di Gianni Lannes
100 mila bombe speciali sotto il Mare Adriatico centrale. Un arsenale di armi chimiche: ordigni all’iprite e all’arsenico affondati dalle truppe tedesche specializzate nella guerra chimica e batteriologica, nel corso dell’estate 1944 (come attesta un rapporto dell’intelligence militare inglese, recuperato a Londra). Esse giacciono parzialmente deteriorate nei loro rispettivi contenitori metallici, sotto una coltre di melma gelatinosa su un fondale anossico che non supera i 13 metri di profondità, a meno di 3 miglia nautiche a tramontana dal porto di Pesaro. Si tratta di sostanze cancerogene, pericolose per l’ecosistema marino e per gli ignari esseri umani. I riscontri diretti in mare, le prove ufficiali e le testimonianze particolareggiate di numerosi pescatori non lasciano più spazio a dubbi.

Il 15 gennaio 2015, l’allora sindaco Matteo Ricci, indirizzò una missiva al ministro della Difesa, ma non ebbe mai risposta. Venerdi 7 novembre 2025, l’europarlamentare pesarese mi concederà un’intervista filmata. Il suo addetto stampa ha richiesto preventivamente le domande.


Passivo, inerte o indifferente? Venerdì 13 giugno 2025, alle ore 11:06 ho chiamato al telefono il sindaco Andrea Biancani e gli ho esposto la gravissima situazione, chiedendogli di rilasciare un’intervista filmata per il mio docufilm – Italia: un mare di bombe speciali – in fase di realizzazione. Lui con un tono molto seccato e atteggiamento sprezzante ha testualmente ripetuto tre volte: “Non rilascio dichiarazioni in merito…”. Vuol dire forse che all’attuale primo cittadino non gliene importa niente della salute collettiva, incluso l’impianto Gnl della Fox e compreso tutto il peggio? Nel settembre del 2024 e poi in seguito ho contattato personalmente due volte la sua addetta stampa Giorgia, alla quale ho illustrato il risultato di una ventennale inchiesta giornalistica condotta sul campo, ovvero in mare e negli archivi civili e militari di Stati alleati, compreso quello della Marina Militare a Roma. Allergico alle domande critiche e non concordate? Biancani è in fuga dalle questione scottanti che impattano sulla salute delle persone o addirittura latitante? Anche le autorità tedesche (ambasciatore a Roma e ministro dell’Ambiente) non rispondono pur interpellate.


“Il 28 marzo 2017 nel corso della seduta numero 60 del Consiglio regionale, non fu approvata la mozione numero 175 per approntare un intervento di bonifica delle armi chimiche” mi ha confermato il 12 marzo 2025 in un’intervista filmata ed esclusiva, il professor Luca Ceriscioli all’epoca presidente della Regione Marche. Singolare coincidenza: in quell’occasione Andrea Biancani (un omonimo?) in veste di consigliere regionale espresse un voto contrario al risanamento ecologico. Perché?
Riferimenti:
Gianni Lannes, Bombe a..mare, Nexus edizioni, Battaglia Terme, 2018.
https://shop.nexusedizioni.it/blogs/casa-editrice/bombe-a-mare-immersione-in-un-inferno-nascosto
Fai clic per accedere a moz175_10.pdf
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https://www.ilrestodelcarlino.it/pesaro/cronaca/centomila-bombe-sotto-il-mare-0a89baf9
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