
di Gianni Lannes
Ecco le servitù militari. Fano: E343, Pesaro: E344. Quanti sanno che significano tali denominazioni di “tiro a fuoco” in una zona densamente abitata? La carta nautica numero 36 (“da Ancona a Rimini” in scala 1:100.000) – edita dall’Istituto Idrografico della Marina a Genova – (edizione settembre 2022, aggiornata con l’avviso ai naviganti numero 8 dell’anno 2024), ovvero una mappa ufficiale dello Stato italiano, utilizzata dalla Guardia Costiera tricolore attesta la presenza di ben tre (3) discariche di ordigni ineslosi (“unexploded ordnance”), di cui una a ridosso del centro abitato rivierasco che accomuna Cattolica e Gabicce nell’area marina del San Bartolo (ad un soffio dalla riva), e ben due cimiteri di residuati bellici speciali (armi chimiche imbottite di iprite e arsenico: due sostanze cancerogene) rispettivamente a 13 e 15 metri di profondità. A tutt’oggi, la Capitaneria portuale di Pesaro non ha emesso un’ordinanza interdittiva e non ha segnalato alla locale Procura della Repubblica la pericolossima insidia che mette a repentaglio l’ecosistema marino e la vita umana. Perché l’opinione pubblica non è mai stata messa al corrente dell’evidente pericolo da decisori e amministratori pubblici?
Cosa alberga nel mare di Pesaro, Fano, Gabicce e Cattolica, compreso il litorale del parco regionale San Bartolo? Perché il Ministero della Difesa e quello dell’Ambiente (il Governo Meloni) non hanno informato le autorità locali e i dirigenti dell’Ente Parco? Perché gli abitanti sono tenuti all’oscuro?

(Risposta ufficiale del Governo italiano a firma del sottosegretario Silvia Velo)
Come mai non ci sono mai state bonifiche e non è stato mai recuperato l’arsenale di armi chimiche affondato dai nazitedeschi (Sonderkommando Meyer) nell’estate del 1944, come aveva chiesto il deputato Enzo Capalozza il 20 novembre 1951 mediante un’interrogazione parlamentare?

E ancora: per quale ragione nel marzo 2017 non è stata approvata dal Consiglio regionale delle Marche, la mozione 175 che prevedeva un intervento di risanamento? Come si spiega l’ostinato silenzio di Andrea Biancani che nasconde la testa sotto la sabbia (inquinata) – in punta di diritto – ha il dovere (giuridico e morale) di salvaguardare ambiente e ignara popolazione? Questo primo cittadino è il sindaco degli albergatori locali o di tutta la città, compresi gli inermi bambini? Occorre dire le cose come stanno realmente, senza compromessi, sconti o infingimenti.

Non è tutto. La mappa 1050 dell’Idrografico di Genova) anch’essa carta ufficiale dello Stato italiano) è ancora più esplicita e illustra, infatti, le servitù militari che incombono su un territorio fragile, dove vivono migliaia di inconsapevoli persone.

Addirittura, mi è stato detto platealmente – senza vergogna – l’altro ieri (29 gennaio 2026), nel corso di un’occasionale riunione serale, al termine della presentazione del docufilm IL MARE INVISIBILE alla biblioteca Bobbato di Pesaro) di non informare l’opinione pubblica, perché (testuale): “in mare i poligoni militari ci sono sempre stati e ci devono stare per sparare”, come se fossero un fatto naturale. Ovviamente non ascolto uno scellerato, non richiesto ed irricevibile “consiglio” e tiro dritto raccontando questi fatti documentati.
A proposito, perché non si chiama in causa Berlino: il cancelliere Merz? Perché l’esecutivo Meloni non risponde dopo oltre sei mesi all’interpellanza parlamentare 2/00664 (datata 25 luglio 2025)? Perché non si ha nemmeno il coraggio civile di contattare il nuovo ambasciatore a Roma Thomas Bagger? La cosiddetta opposizione partitica che fa? E il Piddì: tutela i comitati d’affari o la salute pubblica?
Non è solo per via dell’inquinamento palese dell’ambiente, ma della incalzante militarizzazione di ogni aspetto della vita sociale e del territorio (anche “protetto”) che non si deve sorvolare o degradare la verità. Il Belpaese non può sostenere i giochi di guerra in tempo di pace. L’Adriatico va risanato e salvaguardato concretamente senza sconti per nessuno.
Riferimenti:
Gianni Lannes, IL MARE INVISIBILE (docufilm), Pesaro, 2026.
Gianni Lannes, Bombe a…mare, Nexus edizioni, Battaglia Terme, 2018.
Gianni Lannes, ITALIA USA E GETTA, Arianna editrice, Bologna, 2014.
https://www.ilrestodelcarlino.it/pesaro/cronaca/bombe-chimiche-in-adriatico-il-75476bab







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