
di Gianni Lannes

Sugli arsenali di armi chimiche in mare, c’è pure un rapporto (riduttivo, ovvero impreciso ed ampiamente sottostimato e non aggiornato) della Commissione europea e fondi pubblici a cui attingere. Cosa attende l’europarlamentare Matteo Ricci, per impegnarsi concretamente, così come annunciato nell’intervista rilasciata per il docufilm IL MARE INVISIBILE? Proprio dinanzi a Pesaro è segnalata una gigantesca discarica bellica, imbottita di ordigni speciali (iprite e arsenico) che al suo interno racchiude una mezza dozzina di aree dove nel 1944, su un basso fondale (12-15 metri) i nazitedeschi hanno segretamente affondato 100 mila ordigni banditi dalla Convenzione di Ginevra del 1925 (vietati dal 1993 anche dal Trattato di Parigi). Il ministro Tajani, in palese violazione di legge e di accordi internazionali, non ha denunciato questa pericolosissima presenza, mentre il sindaco di Pesaro – Biancani – fa finta di niente.

Germania, Finlandia, Croazia ed Albania hanno attinto a denari pubblici per bonificare i loro rispettivi mari dai pericolosi residuati bellici. E l’Italia? Il governo Meloni in materia è latitante; addirittura non risponde agli atti parlamentari.
Riferimenti:
https://data.consilium.europa.eu/doc/document/ST%2011205%202014%20INIT/EN/pdf

Gianni Lannes, Italia: USA e getta, Arianna editrice, Bologna, 2014.
Gianni Lannes, Bombe a…mare, Nexus, Battaglia Terme, 2018.
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