SCORIE DI GUERRA

Il problema dei residuati bellici ha origini dimenticate: nel 1941 l’Italia disponeva di uno dei più grandi arsenali al mondo di armi chimiche e biologiche, tra cui antrace, iprite, virus, batteri, come attesta la documentazione ufficiale del Centro Chimico Militare istituito da Mussolini nel 1923. La fabbrica dei veleni ha contribuito alla costruzione dell’impero della…

Il problema dei residuati bellici ha origini dimenticate: nel 1941 l’Italia disponeva di uno dei più grandi arsenali al mondo di armi chimiche e biologiche, tra cui antrace, iprite, virus, batteri, come attesta la documentazione ufficiale del Centro Chimico Militare istituito da Mussolini nel 1923.

La fabbrica dei veleni ha contribuito alla costruzione dell’impero della dittatura fascista, mietendo vittime in Libia, in Etiopia e in Somalia, colpendo i volontari spagnoli che lottavano per la libertà e costando un prezzo altissimo anche all’Italia. Intere zone del Paese sono state contaminate dalle armi chimiche durante le fasi di sperimentazione e alla fine della guerra, soprattutto davanti alle coste delle Marche, della Puglia e nel Golfo di Napoli, dove sono state scaricate numerose testate letali.

In particolare, nel corso della seconda guerra mondiale (specie nel biennio 1944-1945) i nazitedeschi hanno scaricato nel mare Adriatico un arsenale di ordigni chimici, contenenti materiale altamente velenoso e cancerogeno e così gli statunitensi anche nel Tirreno.

La ricerca documentale condotta negli archivi ufficiali di Italia, Usa, Germania e Inghilterra attesta e conferma la presenza di queste scorie di guerra.

L’attuale capo neofascista del Senato – Ignazio Benito La Russa – in veste di ministro della Difesa, non ha mai risposto agli atti parlamentari relativi alle armi chimiche presenti nei mari d’Italia in gran quantità. E l’Italia non ha mai fatto i conti con questa pericolosa eredità bellica. Oggi, è a dir poco assurdo negare l’evidenza, come fanno invece le autorità e i mentecatti di turno arruolati d’ufficio.




Tags:

Lascia un commento