ARMI CHIMICHE E BATTERIOLOGICHE AFFONDATE DAI NAZITEDESCHI NEI MARI D’ITALIA!

di Gianni Lannes Ecco un altro armadio della vergogna (il più pericoloso) con cui l’Italia non ha mai fatto i conti. Le conseguenze disastrose sul piano ambientale e sanitario sono giunte a noi. Durante il periodo 1943-1944 infatti, i nazitedeschi hanno affondato armi chimiche e batteriologiche, nell’Adriatico centrale dove ancora albergano con buona pace delle…

di Gianni Lannes

Ecco un altro armadio della vergogna (il più pericoloso) con cui l’Italia non ha mai fatto i conti. Le conseguenze disastrose sul piano ambientale e sanitario sono giunte a noi. Durante il periodo 1943-1944 infatti, i nazitedeschi hanno affondato armi chimiche e batteriologiche, nell’Adriatico centrale dove ancora albergano con buona pace delle bandierine blu e delle sagre ittiche e vongolare: Ravenna, Cervia, Cesenatico, Rimini, Riccione, Cattolica, Gabicce, Pesaro, Fano; e pure Ortona.

In Abruzzo a Bussi sul Tirino, sorgeva all’epoca la più importante fabbrica mussoliniana di aggressivi chimici (Dinamite Nobel e Montecatini, entrambe assoldate dal Centro Chimico militare nel 1923), dove furono imprigionati 10 giovani partigiani italiani, assassinati in tutta fretta il 14 dicembre 1943 in una vicina cava (in località Parata), subito minata e fatta saltare in aria dopo l’eccidio (impunito).

Proprio dalla fabbrica segreta di Bussi (mai bonificata), i militari germanici hanno portato via e gettato al largo di Ortona l’ultimo carico di iprite affinché non cadesse in mano alleata. Proprio in loco, è stato prodotto il famigerato “mustard gas” (iprite) per le bombe C500T (ognuna ne contiene 212 chilogrammi: dinanzi a Pesaro il Sonderkommando Meyer ne ha inabissate 4.317 esemplari e nel 2006 il consiglio comunale locale ha conferito la cittadinanza onoraria al cancelliere Schroder) scaricate dalla Regia Aeronautica tricolore sull’inerme popolazione civile in Etiopia a partire dal 1935, ma anche in Libia.

Addirittura nel mare di Palermo – dove giace indisturbato a tutt’oggi – i crucchi hanno deliberatamente affondato un sommergibile imbottito di armi speciali, proibite dalla Convenzione di Ginevra del 1925 (ordine del feldmaresciallo Albert Kesserling: processato e condannato a Venezia, ma infine graziato dal governo di sua maestà britannica).

Nel 1951 Italia e Germania hanno stipulato un accordo segreto in materia: Berlino era il punto saldo della Nato in funzione antisovietica; e tutti i cervelli del Terzo Reich furono reclutati da Washington a partire da von Braun (project Paperclip).

Nel 1999 compulsai la banca dati del Parlamento, nel 2000 mi rivolsi all’allora prefetto di Pescara e nel 2007 chiesi lumi e spiegazioni al Capo di Stato Maggiore della Marina Militare italiana, ma non mi è mai giunta una risposta.

C’è un giudice almeno a Berlino o dobbiamo chiamare in causa tutti questi criminali, ovvero gli Stati responsabili al Tribunale dei diritti dell’uomo a Strasburgo?

Riferimenti:

Gianni Lannes, Italia USA e getta, Arianna editrice, Bologna, 2014

Gianni Lannes, Bombe a…mare, Nexus edizioni, Battaglia Terme, 2018.

https://www.straginazifasciste.it/wp-content/uploads/schede/Parata%20Bussi%20Sul%20Tirino%2014-12-1943.pdf

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