STRAGE DI USTICA: IL SEGRETO DI STATO

di Gianni Lannes In relazione alla cosiddetta “strage di Ustica” nessun magistrato ha mai indagato il pur evidente livello politico italiano di responsabilità diretta, nonché il raccordo esecutivo dei servizi segreti (Sismi e Sisde: oggi Aisi e Aise). Perché continuare a nascondere a livello istituzionale e militare – con depistaggi, insabbiamenti e muri di gomma…

di Gianni Lannes

In relazione alla cosiddetta “strage di Ustica” nessun magistrato ha mai indagato il pur evidente livello politico italiano di responsabilità diretta, nonché il raccordo esecutivo dei servizi segreti (Sismi e Sisde: oggi Aisi e Aise). Perché continuare a nascondere a livello istituzionale e militare – con depistaggi, insabbiamenti e muri di gomma – la verità dopo 46 anni? Cosa non si deve sapere?

Il 2 settembre 2023, come riportato dalla testata Today, il Presidente del Consiglio dei ministri Giorgia Meloni ha riferito che “nessun atto riguardante la tragedia del Dc 9 è coperto da segreto di Stato”. Tesi, quest’ultima, confermata dal sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri con delega al Consiglio dei ministri, Alfredo Mantovano, secondo cui “Non ci sono atti coperti da segreto di Stato su Ustica. Renzi nel 2014 ha tolto il segreto di Stato a una lenzuolata di documenti tra cui anche su Ustica”.

Tuttavia, sempre il 2 settembre 2023, come riportato dal giornale Politics news, il vicepresidente del COPASIR Giovanni Donzelli, a margine della kermesse dei Conservatori e Riformisti a Reggio Calabria, riferisce che Giuliano Amato “ha detto delle cose importanti” in merito alla strage di Ustica e che “noi da sempre chiediamo la desecretazione di tutti gli atti e le pagine non chiare di quegli anni”.

Analogamente, come riportato dal quotidiano Il Riformista, in data 3 settembre, 2023 il Ministro delle imprese e del made in Italy, Adolfo Urso, interpellato sulle rivelazioni di Giuliano Amato in merito all’abbattimento del DC9 a Ustica, ha riferito, relativamente agli atti su Ustica:

«Non ho nulla da dire. Su questo argomento non posso esprimere nessuna opinione perché sono vincolato al segreto essendo stato anche il presidente del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica».

Quindi, se il ministro Urso e il deputato di Fdi Giovanni Donzelli – politicanti onnipresenti sulla scena mediatica – non hanno mentito, il segreto di Stato, nonostante i proclami della Meloni, esiste eccome e ha le sembianze di un sigillo tombale sul “non detto”.

Peraltro, appunto il segreto di Stato fu ufficialmente opposto al giudice istruttore Rosario Priore nell’anno 1998 dall’allora presidente del Consiglio Prodi; si tratta di un riscontro sepolto nel milione e passa di carte dell’indagine giudiziaria, confermato dalla sentenza-ordinanza del giudice Priore, datata 31 agosto 1999.

A proposito: che fine ha fatto la proposta di legge numero 1971 risalente all’anno 2014, presentata da Giorgia Meloni, Ignazio La Russa e altri camerati? Essa, oltre a prospettare l’ennesima commissione parlamentare, racchiudeva l’inquietante profezia: “La verità non si saprà mai”.

In ogni caso, l’analisi degli atti parlamentari dal 1980 ad oggi, attesta e rivela il disinteresse quasi generalizzato di numerosi governi italiani, all’affermazione della verità; infatti centinaia e centinaia di interpellanze e interrogazioni non hanno mai avuto risposta dagli esecutivi di Palazzo Chigi. Inoltre, risulta incredibilmente perduto tutto l’archivio del Ministero dei Trasporti inerente le stragi in Italia a partire dal 1969, e soprattutto l’anno 1980, come ha denunciato Daria Bonfietti, che nel disastro aereo ha perso il giovane fratello Alberto.

Eppure questa tragedia ha mietuto 81 vittime, tra cui 13 bambini, ha calpestato la sovranità dell’Italia e vilipeso la giustizia. Un fatto è certo: manca all’appello in sede giudiziaria l’accertamento di esecutori e mandanti. Dopo quasi mezzo secolo è una vergogna ingiustificabile. Ci tocca tutte e tutti: nessuno escluso.

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