
di Gianni Lannes
Un interno arsenale di armi chimiche mussoliniane (effettivamente 100 mila ordigni di varia tipologia, imbottiti di arsenico e iprite), affondato dai nazitedeschi nell’estate del 1944 nel mare di Pesaro e dintorni (fino a Fano e Gabicce) giace a tuttora su bassi fondali (12-15 metri), riverberando i suoi effetti cancerogeni, mutageni e teratogeni. I riscontri subacquei nonostante la melma e il fango, le testimonianze anche recenti dei pescatori locali, i documenti ufficiali della Marina Militare italiana, le risposte di alcuni capi di Stato Maggiore Marina e di una decina di governi italiani, attestano che non vi è mai stata una bonifica ambientale, tant’è che il 28 febbraio 1995, il leggendario campione mondiale di apnea Enzo Maiorca ha denunciato questa gravissima situazione.
Il 25 novembre 2010 ben cinque deputati indipendenti hanno interrogato invano il governo Berlusconi in cui sedeva Giorgia Meloni. Infatti l’interrogazione parlamentare numero 4/09713 risulta inevasa – “iter in corso” – nonostante 15 solleciti.
L’interpellanza numero 2/00664 del 25 luglio 2025 indirizzata al ministero della Difesa e dell’Ambiente, non ha avuto risposta dal ministro Crosetto. Medesima sorte accomuna a tutt’oggi l’interrogazione a risposta scritta numero 4/07840 dell’8 maggio 2026.

Alla prova di fatti documentati e inequivocabili che mettono a rischio la salute collettiva alterando l’integrità ambientale, l’esecutivo Meloni tace; e appare indifferente ovvero politicamente latitante. Ma la Guardia Costiera continua a insabbiare come nel recente passato, invece di attivarsi per contribuire a risanare il mare? E l’europarlamentare Matteo Ricci da Strasburgo (ex sindaco di Pesaro), dopo le promesse “risolutive” risalenti a sette mesi fa?
Riferimenti:
https://www.ilrestodelcarlino.it/pesaro/cronaca/bombe-chimiche-in-adriatico-il-75476bab
Gianni Lannes, Bombe a…mare, Nexus edizioni, Battaglia Terme, 2018.
Gianni Lannes, IL MARE INVISIBILE (docufilm), Pesaro, 16 gennaio 2026.


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