

di Gianni Lannes
Al burocrate di turno, sfuggono i fondamentali: la Costituzione repubblicana e antifascista italiana, nonché la Convenzione di Aarhus, ratificata dalla legge statale italiana numero 108 del 2001. In materia ambientale non c’è segreto, censura o limite, ma soltanto trasparenza amministrativa, come peraltro sancito dal decreto legislativo (in vigore) numero 33 dell’anno 2013.

Chi lavora nella pubblica amministrazione ha il dovere di rispettare le leggi e di fornire le informazioni richieste motivamente da cittadini e cittadini. Sia chiaro: in democrazia una consulta ecologica non è uno scatolone totalitario dove s’ammassano i burattini in attesa del burattinaio, bensì un crogiuolo di interessi collettivi a difesa della vita. In uno Stato di diritto soltanto il popolo è sovrano.
Riferimenti:
Lascia un commento