ASSASSINATI DALLA NATO: 6 LAVORATORI DEL MARE!

di Gianni Lannes Accade in Italia: giochi di guerra in tempo di pace e verità sepolta dai segreti di Stato. In Adriatico: sei pescatori assassinati nel corso di operazioni militari, non dichiarate dalla Nato e dagli Usa. A tutt’oggi; nessuna giustizia e 3 corpi insepolti. Due pescherecci italiani: l’Angelo Padre ed il Rita Evelin. Colpiti…

di Gianni Lannes

Accade in Italia: giochi di guerra in tempo di pace e verità sepolta dai segreti di Stato. In Adriatico: sei pescatori assassinati nel corso di operazioni militari, non dichiarate dalla Nato e dagli Usa. A tutt’oggi; nessuna giustizia e 3 corpi insepolti.

Due pescherecci italiani: l’Angelo Padre ed il Rita Evelin. Colpiti a affondati; e con loro anche la giustizia. I due relitti giacciono ancora in fondo al mare. Nel caso della barca di San Benedetto del Tronto addirittura il ministero della Giustizia ha liquidato alla Rana Diving di Marina di Ravenna e all’Ilma di Ancona ben 800 mila euro, giustificando l’ingente spesa come un recupero, però a tutti gli effetti mai effettuato.

Al largo dall’Abruzzo alle Marche incombe l’area militare denominata T842, un gigantesco quadrilatero che ha assunto da decenni la forma di un buco nero, come attesta la mappa nautica numero 1050, edita dall’Istituto idrografico della Marina di Genova, vale a dire una carta ufficiale dello Stato italiano.

Sia per l’Angelo Padre che per il Rita Evelin le Autorità giudiziarie e le rispettive Direzioni Marittime (Pescara ed Ancona) negano ai familiari delle vittime l’accesso ed il rilascio degli atti, in particolare le video riprese subacquee, come nel caso specifico del Tribunale di Ascoli Piceno, che motiva il diniego con l’assurdo pretesto della presenza di amianto negli archivi della locale Procura della Repubblica. Attenzione: le stragi non vanno mai in prescrizione in uno Stato di diritto.

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