di Gianni Lannes

Zucchero filato? Sembra un disastro annunciato: un’emergenza preconfezionata su misura. Dove la sabbia non c’è più, ma abbondano in compenso i rifiuti industrial-militari. In un colpo solo. Va in onda la pura follia, ma è tutta realistica: sperperare denaro pubblico ed inquinare. Sono tutti d’accordo?

«L’intervento, per un importo complessivo di oltre 125mila euro, prevede lo spostamento dei sedimenti nell’avamporto, con l’obiettivo di raggiungere una batimetrica di almeno 4 metri. L’avvio del dragaggio entro poche settimane, con conclusione dei lavori prevista entro giugno, è un primo segnale importante, non del tutto risolutivo, ma atteso da tutto il comparto».

Ad annunciarlo è stato il sindaco Andrea Biancani al termine dell’incontro svoltosi in Comune tra Amministrazione comunale, Autorità portuale, Capitaneria di Porto e operatori del settore, convocato a seguito del confronto avviato nell’ottobre 2025 – fortemente voluto dal sindaco – che aveva segnato un primo passo concreto verso il dragaggio del porto della città.
Qual è il problema? Si tratta di fanghi inquinanti, intrisi di idrocarburi? E il sindaco di Pesaro ha annunciato pubblicamente di volerli addirittura affondare nell’avamporto, dove nel corso degli anni – come attestano Gilberto Pascucci (subacqueo professionista e co-fondatore della Subtridente, già consulente della Guardia costiera locale, nonché l’esperto marinaio Gianni Boni – i pescatori hanno abbandonato le bombe all’iprite pescate accidentalmente a 4-5 miglia nautiche dalla città di Rossini.
Ma per caso sono stati analizzati preliminarmente questi cosiddetti “sedimenti”? E nel caso cosa contengono esattamente? Inoltre, è stato effettuato uno studio di caratterizzazione o si procede a tentoni? Di certo, lo scarico di 6 mila metri cubi di questa melma provocherà conseguenze ambientali deleterie sull’intero litorale pesarese, a partire dall’alterazione dell’acqua marina con danni agli allevamenti locali di mitili? Qualcuno ha valutato preventivamente gli effetti disecologici?
A proposito: come mai il primo cittadino è assente e silente sulla questione delle armi chimiche inabissate dai nazitedeschi in sei zone marine prospicenti Pesaro e dintorni? E ancor più, per quale ragione nel 2017 in Consiglio regionale, lo stesso Biancani ha votato contro la mozione 175 che prevedeva la bonifica di questi pericolosi residuati bellici, proibiti dalla Convenzione di Ginevra del 1925 e dal Trattato di Parigi del 1993?
Di sicuro il porto di Pesaro ha bisogno di un dragaggio (Fox Petroli dixit), ma come per Fano, i fanghi non possono essere abbandonati in mare. A proposito: chi ha fornito le necessarie autorizzazioni e sulla base di quali analisi scientifiche o studi di caratterizzazione? Ispra e Arpam sono state effettivamente interessate, coinvolte e chiamate ufficialmente in causa, oppure è un’operazione d’ufficio a tavolino? E già che siamo ad analizzare la situazione subacquea, cosa contengono le sette discariche in mare della regione Marche (una delle quali nell’area marina dell’ex capitale della cultura italiana)? Se l’acqua del mare viene alterata ci saranno conseguenze per la salute dell’ignara popolazione (in particolare i bambini) e anche per l’economia turistica? Chi vuole fare il bagno in una latrina dove il naviglio ha scaricato residui di carburante e altri scarti spacciati per innocui? Quando si saprà cosa hanno combinato se l’operazione andasse in porto, chi mangerà, pesce, cozze e vongole locali? A questo punto Biancani quali interessi rappresenta effettivamente? Cui prodest (a chi giova)? Se non fosse una tragedia sarebbe proprio una commedia tricolore. Se nello Stivale chi inquina non paga (mai), allora c’è un giudice Berlino?
Riferimenti:
https://www.ilrestodelcarlino.it/fano/cronaca/dopo-ventanni-addio-ai-fanghi-d214ca0a
https://www.ilrestodelcarlino.it/pesaro/cronaca/porto-colpito-e-affondato-scomparsi-e9c36209

Gianni Lannes, Italia: Usa e getta, Arianna editrice, Bologna, 2014.
Gianni Lannes, Bombe a…mare, Nexus, Battaglia Terme, 2018.
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