
Non è privata: appannaggio di pochi che realizzano profitti economici. La spiaggia è prima di tutto uno spazio pubblico, ovvero un bene comune. Grandi distese di sabbia modellate dal vento, incorniciate da dune, rocce e vegetazione spontanea. Un approccio essenziale, dove è il paesaggio a dominare. È una filosofia che, seppur più rara, trova ancora espressione anche lungo le coste italiane meno battute, risparmiate dalla dilagante speculazione edilizia che ha fagocitato il Belpaese. Lontano dai circuiti più turistici sopravvivono infatti tratti di litorale dove la natura detta il ritmo e l’accesso resta libero, senza filtri né barriere. Ne nasce un itinerario che attraversa la Penisola da nord a sud, tra promontori, isole e aree protette. Basta cercare nello Stivale per scoprire l’impensabile.
Gianni Lannes
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