di Gianni Lannes

C’è solo una parola che riesce a sfiorare questa storia con la punta delle dita. L’ho sempre rispettata fin da bambino, quando vidi davanti ai miei occhi la magia del prodigioso stacco di testa in rovesciata di Gigi Riva che si materializza in rete. Ma attenzione, qui non c’entra il famoso libro di Edmondo De Amicis, quanto il cuore adamantino di questi figli.
A 14 anni mettono il calcio sopra ogni cosa e si allenano pure con la pioggia sferzante rotolandosi nel fango. Il dio del calcio è il loro dio. Il calendario delle partite ha scandito per tutte le stagioni le tappe di un’avventura sotto il cielo delle Marche. S’avventurano ogni domenica tra campetti in riva all’Adriatico e puntate in borghi di collina dove resistono all’usura del tempo soltanto rettangoli verdi sotto un cielo d’azzurro italiano.

Ieri mattina i ragazzi del Muraglia classe 2011 e 2012 vanno in trasferta ai confini della provincia: una partita epica a Gabicce ad un soffio dal mare, contro una squadra rocciosa, seconda in classifica. Il risultato non è scontato, anzi; però accade l’impensabile quando si gioca con una motivazione così spontanea ed entrano in campo le emozioni.
Così, uno più uno non fa sempre due quando si è compagni di scuola e pure di calcio. Dopo un palo, la rete di Palandra fa tre. Tutti, dal portiere alle riserve entrate nel secondo tempo, hanno giocato con un impegno straordinario per Baldu, il loro compagno in chemioterapia.
Quando Giulio, l’attaccante avanzato, insacca la prima rete, corre in panchina a prendere una maglietta bianca con l’emblema del quartiere Muraglia di Pesaro. Corre a perdifiato verso la tribuna e la sventola con tutti i nomi, uno per uno, firmati dai compagni, compreso il mister e il suo vice. Il dio del calcio sa dispensare magia più di chiunque altro, nei momenti più impensati. Dagli spalti più di qualcuno si commuove ma non lo dà a vedere. Risultato finale: 3 a 2 per la squadra di Pesaro, ma hanno vinto tutti, anche i momentanei avversari.
La palla è tonda, ma non rimbalza mai allo stesso modo. E da uno più uno è saltato fuori un tre, a spiegare come un pallone tondo può fare miracoli ovunque e portare a tutti la pace insieme alla vera solidarietà nell’animo di ragazzi puri. Insomma, nella stagione del disamore dilagante, ecco una lezione di cristallina umanità. Forza BALDU: sei un gigante.
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