ADRIATICO: DIMENTICATO

di Gianni Lannes L’Adriatico sembra un mare perduto, ma dai più è stato soltanto dimenticato; e ancora martoriato fino ai giorni nostri da quelli che detengono il potere e sfruttano le risorse naturali a fini di profitto privato. Come a Pesaro, città che ha smarrito la sua identità originaria legata alla primordiale Adria. Ecco le…

di Gianni Lannes

L’Adriatico sembra un mare perduto, ma dai più è stato soltanto dimenticato; e ancora martoriato fino ai giorni nostri da quelli che detengono il potere e sfruttano le risorse naturali a fini di profitto privato. Come a Pesaro, città che ha smarrito la sua identità originaria legata alla primordiale Adria.

Ecco le origini smarrite della capitale per la cultura italiana nell’anno 2024. Nella stele figurata di Novilara è leggibile una battaglia navale con due imbarcazioni arpionate e una terza a vele spiegate con i rematori in voga. Altre figure minori di uomini forse morti e in alto a sinistra animali in fuga. Anche l’iscrizione di Novilara (si trova a Roma nel museo Pigorini) è antica: databile a cinquecento anni prima di Cristo.

Durante i lavori di rifacimento della cattedrale pesarese (risalente al XIII secolo) – realizzati nella seconda metà del XIX secolo – venne alla luce una vasta pavimentazione musiva raffigurante le creature dell’Adriatico: sirene, capodogli, pesci, uccelli acquatici. Un inestimabile tesoro culturale e identitario da non dimenticare che ha legato Pesaro all’Adriatico. Da questa fonte azzurra di vita: l’Italia potrebbe ripartire per un nuovo Rinascimento vitale al mondo.

(Veduta del porto di Pesaro, disegnata da Nicola Ardizi, incisa da Ubaldo Stefani e pubblicata nel volume Memorie del porto di Pesaro di Annibale Olivieri, edito a Pesaro nel 1774. Da questo disegno si possono ricostruire visivamente le varie fasi dello sviluppo del porto, fino alla soluzione voluta dal cardinale Stoppani nel Settecento).

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