NEL 2025 ALMENO 110 OPERATORI UMANITARI E ATTIVISTI SONO STATI CRIMINALIZZATI NELL’UE PER AVERE SOCCORSO E AIUTATO MIGRANTI
La maggior parte delle persone che hanno affrontato procedimenti giudiziari si trovava in Grecia (50), Polonia (20), Italia (19) e Francia (14)
41 persone sono state criminalizzate per avere soccorso migranti in pericolo in mare, 17 per aver partecipato a proteste e altre forme di disobbedienza civile, 12 per aver aiutato persone ad attraversare un confine, 10 per aver fornito assistenza legale e informazioni e 8 per avere offerto cibo, acqua e vestiti
La fotografia in una nuova ricerca condotta da Platform for International Cooperation on Undocumented Migrants (PICUM) con Fondazione ISMU ETS, Groupe d’information et de soutien des immigré·es (Gisti), Greek Council for Refugees (GCR), Hungarian Helsinki Committee (HHC), Oxfam Italia e Ocalenie Foundation
Milano, 20 aprile 2026 – Nel 2025 almeno 110 operatori umanitari e attivisti hanno subito procedimenti giudiziari nell’UE per avere aiutato i migranti. Criminalizzati per avere cercato di soccorrere chi rischiava la vita in mare o nelle zone di confine, per avere partecipato ad azioni di disobbedienza civile, per aver fornito assistenza legale o informazioni oppure per avere offerto cibo, acqua e/o riparo ai migranti.
Silvia Carta, Advocacy Officer presso PICUM e autrice dello studio, ha dichiarato: «È una realtà piuttosto distopica che nell’Europa di oggi si possa affrontare un processo, multe e persino il carcere semplicemente per aver aiutato altre persone in difficoltà. Ma non dimentichiamo che la criminalizzazione della solidarietà è la naturale conseguenza di politiche che puniscono innanzitutto la migrazione e i migranti».
I dati derivano dal monitoraggio dei media e dalla ricerca condotta da Platform for International Cooperation on Undocumented Migrants (PICUM), con la collaborazione di Fondazione ISMU ETS, Groupe d’information et de soutien des immigré·es (Gisti), Greek Council for Refugees (GCR), Hungarian Helsinki Committee (HHC), Oxfam Italia e Ocalenie Foundation durante tutto il 2025 nell’ambito del progetto WING, finanziato dall’UE.
Si tratta, tuttavia, con ogni probabilità di una sottostima, poiché i dati statistici e ufficiali sono spesso carenti e molti casi non vengono segnalati per timore di ritorsioni, soprattutto da parte dei migranti stessi. Inoltre, alcuni casi riportati dai media potrebbero non essere stati rilevati dal sistema di monitoraggio.
Tuttavia, questi dati confermano una tendenza preoccupante e continua già osservata nei rapporti precedenti. Almeno 142 persone sono state criminalizzate nell’UE nel 2024. Almeno 117 persone nel 2023, oltre 102 nel 2022 e più di 89 tra gennaio 2021 e marzo 2022.
Il monitoraggio ha rilevato inoltre che la maggior parte delle persone che hanno affrontato procedimenti giudiziari si trovava in Grecia (50), Polonia (20), Italia (19) e Francia (14). Altri casi sono stati riscontrati in Lettonia, Malta, Slovenia e Cipro.
Tra questi, 41 persone sono state criminalizzate per aver soccorso o aiutato migranti in pericolo in mare. 17 sono state criminalizzate per aver partecipato a proteste e altre forme di disobbedienza civile. 12 sono state criminalizzate per aver aiutato persone ad attraversare un confine, 10 per aver fornito assistenza legale e informazioni e 8 per aver offerto cibo, acqua e vestiti. Altre azioni criminalizzate includono il monitoraggio di violazioni o l’offerta di alloggio ai migranti.
