di Gianni Lannes

Ecco il Belpaese, ridotto a terzo mondo dell’Europa da chi disamministra l’amministrazione pubblica. Basta un temporale per far franare ancora l’Italia e tagliare in più parti lo Stivale, isole comprese.
Ecco una regione fantasma. Mentre il Molise resta isolato per chissà quando, il ministro dei trasporti Salvini (vice presidente del Consiglio), pretende di buttar via ancora soldi pubblici per l’irrealizzabile ponte sullo Stretto di Messina, pieno di bombe inesplose e mai bonificate. Insomma, quando inettitudine e affarismo si mescolano senza limiti e controlli.
Campobasso si trova addirittura in una situazione peggiore rispetto agli altri capoluoghi d’Italia: è priva di trasporto ferroviario a causa di lavori di ammodernamento ed elettrificazione iniziati nel 2019 e che sono ancora lontani dall’essere conclusi. Questa situazione non solo danneggia l’economia locale, ma impatta anche negativamente su studenti, lavoratori e tutti i cittadini che dipendono dal trasporto ferroviario per i loro spostamenti quotidiani. L’assenza di un sistema ferroviario efficiente aumenta le difficoltà nei collegamenti interregionali e penalizza ulteriormente una regione già svantaggiata dal punto di vista infrastrutturale. Il Consiglio regionale del Molise ha approvato una mozione per richiedere al Ministero dei Trasporti e a RFI di completare i lavori di elettrificazione, al massimo, entro il 2026. Nonostante tale mozione, i lavori procedono ancora a rilento, così il capoluogo regionale e tutto il Molise centrale continuano a scontare l’isolamento geografico. Che fare? La società civile chiede che vengano effettuati sforzi straordinari per accelerare il processo di ammodernamento, con l’obiettivo di ristabilire il servizio ferroviario a Campobasso entro e non oltre il 2026. Occorre avere subito a disposizione risorse aggiuntive, migliorare la pianificazione dei lavori e stabilire una comunicazione più diretta ed efficace tra tutte le parti coinvolte per garantire la chiusura tempestiva dei cantieri.
“Siamo stufi di vivere ai margini, la nostra terra sta diventando arida a furia di perdere risorse e persone. Ridateci la possibilità di progettare il nostro futuro in Molise”, sbotta Matteo da Campobasso. “Siamo una regione tagliata fuori dall’Italia ormai da anni eppure paghiamo le tasse come tutti senza però avere servizi essenziali. Siamo una regione tagliata fuori dall’Italia ormai da anni eppure paghiamo le tasse come tutti senza però avere servizi essenziali. ”, gli fa eco la conterranea Clementina da Isernia. E così via. Anche Fatima dal Molise, non la manda a dire: “Io so solo che ci sono persone che necessitano dei trasporti pubblici….. e non si può ignorarli Vorrei vedere le macchine blu bloccate come questi treni. Nel 2023 se ne contavano circa 30.665 in Italia, con una tendenza al riordino e alla riduzione Ad oggi di più, altro che riduzione”. Rosaria chiosa così: “Una situazione semplicemente tragicomica dopo i festeggiamenti dal sapore retro, la beffa di viaggiare a piedi o con l’asino se ci riesce. Vergogna per tutta la classe politica indistintamente”. E ancora Antonino da Termoli: Il Molise ha problemi in tutti i settori. Il trasporto pubblico è quasi inesistente, i collegamenti stradali sono pessimi. I collegamenti per Roma e Napoli non possono che essere ferroviari anche per coincidenze per altre destinazioni. Capoluogo Regionale senza treni da 6 anni. e non si vede la fine. Spesi più di quattrocento milioni per un appalto previsto di 80 milioni. Per ultimare i lavori la Regione, tramite RFI chiede altri 100 milioni”. Impossibile negare l’evidenza.
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