
di Gianni Lannes
Il 13 luglio dell’anno 2003, il settimanale Der Spiegel, ovvero il più autorevole e prestigioso giornale tedesco, pubblicava un servizio relativo alle armi chimiche affondate su bassissimi fondali dinanzi alla costa marchigiano-romagnola dai nazitedeschi durante l’estate dell’anno 1944, nell’Adriatico centro-settentrionale.
A Pesaro e dintorni sono state gettate 100 mila ordigni speciali (imbottiti di iprite e arsenico) nascosti per ordine di Mussolini in alcune gallerie ferroviarie sotto Urbino. Invece, da Ravenna a Cattolica, Cervia, Cesenatico, Rimini, Riccione comprese, quelle più pericolose del Terzo Reich, a base del micidiale sarin.
Le autorità italiane sono perfettamente al corrente da ben 82 anni, anche delle conseguenze sanitarie a danno dell’ignara popolazione italiana, ma non hanno mai bonificato l’Adriatico. In compenso, il Consiglio comunale di Pesaro nel 2006 ha addirittura conferito la cittadinanza onoraria al cancelliere Gerard Schroder, ben al corrente della gravissima situazione italiana. Oggi, alla luce di fatti acclarati ed inequivocabili, mentre la locale Guardia Costiera e l’Arpam negano ufficialmente l’evidenza, sarebbe il caso di revocare l’immeritato riconoscimento.
Per la cronaca documentata: nessun giornale italiano, tantomeno la Rai, ha mai avuto il coraggio di intraprendere un’inchiesta in merito e ancora oggi vige la congiura del silenzio, nonché il segreto tombale di Stati alleati.
Riferimenti:
Ho contattato i due colleghi per un’intervista: con Schlamp avevo già parlato più volte 23 anni fa, quando collaborai con lo Spiegel per altre inchieste giornalistiche.
https://www.spiegel.de/spiegel/print/index-2003-29.html
https://www.spiegel.de/politik/die-fischer-und-das-senfgas-a-c7188955-0002-0001-0000-000027636587
Gianni Lannes, Il mare invisibile, Docufilm, Pesaro, 2026
Gianni Lannes, Bombe a…mare, Nexus edizioni, 2018.
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