In oltre il 60% dei casi, le persone sono state accusate di favoreggiamento dell’ingresso, del soggiorno o del transito oppure di traffico di migranti (a seconda di come il reato è definito nella legislazione nazionale). Altre accuse utilizzate per criminalizzare le persone includono l’appartenenza o la costituzione di un’organizzazione criminale, la falsificazione e l’uso di documenti falsi, la frode e atti di terrorismo. L’ampiezza e la gravità di queste accuse rimangono sorprendentemente sproporzionate rispetto alle azioni criminalizzate.
La durata media dei procedimenti registrati dal nostro monitoraggio supera i tre anni. Nel 2025, i procedimenti giudiziari si sono conclusi per 41 delle 110 persone criminalizzate. Quasi tutte (38) sono state assolte o hanno visto cadere le accuse. Tre persone sono state condannate con pena sospesa. Anche quando un caso si conclude con un’assoluzione, i processi hanno comunque pesanti conseguenze sulle finanze, sulla vita personale e sul benessere psicologico delle persone.
Oltre ai casi di criminalizzazione giudiziaria, il rapporto ha anche rilevato che almeno 11 organizzazioni della società civile sono state oggetto di multe e sanzioni amministrative. La maggior parte di queste erano organizzazioni di ricerca e soccorso operanti nel Mediterraneo. Inoltre, nel 2025 abbiamo registrato almeno 33 casi di criminalizzazione che non hanno dato luogo a procedimenti penali o amministrativi: si tratta di intimidazioni, offese verbali e sui social media, campagne diffamatorie che hanno preso di mira sia individui sia attori organizzati della società civile, e che rappresentano una forma di criminalizzazione più sottile e nascosta, per questo particolarmente difficile da individuare e combattere.
CASI RILEVANTI:
- ITALIA: sei membri dell’equipaggio dell’organizzazione umanitaria Mediterranea stanno attualmente affrontando gravi accuse penali a seguito di un’operazione di soccorso effettuata nel settembre 2020. È la prima volta che il personale di un’organizzazione di ricerca e soccorso non solo viene indagato, ma formalmente incriminato.
- FRANCIA:
- Sette attivisti baschi sono stati portati a processo per aver aiutato 36 migranti ad attraversare il confine dalla Spagna alla Francia nel 2024, durante la corsa locale “Korrika”. Il giudice li ha infine assolti nel gennaio 2026.
- La presidente del gruppo di supporto locale Germà è stata posta in stato di fermo dalla polizia a Perpignan nell’ottobre 2025 e la sua casa è stata perquisita per il sostegno offerto a minori non accompagnati. È stata interrogata per cinque ore senza sosta prima di essere rilasciata senza accuse. (fonte: testimonianza anonima raccolta da GISTI).
- GRECIA:
- Tommy Olsen, fondatore dell’organizzazione di monitoraggio dei respingimenti Aegean Boat Report, è stato arrestato in Norvegia nel marzo 2026 a seguito di un mandato di arresto europeo emesso dalla Grecia nel 2025, dove è ricercato per aver aiutato persone a mettersi in salvo e per aver documentato i respingimenti da parte della guardia costiera greca.
- 24 operatori e volontari di ricerca e soccorso umanitario hanno subito sette anni di procedimenti giudiziari e hanno rischiato fino a 20 anni di carcere per aver aiutato persone a sbarcare in sicurezza sull’isola di Lesbo. Sono stati infine tutti assolti nel gennaio 2026.
- La giornalista olandese Ingeborg Beugel è stata perseguita per aver ospitato un richiedente asilo mentre questi stava facendo ricorso contro una decisione negativa sulla sua richiesta. È stata condannata in primo grado e assolta in appello nel novembre 2025, dopo un processo durato quattro anni.
- POLONIA: gli Hajnowka 5, cinque attivisti che hanno aiutato persone bloccate al confine con la Bielorussia, sono stati accusati di traffico di migranti. Sono stati infine assolti nel settembre 2025 e il pubblico ministero ha deciso di non impugnare l’assoluzione nel marzo 2026.
