PONTE SULLO STRETTO: FUORILEGGE!

di Gianni Lannes Una montagna di denaro pubblico sottratta al Mezzogiorno d’Italia per inseguire la follia di Salvini, mentre strade, autostrade e ponti cadono a pezzi in gran parte d’Italia. L’Autorità nazionale anticorruzione (ANAC) nel 2025 ha avviato un monitoraggio specifico sulla realizzazione dell’opera del ponte sullo Stretto di Messina, il cui costo stimato dal…

di Gianni Lannes

Una montagna di denaro pubblico sottratta al Mezzogiorno d’Italia per inseguire la follia di Salvini, mentre strade, autostrade e ponti cadono a pezzi in gran parte d’Italia.

L’Autorità nazionale anticorruzione (ANAC) nel 2025 ha avviato un monitoraggio specifico sulla realizzazione dell’opera del ponte sullo Stretto di Messina, il cui costo stimato dal Governo si aggira intorno ai 14,5 miliardi di euro. L’Autorità, ha inviato una lettera ai Ministeri dell’economia e delle finanze, delle infrastrutture e dei trasporti e dell’ambiente e della sicurezza energetica, ricevuta dai dicasteri in data 19 febbraio 2025, con la richiesta di accesso alla documentazione relativa al progetto del ponte sullo Stretto di Messina. Tale intervento nasce a seguito di un dettagliato esposto depositato presso l’Autorità agli inizi di dicembre 2024, nel quale vengono evidenziate numerose criticità relative alla realizzazione del ponte sullo Stretto di Messina e, in particolare, su aspetti ingegneristici, di conformità alla disciplina vigente, di realizzabilità tecnica, di sicurezza e di congruità economica del progetto. L’accesso alla documentazione relativa all’opera del ponte sullo Stretto di Messina e le attività di monitoraggio, valutazione ed accertamento, appaiono necessarie per fare chiarezza su diversi aspetti problematici emersi a seguito della decisione del Governo Meloni di resuscitare un’opera fermata nel 2012 dal Governo Monti.

La normativa europea sugli appalti pubblici (direttiva 2014/24/UE) prevede infatti che, in caso di ripristino di un appalto con un incremento di valore superiore al 50 per cento rispetto al valore originario, sia necessario un nuovo bando di gara. Tale obbligo è stato di fatto aggirato con una soluzione tecnica adottata dal Ministero delle infrastrutture per dimostrare che l’aumento di costo dell’opera è legato all’aggiornamento prezzi. Una delle richieste dell’Autorità è proprio orientata a verificare il rispetto della direttiva UE del 2014 sugli appalti, che prevede l’obbligo di gara se un appalto è ripristinato e il nuovo valore supera del 50 per cento di quello vecchio.

In merito agli aspetti economici, il costo per la realizzazione del ponte sullo Stretto di Messina è enormemente lievitato passando dai 4,5 miliardi previsti dal bando di gara del 2005 agli 8,5 del 2012, per raggiungere gli attuali 14,5 miliardi di euro. Il Governo, con un emendamento alla manovra di bilancio per il 2024, ha aumentato lo stanziamento per la realizzazione del ponte sullo Stretto di Messina di 2 miliardi di euro, portandolo da 11,6 a 13,6 miliardi. Gran parte delle suddette risorse sono state recuperate “saccheggiando” il Fondo di sviluppo e coesione, per l’80 per cento vincolato al Sud, per circa 6 miliardi di euro, di cui 1,6 miliardi di euro dalla quota spettante a Calabria e Sicilia.

In tale contesto, una quota consistente è stata sottratta ai comuni che hanno perso circa 1,5 miliardi di fondi per la manutenzione delle strade. Da notizie raccolte, inoltre, risulta che il negoziato sugli atti aggiuntivi con la società concessionaria per la realizzazione del ponte sia partito da tempo e uno dei nodi principali da dirimere riguarda la penale. L’ipotesi in campo è che la penale si aggiri intorno al 10 per cento, ovvero pari ad oltre 1 miliardo di euro a carico del bilancio pubblico in caso di mancato avvio o conclusione dell’opera.

