di Gianni Lannes

Morte, distruzione, annientamento della vita in Iran e Libano, ma al contempo 47,4 miliardi di dollari in un solo trimestre per le banche d’affari nordamericane. Dopo un mese di guerra l’azionariato di Goldman Sachs ha incassato utili per 5,3 miliardi.
Le 100 maggiori compagnie degli idrocarburi (petrolio e gas: Saudi Aramco, Gazprom, Rosneft, Lukoil, Exxon-Mobil, Shell, Chevron, Eni) hanno generato oltre 30 miliopni di dollari l’ora in profitti extra nel primo mese della guerra scatenata da Netanyahu e Trump.
A perdere la vita: migliaia di inermi civili, soprattutto i bambini. A brindare ci sono anche le banche d’affari statunitensi: JP Morgan, Goldman Sachs, Banck of America, Citi, Morgan Stanley e Wells hanno accumulato appena 47, 4 miliardi di dollari di profitti nel solo primo trimestre 2026.
Conseguenze dirette nell’Unione europea delle rane bollite: carburanti sempre più cari e bollette stratosferiche di luce e gas per la popolazione, soprattutto in Italia, dove l’inquilina di Palazzo Chigi (Giorgia Meloni) ha di fatto appoggiato dal 7 ottobre 2023 il genocidio in Palestina e le stragi in Libano.
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