ARMI CHIMICHE IN ADRIATICO: LA REGIONE MARCHE RINVIA ANCORA LA DISCUSSIONE…!

di Gianni Lannes Sono talmente preoccupati della salute marina e della conseguenze sull’ignara popolazione marchigiana che hanno preso tempo ancora una volta. Dopo appena quattro mesi dalla presentazione di una mozione e di un’interrogazione a cui se n’è aggiunta una terza, la Regione Marche con a capo Acquaroli del partito meloniano, rinvia ancora senza addurre…

di Gianni Lannes

Sono talmente preoccupati della salute marina e della conseguenze sull’ignara popolazione marchigiana che hanno preso tempo ancora una volta. Dopo appena quattro mesi dalla presentazione di una mozione e di un’interrogazione a cui se n’è aggiunta una terza, la Regione Marche con a capo Acquaroli del partito meloniano, rinvia ancora senza addurre uno straccio di motivazione e non affronta la gravissima situazione ambientale.

“Non mi hanno fatto discutere l’atto, hanno chiuso prima di arrivarci perché mi hanno proposto una risoluzione. Potrebbe essere un segnale importante, per evitare che io faccia una battaglia sui media. Martedì prossimo la maggioranza mi proporrà una risoluzione. In pratica copiano il mio atto per non darmi il merito, ma va bene perché conta il risultato e se la votiamo all’unanimità sarà un passo storico”, racconta Micaela Vitri, consigliera regionale del partito democratico. “Rinviata a martedi prossimo. Cercheremo di fare risoluzione”, gli fa eco la collega dei 5 stelle, Marta Ruggieri.

Il 27 marzo scorso, a Pesaro, tutte le autorità erano state invitate in municipio, al fine di ricevere le coordinate di affondamento delle bombe proibite, ma non si è fatto vivo nessuno. Il sindaco Biancani era in sede, ma non si è presentato all’appuntamento.

Nel mare di Pesaro e dintorni (Fano, Santa Marina Alta, Fiorenzuola di Focara, Casteldimezzo, Gabicce e Cattolica in Romagna) i nazitedeschi nell’estate del 1944 hanno affondato in sei aree a 4-5 miglia dalla costa, su fondali di appena 12-15 metri, ben 100 mila ordigni speciali, caricati con iprite ed arsenico: sostanze proibite dalla Convenzione di Ginevra del 1925, messe al bando mondiale dal Trattato di Parigi del 1993. Il ministro degli esteri, Tajani, non ha denunciato la presenza sul territorio italiano di queste armi di distruzione di massa, che generano effetti cancerogeni, teratogeni e mutageni.

Riferimenti:

Gianni Lannes, Il mare invisibile, Docufilm, Pesaro, 2026.

https://www.consiglio.marche.it/attivita/assemblea/sedute/odg.php?convocazione=934

https://www.ilrestodelcarlino.it/pesaro/cronaca/bombe-chimiche-in-adriatico-il-75476bab

https://www.corriereadriatico.it/pesaro/inchiesta_lannes_bombe_adriatico_fano_cecchi_reazioni-8838379.html

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