La nuova Direttiva UE sul Favoreggiamento
A causa di una proposta di revisione dell’attuale legislazione UE sul traffico di migranti (Direttiva UE sul Favoreggiamento), gli interventi di criminalizzazione sono destinati ad aumentare. La proposta della Commissione europea, attualmente in fase di negoziazione al Parlamento europeo, lascia infatti la porta aperta alla possibilità di criminalizzare l’assistenza umanitaria e potrebbe ampliare i motivi per cui i migranti vengono criminalizzati.
Silvia Carta ha dichiarato: «La proposta di Direttiva sul favoreggiamento rischia di portare più persone ad essere arrestate o processate per aver aiutato persone in difficoltà, e i migranti a essere accusati di traffico. La dignità umana e i diritti umani sono valori fondamentali dell’Unione europea. Con l’avanzare dei negoziati, il Parlamento europeo deve difendere questi valori e sancire per legge che nessuno dovrebbe essere perseguito semplicemente perché ha attraversato un confine o ha aiutato persone in difficoltà».
LE DICHIARAZIONI DELLE ORGANIZZAZIONI PROMOTRICI
Guia Gilardoni, Ricercatrice Senior presso Fondazione ISMU ETS e coordinatrice del progetto (Italia):
«Attraverso la criminalizzazione della solidarietà, misure straordinarie che sospendono diritti fondamentali diventano gradualmente normalizzate, rivelando un cambiamento progressivo in cui i diritti umani non sono più intesi come universali ma come privilegi per solo una parte della popolazione. I migranti senza documenti vengono descritti come “illegali” pur non avendo commesso alcun reato, e coloro che li assistono vengono criminalizzati per atti di solidarietà che entrano in conflitto con una logica securitaria. Punire l’assistenza umanitaria preserva così uno stato di eccezione permanente in cui il diritto internazionale può essere regolarmente sospeso: un’evoluzione che contribuisce alla preoccupante erosione dello spazio civico in tutta Europa».
Giulia Capitani, Migration Policy Advisor di Oxfam Italia:
«La criminalizzazione degli attori che operano in solidarietà con i migranti è un segnale allarmante di deriva autoritaria all’interno delle istituzioni e dei quadri giuridici nazionali ed europei. Siamo inoltre sempre più preoccupati per la diffusione di pratiche informali di criminalizzazione, che sono più difficili da individuare e segnalare, come discorsi d’odio, molestie e abusi verbali rivolti a chi lavora dietro le quinte, nei centri di accoglienza o agli sportelli informativi, così come agli individui che semplicemente esprimono solidarietà verso i migranti. Queste tendenze stanno colpendo un numero crescente di persone e stanno creando un pericoloso effetto dissuasivo, scoraggiando individui e organizzazioni della società civile dall’impegnarsi nell’azione civica».
Alkistis Agrafioti Chatzigianni, Advocacy Officer e Avvocato presso il Consiglio Greco per i Rifugiati (Grecia):
«Campagne diffamatorie, targeting, molestie da parte della polizia, legislazione arbitraria e azioni legali contro i difensori dei diritti umani e gli attori della società civile in solidarietà con i migranti creano un panorama di criminalizzazione progettato per intimidire, logorare e mettere a tacere. Trasformando azioni civiche legittime o attività professionali in attività ad alto rischio, questi interventi sopprimono il dissenso, erodono le garanzie democratiche e, con l’indebolimento della supervisione, permettono che pratiche illegali contro i migranti, in particolare alle frontiere, persistano. In definitiva, quando la paura impedisce alle persone di agire in solidarietà con chi è nel bisogno, assistiamo non solo a una crisi dello stato di diritto, ma a un processo più profondo di disumanizzazione in atto nella società europea».
Anna Sibley, Responsabile della Ricerca presso Gisti (Francia):
«Disposizioni legali generali non legate al diritto dell’immigrazione vengono invocate per criminalizzare le proteste contro le politiche migratorie e le loro conseguenze disumane. Così, accuse di oltraggio, abuso verbale, diffamazione o violenza contro un pubblico ufficiale vengono utilizzate per difendere il governo e la polizia dalle critiche alle loro pratiche. Oltre a ciò, al di fuori di qualsiasi quadro legale, attivisti o volontari sono sottoposti a vessazioni quotidiane da parte delle autorità, che molestano seguendoli fino a sotto casa o multandoli per il minimo motivo».
