio. La Regione Sardegna ha il dovere di avviare uno studio puntuale su tutte le opere incompiute e dismesse (pubbliche e private) per intervenire con una visione strategica. Occorre una vera mappatura e una politica di rigenerazione ecologica.

Post scriptum

“Ecomostro Ex ESIT”: è la definizione con cui si indicano alcune strutture turistiche abbandonate realizzate dall’ESIT tra gli anni ’50 e ’60 in Sardegna, oggi in evidente stato di degrado e con forte impatto sul paesaggio costiero. Il caso più noto è l’ex Hotel ESIT “Baia d’Argento”, situato a Carloforte nella zona denominata “La Caletta, sull’Isola di San Pietro. Si tratta di un imponente manufatto in cemento incompiuto, rimasto sospeso nel tempo e diventato nel corso degli anni un elemento controverso del panorama locale, per la sua posizione panoramica e il forte impatto visivo sulla costa. L’Ente sardo industrie turistiche (ESIT) fu un ente costituito nel 1950 dalla Regione Sardegna con Legge regionale 62 ed è stato messo in liquidazione il 23 maggio 2005.

Riferimenti:

https://www.sardegnaterritorio.it/pianificazione/pianopaesaggistico

SARDEGNA: SITUAZIONE NEL 1993:

  1. sulla costa della Sardegna ricompresa nel territorio
    della provincia di Cagliari i piani della zona F prevedOno l’edificazione per complessivi mc 30.069.352 così ripartiti:
  2. comune di Arbus: mc 4.155.636 dei quali realizzati 247.800 e progettati 2.024.924;
    comune di Fluminimaggiore: mc 274.800 di cui progettati mc 10.181;
    comune di Buggerru: mc 300.000, progettati mc 180.000;
    comune di Iglesias: mc 288.000, progettati mc 98.095;
    comune di Gonnesa: mc 388.740, progettati mc 63.045;
    comune di Portoscuso: mc 87.000, progettati mc 13.760;
    comune di comune di Carloforte: mc 750.380, costruiti mc 67.407, progettati mc 75.000;
    comune di Calasetta, mc 942.000, costruiti mc 65.267, progettati mc 100.000;
    comune di S. Antioco: mc 111.840, costruiti mc 213.152, progettati mc 72.410;
    comune di Giba: mc 345.240;
    comune di Masainas: mc 78.000;
    comune di S. Anna Arresi: mc 421.440, costruiti mc
    30.000, progettati mc 200.000;
    comune di Teulada: mc 769.200, costruiti mc 107.614,
    progettati mc 149.700;
    comune di Domus De Maria: mc 900.000, costruiti mc
    679.597, progettati mc 207.035;
    comune di Pula: mc 984.000, costruiti mc 952.872,
    progettati mc 150.000;
    comune di Sarroch: mc 488.820, costruiti mc 293.359,
    progettati mc 97.450;
    comune di Capoterra: mc 1.813.850, costruiti mc
    1.200.000, progettati mc 613.850;
    comune di Quartu S. Elena: mc 8.644.980, costruiti mc 3.000.000, progettati mc 500.000;
    comune di Maracalagonis: mc 298.800, costruiti mc
    647.642, progettati mc 100.000;
    comune di Sinnai: mc 400.220, costruiti mc 92.833,
    progettati mc 50.000;
    comune di Villasimius: mc 2.727.000, costruiti mc
    1.250.000, progettati mc 1.477.000;
    comune di Castiadas: mc 528.526, costruiti mc 350.000, progettati mc 120.000;
    comune di Muravera: mc 3.141.600, costruiti mc 698.466, progettati mc 560.000;
    comune di Villaputzu: mc 1.229.280, costruiti mc 390.618, progettati mc 400.000;
  3. sulla costa della Sardegna ricompresa nel territorio
    della provincia di Oristano i piani della zona F prevedOno l’edificazione per complessivi mc 3.816.240 così ripartiti:
    comune di Tresnuraghes: mc 221.220, costruiti mc 15.170;
    comune di Cuglieri: mc 360.000, costruiti mc 93.029, in progetto mc 6.000;
    comune di Narbolia: mc 367.320, costruiti mc 36.033, in progetto mc 250.000;
    comune di Riola Sardo: mc 49.500;
    comune di S. Vero Milis: mc 1.020.000, costruiti mc
    420.814, in progetto mc 200.000;
    comune di Cabras: mc 1.267.440, costruiti mc 70.000, in progetto mc 950.000;
