GABICCE: UN MARE DI BOMBE!

(Corriere Adriatico – 15 maggio 2026, prima pagina) di Gianni Lannes Bentornati nel Belpese: ecco il collaudato mercato delle bandiere blu al miglior offerente, propagandato da politicanti e pennivendoli un tanto al chilo. Regna l’omertà tombale e tutti a far finta di niente, compresi i passivi spettatori, in attesa del peggio, mentre la salute umana…

(Corriere Adriatico – 15 maggio 2026, prima pagina)

di Gianni Lannes

Bentornati nel Belpese: ecco il collaudato mercato delle bandiere blu al miglior offerente, propagandato da politicanti e pennivendoli un tanto al chilo. Regna l’omertà tombale e tutti a far finta di niente, compresi i passivi spettatori, in attesa del peggio, mentre la salute umana viene minata.

Prove alla mano, se non bastano le incombenti servitù militari: il basso fondale del litorale adriatico – entro 5 miglia dalla costa – in particolare da Fano a Ravenna incluse Rimini, Riccione e Cervia, ma soprattutto a Pesaro e Gabicce, pullula di ordigni inesplosi: convenzionali e speciali, comprese le 100 mila bombe affondate dai nazitedeschi nel 1944 e quelle targate Nato sganciate in particolare nel 1999.

Lo attestano i dati ufficiali: un rapporto dell’ONU (Unep), un documento della Commissione europea, carte dell’Alleanza atlantica, il Portolano aggiornato al maggio 2026, mappe nautiche dello Stato italiano (come la carta numero 36 dell’Istituto Idrografico della Marina), le ammissioni di un ministro della Difesa (ammiraglio di squadra ed ex capo di Stato Maggiore) e di un Sottosegretario di Stato, nonché gli accertamenti subacquei diretti, le testimonianze dei numerosi pescatori, i riscontri degli incidenti mortali e così via. Eppure, nonostante il peggio incombente in vista di una catastrofe ambientale in piena regola, seguita da decenni la farsa all’italiana delle bandierine blu.

Il comandante della Guardia costiera di Pesaro – Nicola Gaudino – è stato stato informato personalmente e nel dettaglio – ma a tutt’oggi non è stata emessa una sola ordinanza, per garantire almeno la sicurezza in mare.

Peraltro, proprio l’Arpam segnala da anni, il territorio marino di Gabicce, come quello più inquinato delle Marche

Sia chiaro una volta per tutte: per tutelare i crassi affari turistici non si può degradare la vita. Se non fosse una tragedia sarebbe una commedia tricolore. C’è un giudice almeno a Berlino?

https://www.arpa.marche.it/mare-nuovo

https://www.ansa.it/marche/notizie/la_regione_informa/2026/05/14/bandiere-blu-acquaroli-le-marche-si-confermano-tra-le-eccellenze-con-20-localita_9ee52eb1-5162-4a4b-b107-f32ff664add5.html

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