ITALIA: ARSENALE NUCLEARE USA

di Gianni Lannes Dopo decenni di reiterate menzogne istituzionali (a partire da Andreotti) e negazioni governative italiane, relative alla presenza nel Belpaese di un arsenale nucleare targato Washington, prima il vice ministro Isabella Rauti (12 luglio 2023) e poi il ministro al ramo Guido Crosetto (in data 3 novembre 2025), hanno ammesso l’esistenza di questi…

di Gianni Lannes

Dopo decenni di reiterate menzogne istituzionali (a partire da Andreotti) e negazioni governative italiane, relative alla presenza nel Belpaese di un arsenale nucleare targato Washington, prima il vice ministro Isabella Rauti (12 luglio 2023) e poi il ministro al ramo Guido Crosetto (in data 3 novembre 2025), hanno ammesso l’esistenza di questi pericolosissimi ordigni atomici (munizionamento di varia tipologia, tra cui le rigenerate B61/12), dislocati a Ghedi (Brescia), Aviano, Livorno (Camp Darby) e Sigonella (Catania). Eppure, nonostante la gigantesca rilevanza della notizia circondata dai venti di guerra, nessuno si è accorto di questo fatto macroscopico; e neppure i firmatari dei predetti atti parlamentari hanno insistito con l’esecutivo Meloni o informato la società civile, e comunque messo al corrente l’opinione pubblica. Perché?

Senza contare i sommergibili e le navi della Sesta flotta a propulsione e armamento nucleare che albergano nei porti dello Stivale (senza piani di sicurezza per la popolazione) e che in tempo di pace (apparente) giocano alla guerra nei mari d’Italia, spesso affondando pescherecci e assassinando interi equipaggi, come nel caso del Rita Evelin di San Benedetto del Tronto (3 morti: 26 ottobre 2006), del Massimo Garau di Mazara del Vallo (19 morti: 16 febbraio 1987) e del Francesco Padre di Molfetta (5 morti: 4 novembre 1994).

Non solo questa presenza permanente di guerra – accordata nel 1951 (Sofa) e nel 1954 (Bia) grazie ad accordi segreti mai ratificati dal Parlamento – rappresenta un pericolo per la salute e la vita dell’ignara popolazione italiana, violando al contempo la Costituzione repubblicana, ma rende il nostro Paese un obiettivo bellico.

Appunto nel 2023, in risposta ad un’interrogazione parlamentare, la Sottosegretaria di Stato Isabella Rauti ha ammesso una verità nascosta per oltre mezzo secolo: nello Stivale albergano le bombe atomiche – targate zio Sam – in grado di annichilire il mondo e cancellare la nostra Penisola, nonché tutti gli increduli e distratti abitanti.

Con l’avallo del presidente del Consiglio in carica dal 22 ottobre 2022, ovvero il beneplacito di Giorgia Meloni e dell’intero governo tricolore, in palese violazione della Costituzione repubblicana italiana, il Pentagono per ordine di Trump ha trasferito in Italia 90 bombe nucleari B-61/12 a potenza variabile (fino a 170 chilotoni cadauna), nelle basi di Ghedi ed Aviano. Si tratta di ordigni destinati ai cacciabombardieri a portata nucleare F-35 (in dotazione all’AMI), in grado di disintegrare l’Europa; altrettante bombe atomiche statunitensi (riammodernate dalla Boeing con kit di guida) sono state depositate in Germania, Olanda e Belgio pronte all’uso tattico. In tal modo, lo Stivale si conferma un obiettivo di guerra e al contempo una piattaforma bellica nel Mediterraneo, esponendo l’ignara popolazione al pericolo.

Questa gravissima e certificata notizia di esplosiva attualità dovrebbe essere l’apertura di ogni telegiornale e in primo piano sui quotidiani, ma non è neanche all’ordine del giorno nel Parlamento tricolore.

Dall’Italia parte la guerra statunitense in Medio Oriente, ma nello Stivale si fa finta di niente: dalla Palestina all’Iran. Sigonella, Ghedi, Aviano e Livorno (Camp Darby) ospitano basi militari United States of America e status coloniale Nato, imbottite di armi nucleari in grado disintegrare l’Europa, in palese violazione della Costituzione repubblicana italiana e dal Trattato di non proliferazione, inclusa la legge di ratifica numero 131 del 1975. E ciò rende, a sua volta, il Belpaese un obiettivo di guerra. Peraltro, almeno una dozzina di porti italiani, da Trieste ad Augusta e La Spezia, ospitano navi e sommergibili di Washington a propulsione ed armamento nucleare, mentre al contempo non sono noti i piani di sicurezza per l’ignara popolazione civile.

Riferimenti:

Gianni Lannes, Italia Usa e getta, Arianna editrice, Bologna, 2014.

https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:1975-04-24;131@originale

https://www.lameridiana.it/nato-colpito-e-affondato.html

Tags:

Lascia un commento