MELONI: VIA LIBERA AL NUCLEARE

di Gianni Lannes Al peggio sembra non esserci fine con i neofascisti telecomandati che bivaccano a Palazzo Chigi. La parola magica è “sostenibile”, ma si tratta di un artificio retorico, alla luce della scienza . Energia atomica insostenibile: realisticamente, ecologicamente ed economicamente. Eppure oggi il primo sì in Parlamento alla nuova legge (proposta da un’analfabeta…

di Gianni Lannes

Al peggio sembra non esserci fine con i neofascisti telecomandati che bivaccano a Palazzo Chigi.

La parola magica è “sostenibile”, ma si tratta di un artificio retorico, alla luce della scienza . Energia atomica insostenibile: realisticamente, ecologicamente ed economicamente. Eppure oggi il primo sì in Parlamento alla nuova legge (proposta da un’analfabeta in materia come Giorgia Meloni) che riporta il nucleare in Italia, bandito da ben due referendum popolari. Entro la fine dell’anno i decreti attuativi su tecnologie, autorizzazioni, ricerca e sviluppo delle nuove tecnologie. Con 155 sì (tutta la maggioranza, più Azione e Marattin del Pld), 8 astenuti (Italia Viva) e 86 no (Pd, M5s e Avs) la Camera ha infatti approvato in prima lettura il disegno di legge delega presentato lo scorso ottobre dal ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin (di professione commercialista). Che ora conta di vedere approvato definitivamente l’intero pacchetto entro l’estate e di varare poi entro fine anno tutti i decreti attuativi. «L’obiettivo del governo – spiega il ministro – è quello di definire un quadro giuridico perché si possano poi fare le valutazioni per l’avvio di produzione di energia dal nuovo nucleare». Insomma scientismo e affarismo a braccetto.

Il ddl indica infatti alcuni pilastri per organizzare la produzione e la gestione dell’energia nucleare in Italia fornendo l’impalcatura giuridica per riportare il nucleare in Italia, abbandonato con il referendum del 1987 e del 2022. «Non si parla più delle grandi centrali ma di piccoli reattori che saranno disponibili dalla fine di questo decennio, inizio del prossimo – ha precisato il ministro esperto di mera contabilità -. In questo momento, si discute di dare all’Italia un quadro giuridico, di dare le leggi perché poi alla fine di questo decennio si possano fare le valutazioni di merito per rientrare nella produzione di energia da fonte nucleare».

Oltre a disciplinare la produzione da fonte “nucleare sostenibile sul territorio nazionale, anche ai fini della produzione di idrogeno, la legge quadro regolerà anche la disattivazione e lo smantellamento degli impianti esistenti, la gestione dei rifiuti radioattivi e del combustibile nucleare esaurito, la ricerca, lo sviluppo e l’utilizzo dell’energia da fusione, nonché la riorganizzazione delle competenze e delle funzioni in materia, anche mediante riordino e modificazioni della normativa vigente. I decreti dovranno, tra le altre cose, definire i criteri e i procedimenti per la localizzazione, su istanza dei proponenti, degli impianti di produzione di energia da fonte nucleare sostenibile «nel rispetto delle norme tecniche e degli standard di sicurezza previsti dalla normativa nazionale, europea ed internazionale, tenuto altresì conto, ove applicabile, della disciplina generale in materia di autorizzazione alla costruzione e all’esercizio di impianti per la produzione di energia».

La sperimentazione, la costruzione o installazione, l’esercizio degli impianti saranno soggetti a «procedimenti abilitativi integrati di competenza del Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica». Il titolo abilitativo sostituirà «ogni provvedimento amministrativo, autorizzazione, concessione, licenza, nulla osta, atto di assenso, comunque denominato, ad eccezione dei provvedimenti di valutazione ambientale». La delega prevede inoltre «di valutare l’istituzione di un’autorità amministrativa indipendente per la sicurezza nucleare». L’Anci ha chiesto e ottenuto che i Comuni siano coinvolti nelle consultazioni qualora si proceda all’individuazione ex ante di aree aventi le caratteristiche per ospitare gli impianti, con la valutazione di adeguate misure di compensazione per i territori interessati.

Sul fronte della spesa sono ci sono 20 milioni l’anno per ciascuna delle annualità 2027, 2028, 2029 «per l’attuazione degli investimenti previsti dalla presente delega a valere sulle risorse assegnate al Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica», ai sensi della legge di Bilancio 2025. Il ddl prevede poi per campagne di “informazione e consultazione capillare dei cittadini” (ovvero disinformazione pilotata) una spesa autorizzata di 1,5 milioni di euro per il 2025 e 6 milioni per il 2026. Durante il passaggio parlamentare pochi gli emendamenti approvati relativi alla promozione di una filiera nazionale ed europea sul nucleare, alla possibilità per i comuni di autocandidarsi ad ospitare i nuovi impianti ed all’utilizzo della propulsione nucleare sulle navi.

A tutt’oggi, però, non sono ancora state bonificate e messe in sicurezza quattro centrali nucleari civili, una militare (segreta), tutte le officine di lavorazione del combustibile atomico. E non esiste ancora un deposito unico per tutte le scorie radioattive, bensì una miriade di magazzini a cielo aperto. L’ecomafia ringrazia Giorgia per tanta grazia.

Riferimenti:

https://comunicazione.camera.it/archivio-prima-pagina/19-60421

Gianni Lannes, Italia USA e getta, Arianna editrice, Bologna, 2014.

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