ARMI NAZISTE DI DISTRUZIONE DI MASSA: NEL MARE DA RAVENNA A CATTOLICA

di Gianni Lannes Bandiera blu o bandiera nera? Il Portolano della Marina Militare italiane (edizione anno 2026) segnala una cospicua presenza di ordigni inesplosi nell’Adriatico, qui dove è stata registrata una recente morìa di vongole. Un fatto è certo: nella tarda estate del 1944 i nazitedeschi in ritirata, su disposizione di Albert Kesserling e ordine…

di Gianni Lannes

Bandiera blu o bandiera nera? Il Portolano della Marina Militare italiane (edizione anno 2026) segnala una cospicua presenza di ordigni inesplosi nell’Adriatico, qui dove è stata registrata una recente morìa di vongole.

Un fatto è certo: nella tarda estate del 1944 i nazitedeschi in ritirata, su disposizione di Albert Kesserling e ordine di Hitler, hanno gettato in mare da Ravenna fino a Cattolica, le proprie armi chimiche. Il micidiale sarin è ancora dentro gli ordigni, sui bassi fondali prospicienti questa costa adriatica. Invece nel mare di Pesaro e dintorni (fino a Gabicce e Fano) il Sonderkommando Meyer ha affondato l’arsenale speciale di Mussolini (nascosto nelle gallerie ferroviarie sotto Urbino).

Non è un caso se proprio su tale ampia area adriatica incombono le servitù militari e i poligoni di tiro in mare, utili coprire la situazione e a mantenere il segreto di Stati alleati.

L’intelligence militare inglese sospetta che le abbiano usate in uno scontro sulla Linea Gotica e poi nascoste attorno a San Marino e nel Marecchia, dragato all’epoca senza riscontri. Nel luglio 1984 a seguito di lavori sul medesimo fiume – singolare coincidenza – morirono improvvisamente per cause ancora oggi mai spiegate, numerose persone proprio in quella zona e il fatto fu raccontato dalla giovane giornalista Maria Grazia Garattoni su un paginone del quotidiano L’Unità, ripreso da Repubblica. Anche la giovane cronista scomparve prematuramente a causa di una patologia fulminante.

C’è un farmaco che si chiama atropina: è un antidoto agli avvelenamenti da organofosfati, agenti neurotossici tra i quali gas come il sarin, della famiglia dei gas nervini, che furono scoperti per caso nel 1938 da chimici della Germania nazista mentre stavano cercando di mettere a punto nuovi pesticidi. Il regime di Hitler ne produrrà a tonnellate. Incolore, inodore, senza gusto, può essere diffuso nell’aria e nell’acqua. 50 milligrammi di gas sarin possono uccidere in dieci minuti per soffocamento. Forte mal di testa, tosse, difficoltà a respirare, nausee, debolezza muscolare, paralisi, convulsioni diarrea, vomito e arresto cardiaco: sono questi i sintomi che il gas provoca. Durante la guerra fredda Stati Uniti e Russia ne produrranno in gran quantità. Nel 1991 le Nazioni Unite ne proibiranno produzione e utilizzo facendolo rientrare nell’elenco delle armi di distruzione di massa. Nel 1993 a Parogi viene siglata la convenzione sulla messa al bando delle armi chimiche. Il trattato reca la firma di 162 Paesi membri. Due gli Stati che però non l’hanno ancora ratificata: Israele e Myanmar, mentre sei si sono rifiutati di firmarla: Angola, Corea del Nord, Sud Sudan, Egitto, Somalia e Siria. Nel 1993 i Paesi che firmarono la convenzione si impegnarono anche a distruggere gli stock di gas in loro possesso. Ma è impossibile sapere esattamente quante tonnellate di questo gas siano ancora in circolazione.

La convenzione sulle armi chimiche (CAC) è il primo trattato sul disarmo delle armi chimiche; inoltre, proibisce qualsiasi attività rivolta a sviluppo, produzione, acquisizione, detenzione, conservazione, trasferimento e uso di armi chimiche e dei materiali ad esse collegati.

Assieme al trattato di non proliferazione nucleare, al Comprehensive Test Ban Treaty ed alla convenzione per il bando delle armi biologiche, la convenzione sulla proibizione delle armi chimiche costituisce uno dei pilastri fondamentali su cui si fonda il sistema di disarmo e di non proliferazione delle armi di distruzione di massa. La Convenzione sulla Proibizione delle Armi Chimiche di Parigi del 1993 è entrata in vigore il 29 aprile 1997 e ha sancito definitivamente il bando completo di tali armi. L’Italia ha ratificato la convenzione con la legge 18 novembre 1995, numero 496, modificata ed integrata con legge 4 aprile 1997, numero 93. Le due norme di ratifica hanno identificato nel Ministero degli Affari Esteri l’Autorità Nazionale, tenuta a coordinare e sovrintendere alle complesse misure per l’applicazione della convenzione e del trattato sul territorio nazionale. A proposito: dov’è la relazione annuale del ministro Tajani?

Riferimenti:

https://www.opcw.org

https://www.opcw.org/chemical-weapons-convention

https://www.opcw.org/sites/default/files/documents/CWC/CWC_fr.pdf

https://www.opcw.org/sites/default/files/documents/CWC/CWC_en.pdf

https://www.opac496.it

https://www.opac496.it/index.php/convenzione

https://www.opac496.it/index.php/9-normativa/5-legge-496-95-testo-integrato

https://www.opac496.it/index.php/9-normativa/6-legge-93-97

https://www.esteri.it/it/?s=armi+chimiche

https://www.esteri.it/it/temi/temi_globali/disarmo/armi_chimiche

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