ARMI CHIMICHE DEL TERZO REICH: AFFONDATE DA RAVENNA A RIMINI E CATTOLICA

di Gianni Lannes L’ultima vittima è un grande pesce luna, dopo una litania di incidenti mortali e contaminazioni che hanno falcidiato la marineria locale e le reiterate morie di pesci e vongole registrate anche in tempi recenti. In mare su un basso fondale: da Ravenna a Cervia fino a Cesenatico, Bellaria, Rimini, Riccione e Cattolica…

di Gianni Lannes

L’ultima vittima è un grande pesce luna, dopo una litania di incidenti mortali e contaminazioni che hanno falcidiato la marineria locale e le reiterate morie di pesci e vongole registrate anche in tempi recenti. In mare su un basso fondale: da Ravenna a Cervia fino a Cesenatico, Bellaria, Rimini, Riccione e Cattolica nell’estate dell’anno 1944 i nazitedeschi hanno segretamente affondato i propri ordigni per lo sterminio di massa, vale a dire il micidiale sarin. Eppure in loco proliferano le bandiere blu, ma al contempo regna la congiura del silenzio. L’omertà istituzionale nasconde il segreto di Stati alleati, mentre gli interessi turistici occultano il disastro ambientale.

Sempre nello stesso periodo il Sonderkommando Meyer aveva gettato nel mare di Pesaro e dintorni (Fano e Gabicce) le armi chimiche mussolinane accumulate nella gallerie ferroviarie sotto Urbino (100 mila ordigni speciali di varia tipologia imbottiti di iprite e arsenico). Nella città di Rossini, addirittura il Consiglio comunale nel 2006 ha conferito la cittadinanza onoraria al cancelliere Schroder. Italidioti?

Il 26 giugno 1944 il feldmaresciallo Albert Kesserling fin gran segreto si reca a San Marino (inclusa Verucchio dove stazionava un distaccamento germanico, specializzato nella guerra chimica e batteriologica) e sulla base dell’ordine impartito da Hitler, predispone il predetto inabissamento delle armi chimiche. Anche Washington aveva pronta e predisposta la soluzione finale, come attesta il bombardamento del porto di Bari del 2 dicembre 1943, dove fu affondata la nave John Harvey (piena di bombe all’iprite) e altro naviglio militarizzato (16 navi).

Ad oggi: non solo il Portolano della Marina Militare italiana, i periodici avvisi ai naviganti, le carte nautiche, le mappe dell’Istituto Idrografico della Marina a Genova, nonché la cartografia dell’Unep e della Commissione europea ambiente: tutta questa documentazione ufficiale segnala le numerose discariche belliche. Lo Stato italiano – a mò di copertura – coadiuvato dalla Nato ha istituito innumerevoli servitù militari, proprio nella vasta area marina ecologicamente compromessa dagli arsenali proibiti.

Inoltre, un servizio giornalistico pubblicato dal prestigioso settimanale tedesco Der Spiegel (13 luglio 2003), intitolato “I pescatori e l’iprite” ricostruisce l’operazione militare in Romagna; un articolo, tuttavia, passato inosservato nella distratta Italia.

Oggi i governi di Roma (Meloni) e Berlino (Merz) sanno ma nascondono questo crimine contro l’umanità e l’ambiente, quando invece potrebbero attivarsi per la bonifica dell’Adriatico (attività che la Repubblica Federale di Germania sta conducendo nel rispettivo mare territoriale, sfruttando fondi pubblici dell’Unione europea). L’Esecutivo di Giorgia, Salvini e Tajani neanche risponde alle interrogazioni parlamentari sul caso, al pari dell’ambasciatore Thomas Bagger allergico alle domande.

Eppure, la Direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio d’Europa 17 giugno 2008, al punto 3 specifica: “L’ambiente marino costituisce un patrimonio prezioso che deve essere protetto, salvaguardato, e, ove possibile, ripristinati al fine di mantenere la biodiversità e la vitalità di mari ed oceani che siano puliti, sani e produttivi…”.

Riferimenti:

Gianni Lannes, IL MARE INVISIBILE , Docufilm, Pesaro, 2026

Gianni Lannes, Bombe a…mare, Nexus edizioni, Battaglia Terme, 2918.

Gianni Lannes, Italia USA e getta, Arianna editrice, Bologna, 2014.

https://www.spiegel.de/spiegel/print/index-2003-29.html

https://www.spiegel.de/politik/die-fischer-und-das-senfgas-a-c7188955-0002-0001-0000-000027636587

Della Torre C, Petochi T, Corsi I, Dinardo MM, Baroni D, Alcaro L, Focardi S, Tursi A, Marino G, Frigeri A, Amato E.,
DNA damage, severe organ lesions and high muscle levels of As and Hg in two benthic fish species from a chemical warfare agent dumping site in the Mediterranean Sea., in The science of the total environment, 408(9), 2010, pp. 2136-45.

Leo P. Brophy and George J. B. Fisher; The Chemical Warfare Service: Organizing for War Office of the Chief of Military History, 1959; L. P. Brophy, W. D. Miles and C. C. Cochrane, The Chemical Warfare Service: From Laboratory to Field (1959); and B. E. Kleber and D. Birdsell, The Chemical Warfare Service in Combat (1966). official US history;

https://www.britannica.com/technology/chemical-weapon

http://www.nbc-med.org/SiteContent/HomePage/WhatsNew/MedAspects/contents.html

https://web.archive.org/web/20090430160530/http://www.zmag.org/hussein.htm

https://web.archive.org/web/20100513071903/http://archiviostorico.corriere.it/1996/gennaio/26/Viterbo_ciclista_intossicato_nube_tossica_co_0_9601261313.shtml

https://hls-dhs-dss.ch/it/articles/043555/2003-12-19

https://web.archive.org/web/20150318040443/http://archiviostorico.corriere.it/1996/gennaio/30/Ancora_ospedale_ciclista_intossicato_co_10_9601302292.shtml

https://chemm.hhs.gov/countermeasure_hi-6.htm

https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/2742504

https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/3518721

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https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S0378427409001660?via%3Dihub

https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S0272059081800504?via%3Dihub

https://www.tandfonline.com/doi/abs/10.3109/15563657408987971

https://www.tandfonline.com/doi/abs/10.1080/09647040600658229

Post scriptum

Il Sarin è stato sviluppato nel 1938 in Germania da parte della IG Farben, il suo nome deriva dai nomi dei suoi inventori: Schrader, Ambros, Gerhard Ritter e von der Linde. Questo gas nervino è stato usato dai nazitedeschi in missili e proiettili d’artiglieria, in particolare lungo la Linea Gotica. A partire dagli anni 1950, la NATO adottò il Sarin come arma, e gli Stati Uniti d’America e l’Unione Sovietica incominciarono la produzione su larga scala di questo tipo di gas nervino. Nel 1993 la produzione e lo stoccaggio di tale gas venne bandito dalle Nazioni Unite.

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