Sul fronte della conformità alla disciplina vigente e alla realizzabilità tecnica sono emerse numerose criticità. Nel mese di novembre 2024, la Commissione di valutazione ambientale ha dato parere positivo al progetto, condizionandolo tuttavia a ben 62 prescrizioni, di cui 56 da ottemperare prima dell’approvazione del progetto esecutivo. Le richieste spaziano da un dettagliato piano di approvvigionamento idrico all’approfondimento dello studio sullo smaltimento dei rifiuti, dalla dislocazione e sicurezza delle discariche all’approfondimento dei rilevamenti geologici e geomorfologici, le indagini geofisiche, sismologiche e paleo-sismologiche, la caratterizzazione delle faglie. Inoltre, il ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica non ha dato il via libera alla Valutazione di incidenza ambientale (Vinca), in ragione del fatto che alcune aree dello Stretto e i siti della rete “Natura 2000”, sono tutelati dall’Unione europea e che lo stravolgimento dell’area dello Stretto può essere autorizzato da Bruxelles solo per motivi imperativi di rilevante interesse pubblico del progetto.

Sul tema della sicurezza dell’opera sono emersi preoccupanti dati. Nei documenti allegati dalla Stretto di Messina S.p.A. alla Commissione VIA relativi al suddetto progetto, è stata inserita una Relazione sismica riguardante il ponte sullo Stretto di Messina attribuita all’INGV, ma smentita con un comunicato ufficiale del 13 novembre 2024, dallo stesso INGV con esclusione di qualsivoglia responsabilità da parte dell’Istituto. Come evidenziato sul sito “Stretto di Messina.it”, nella pagina dedicata al progetto definitivo è riportato che il ponte e i collegamenti a terra sono in grado di resistere a sisma di magnitudo 7,1 Richter. Tuttavia, è noto che lo Stretto di Messina può essere un’area epicentrale per eventi sismici anche di magnitudo di momento (Mw) ben superiore a 7, e quindi con accelerazioni attese sul suolo (PGA) superiori a 1g e fino a 2g, ossia ben superiori a quelle registrate per il terremoto de L’Aquila (0,66g) e di Amatrice – Norcia (rispettivamente 0,86 e 0,95g). Dalla documentazione disponibile, come riferimento di terremoto di progetto per il ponte sullo Stretto di Messina, l’accelerazione utilizzata è di soli 0,58g; la documentazione relativa all’opera del ponte sullo Stretto di Messina, secondo quanto dichiarato dal Governo a più riprese, doveva essere approvata dal CIPESS entro il 31 dicembre 2024, ma la procedura ancora non risulta esaminata e conclusa in via definitiva.

Nel frattempo, emergono pressioni da parte della società concessionaria per far partire le opere anticipate e per aprire i cantieri principali entro il 2025. La realizzazione dell’opera per fasi, tuttavia, potrebbe comportare ulteriori criticità tecniche e finanziarie. La società Stretto di Messina S.p.A. ha recentemente siglato nuovi contratti, incluso il rinnovo di quattro membri del comitato scientifico.Petrché il governo Meloni non rende pubblici i documenti richiesti da ANAC e i pareri tecnici sul progetto, in particolare quelli relativi alla sicurezza strutturale e alla compatibilità ambientale? Quali sono le valutazioni in merito al deposito di una relazione sismica sul ponte sullo Stretto di Messina attribuita in modo non corrispondente al vero all’INGV e che ha costretto l’INGV a diramare un comunicato stampa per denunciare l’estraneità totale dell’istituto alla suddetta relazione?

Perché Salvini, alla luce dell’elevata sismicità dello Stretto di Messina anche per terremoti di magnitudo ben superiore a Mw 7, e quindi con accelerazioni attese sul suolo superiori ad 1g e fino a 2g, alla documentazione relativa all’opera non allega studi scientifici ufficiali che abbiano come riferimento di terremoto per il progetto per il ponte sullo Stretto di Messina, l’utilizzo di accelerazioni PGA fino a 2g e non, come attualmente previsto, di soli 0,58g e, quindi, una resistenza delle strutture del Ponte ad eventi di magnitudo ben superiore a 7,1 Richter?

Riferimenti:

Gianni Lannes, l’Italia trema, Edizioni Mondo Nuovo, Pescara, 2023.

https://sulatesta.blog/2026/05/13/messina-il-ponte-sulle-bombe/


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