    comune di Oristano: mc 80.760, costruiti mc 30.000;
    comune di Arborea: mc 450.000, costruiti mc 50.000;
  4. sulla costa della Sardegna ricompresa nel territorio
    della provincia di Nuoro i piani della zona F prevedono l’edificazione per complessivi mc 7.784.752 così ripartiti:
    comune di Lanusei: mc 300.000, in progetto mc 400.000;
    comune di Tertenia: mc 600.000, costruiti mc 200.000, in
    progetto mc 10.000;
    comune di Gairo – Cardedu: mc 485.000, costruiti mc
    201.664, in progetto mc 35.000;
    comune di Barisardo: mc 528.000, costruiti mc 21.030, in progetto mc 250.000;
    comune di Lotzorai: mc 129.060, in progetto mc 7.500;
    comune di Tortolì: mc 158.092, costruiti mc 169.072, in
    progetto mc 50.500;
    comune di Girasole: mc 30.000;
    comune di Dorgali: mc 480.000, costruiti mc 148.326, in progetto mc 30.000;
    comune di Orosei: mc 176.760, costruiti mc 200.000, in progetto mc 240.000;
    comune di Siniscola: mc 1.967.400, in progetto mc
    1.109.045;
    comune di Posada: mc 240.660, costruiti mc 105.249;
    comune di Budoni: mc 1.385.780, costruiti mc 354.399, in progetto mc 100.000;
    comune di S. Teodoro: mc 713.400, costruiti mc 800.000, in progetto mc 650.000;
    comune di Bosa: mc 288.000, costruiti mc 30.000, in
    progetto mc 310.000;
    comune di Magomadas: mc 267.600;
  5. che sulla costa della Sardegna ricompresa nel territorio della provincia di Sassari i piani della zona F prevedono l’edificazione per complessivi mc 30.328.160 così ripartiti:
    comune di Loiri Porto S. Paolo: mc 1.200.000, costruiti
    mc 113.274, in progetto mc 250.000;
    comune di Olbia: mc 4.260.000, costruiti mc 1.000.000, in progetto mc 1.121.000;
    comune di Golfo Aranci: mc 601.500, in progetto mc
    250.000;
    comune di Arzachena: mc 6.000.000, costruiti mc
    1.800.000, in progetto mc 1.310.000;
    comune di La Maddalena: mc 2.460.000, costruiti mc
    32.359, in progetto mc 400.000;
    comune di Palau: mc 883.080, costruiti mc 1.161.009, in progetto mc 250.000;
    comune di S. Teresa di Gallura: mc 2.565.300, costruiti mc 741.019, in progetto mc 200.000;
    comune di S. Francesco di Aglientu: mc 636.000, costruiti mc 980.935, in progetto mc 500.000;
    comune di Trinità d’Agultu e Vignola: mc 909.300,
    costruiti mc 500.000, in progetto mc 760.000;
    comune di Badesi: mc 535.740, costruiti mc 111.147, in
    progetto mc 60.000;
    comune di Valledoria: mc 440.280, costruiti mc 178.273;
    comune di Castelsardo: mc 525.600, costruiti mc 3.810, in progetto mc 63.841;
    comune di Sorso: mc 550.020, costruiti mc 536.537;
    comune di Sassari: mc 6.000.000, costruiti mc 180.000, in progetto mc 300.000;
    comune di Porto Torres: mc 216.000;
    comune di Stintino: costruiti mc 1.850.000, in progetto mc 600.000;
    comune di Alghero: mc 386.400, costruiti mc 200.000, in progetto mc 2.000.000;
    comune di Villanova Monteleone: mc 308.940;
    che i piani in vigore prevedono quindi l’edificazione in Sardegna di complessivi mc 71.998.504;
    che sono consentite costruzioni lungo il litorale che si aggiungono ai manufatti edificati abusivamente profittando dell’assoluta mancanza di vigilanza e di controlli; che oltre al disastro costiero prosegue la distruzione delle bellezze naturali sulle montagne dell’isola ed il continuo attentato – con apertura surretizia di strade e camminamenti
    laddove erano solo sentieri – alle cale isolate (come Cala Luna e Cala Sisine) nelle quali sono impiantati punti di ristoro, gestiti campeggi con gravissimo pregiudizio ambientale.

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Risposta a “ECOMOSTRO MIRAMARE”

  1. SARDEGNA: INQUINATA! – Gianni Lannes

    […] SARDEGNA NUCLEARE! ECOMOSTRO MIRAMARE […]

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