GOVERNO MELONI CONTRO I GIOVANI!

di Gianni Lannes Un’Italia che non è più comunità, ma un agglomerato impastato di violenza: dal governo alle periferie. E la Meloni che fa? Criminalizza i più giovani, e ruba loro il futuro. Un ragazzo che diventa violento non ci arriva da solo. Molto spesso c’è una famiglia che lo ha dimenticato, una scuola che…

di Gianni Lannes

Un’Italia che non è più comunità, ma un agglomerato impastato di violenza: dal governo alle periferie. E la Meloni che fa? Criminalizza i più giovani, e ruba loro il futuro. Un ragazzo che diventa violento non ci arriva da solo. Molto spesso c’è una famiglia che lo ha dimenticato, una scuola che ha perso i contatti, un quartiere dove non c’è nulla se non il deserto, una società dove contano soltanto i soldi e l’apparire.

Il neofascista esecutivo meloniano – incapace di dare soluzioni politiche equilibrate – ha adottato la linea dura e la repressione contro i minorenni, tagliando i fondi alla prevenzione e scaricando sui giovani le proprie carenze. Ma è davvero con il carcere che si ferma la violenza, o assumendosi la responsabilità di educarli a partire dallo sport e dalla scuola?

Via libera in Cdm al nuovo ddl “anti-maranza”. Scatta l’imputabilità automatica dei minori sopra i 14 anni. I giudici non dovranno più valutare caso per caso se il minore è capace di intendere o di volere ma lo presumeranno, sin dall’inizio, al pari di un adulto. “Chi sbaglia paga”, dice Meloni. L’hanno chiamata “legge anti maranza”. Non “legge per i giovani”, non “piano di prevenzione”: un’etichetta gergale, politica, per marchiare un’intera fascia d’età come nemico pubblico. Una legge che non parla di prevenzione né di adolescenza: parla di ordine pubblico. Sarà il quattordicenne a dover dimostrare di non essere pienamente capace di intendere e di volere. Non lo Stato a dimostrare di aver fatto tutto il possibile affinché non arrivasse davanti a un giudice.

Lo Stato non dovrà rispondere dell’assenza dell’educazione affettiva nelle scuole – l’Italia è tra i pochi Paesi europei a non renderla obbligatoria -, dei servizi sociali mancanti o dei quartieri lasciati al degrado. Si alza l’asticella della responsabilità del minore e si abbassa quella di chi governa.

Il 23 luglio Giorgia Meloni la rivendica: “Chi rapina, chi devasta deve pagare sempre, anche se ha 15 o 16 anni”. Ma già oggi l’imputabilità scatta a 14 anni. La novità è un’altra. Come ha spiegato Carlo Nordio: “Abbiamo invertito l’onere della prova”. È un cambio di paradigma. Il minore dovrà dimostrare di non essere assimilabile a un adulto, anziché essere lo Stato a provarne la piena responsabilità. Una scelta che incrina i principi su cui si fonda la giustizia minorile: tutela del minore, finalità educativa e reinserimento, sanciti dalla Costituzione, dal DPR 448/1988 e dalla Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia.

La violenza istituzionale rappresenta la negazione di tutti i diritti: dal diritto alla vita, alla sopravvivenza e allo sviluppo, ai diritti alla dignità, alla salute o all’educazione; la violenza si insinua nelle relazioni di chi la subisce e che resta un fardello nel tempo.

Non c’è futuro se la politica non parte dal rispetto dei bambini; allora educazione, ma non repressione.

Riferimenti:

https://www.governo.it/it/articolo/comunicato-stampa-del-consiglio-dei-ministri-n-182/32393

https://www.adnkronos.com/politica/minori-norma-anti-maranza-cosa-prevede_1bzoYkg2urfTV1rvdSO8I6

https://www.msn.com/it-it/video/notizie/da-cdm-via-libera-alle-antimaranza/vi-AA28xFfg

Tags:

Risposta a “GOVERNO MELONI CONTRO I GIOVANI!”

  1. INFANZIA E ADOLESCENZA: GIORGIA MELONI LATITANTE! – Gianni Lannes

    […] GOVERNO MELONI CONTRO I GIOVANI! […]

    "Mi piace"

Lascia un commento