Marianna Wartecka, membro del consiglio di amministrazione di Fundacja Ocalenie (Polonia):
«Aiutare qualcuno in difficoltà sembra essere una questione non negoziabile, a meno che non si tratti di aiutare un migrante. In quel caso, diventa una questione controversa e chi offre assistenza viene considerato una potenziale minaccia. Accuse ingiuste, campagne diffamatorie, ispezioni e procedimenti legali contro chi aiuta creano un’atmosfera di sfiducia e sospetto. Invece di un dibattito robusto e onesto sulla migrazione, si supportano misure a breve termine pensate per aumentare il consenso elettorale. Invece di una vera politica migratoria, vediamo sempre più processi e più muri, che non fanno altro che intensificare la disinformazione e la radicalizzazione».
NOTE PER I GIORNALISTI:
- Il rapporto, in formato Word, è disponibile qui. Include l’elenco completo dei casi monitorati, dettagli sui casi più significativi e maggiori informazioni sulla legislazione contro il traffico di migranti. Il rapporto documenta anche 13 casi di sanzioni amministrative contro ONG, attivisti e altri attori, nonché 33 casi di molestie non giudiziarie contro ONG e individui.
- Questo rapporto si concentra sulla criminalizzazione della solidarietà e non documenta la criminalizzazione dei migranti stessi, che esula dal suo scopo del progetto. Tuttavia, i due fenomeni non dovrebbero essere intesi come questioni separate. La criminalizzazione della solidarietà verso i migranti si colloca lungo un continuum con la criminalizzazione della migrazione stessa, essendo entrambe radicate in politiche migratorie restrittive che rendono l’attraversamento delle frontiere pericoloso e creano un ambiente ostile nei confronti di coloro che sono considerati entrati o residenti in modo irregolare.
- Il progetto WING (“EmpoWerING Actors in Civic Space Protection”) è un’iniziativa transnazionale che risponde alla crescente criminalizzazione della solidarietà e alla riduzione degli spazi civici in Europa. Fondazione ISMU coordina un consorzio composto da: Greek Council for Refugees (GCR, Grecia), Groupe d’information et de soutien des immigré·es (Gisti, Francia), Hungarian Helsinki Committee (HHC, Ungheria), Ocalenie Foundation (Polonia), Oxfam Italia (Italia). Il supporto del progetto è stato fondamentale per rafforzare il monitoraggio della criminalizzazione annualmente promosso da PICUM.
- La bozza della Direttiva UE sul Favoreggiamento è un insieme di misure annunciate dalla Commissione europea nel novembre 2023, volte a contrastare il traffico di migranti. Le misure si concentrano sulla criminalizzazione e punizione dei cosiddetti trafficanti (spesso gli stessi migranti) senza affrontare le cause profonde del fenomeno (cioè la mancanza di percorsi regolari e sicuri per raggiungere l’Europa). La nuova proposta, ampiamente approvata dal Consiglio dell’UE nel dicembre 2024, non introduce un’eccezione chiara e vincolante alla criminalizzazione per l’assistenza umanitaria da parte di ONG, familiari o degli stessi migranti. La posizione di PICUM sulla proposta è disponibile qui.
CONTATTI:
- Per informazioni sul rapporto e sulla Direttiva sul Favoreggiamento: Gianluca Cesaro, PICUM, gianluca.cesaro@picum.org
- Italia: Tamara Ferrari, Fondazione ISMU ETS ufficio.stampa@ismu.org; David Mattesini, Oxfam Italia, david.mattesini@oxfam.it e Maria Teresa Alvino, Oxfam Italia mariateresa.alvino@oxfam.it;
- Francia: Anna Sibley, Gisti, sibley@gisti.org
- Grecia: Konstantinos Vlachapoulos, Greek Refugee Council, k.vlachopoulos@gcr.gr
- Polonia: Karolina Szymańska, Fundacja Ocalenie, media@ocalenie.org.pl
Lascia un commento