
NON SOLO IL GOVERNO MELONI: FORZE ARMATE ITALIANE COMPLICI DI QUELLE ISRAELIANE PER DISTRUGGERE GAZA E COSI’ ANNIENTARE LA POPOLAZIONE!
di Gianni Lannes
Senza pietà umana ma solo ipocrisia dilagante: un’altra vergogna tricolore dopo l’evidenza del vero movente.
Anche nell’anno 2025 le forze armate italiane cooperano con quelle israeliane, nonostante il genocidio in atto in Palestina che ha mietuto 70 mila vittime tra i civili, di cui oltre 20 mila bambini. Ecco le prove ufficiali. Un incontro al vertice con l’aviazione militare israeliana è andato in onda l’11 febbraio 2025 nella base aerea di Amendola in Puglia, a 14 chilometri da Manfredonia. Si è trattato di un breefing di rilevanza strategico-operativa denominato “F-35 Air Chiefs Meeting”, come certifica l’inequivocabile comunicato ufficiale dell’Arma Azzurra. Niente di nuovo: i piloti militari israeliani si addestrano nel Belpaese da tempo immemorabile.


Qualche mese prima, il 4 settembre 2024, era stato l’ammiraglio Cavo Dragone a incontrare i vertici militari israeliani nella terra promessa.
In altri termini: il governo Meloni ha consentito, nel pieno dello sterminio del popolo palestinese a Gaza, di migliorare le capacità operative dei sistemi d’arma dei caccia-bombardieri F-35 (a portata nucleare), che hanno distrutto scuole, ospedali, campi profughi, seminando terrore e morte nella popolazione civile.

E così, tra una dichiarazione a favore di Trump&Netanyahu e un voto di astensione all’Onu, l’Italia ha continuato ad addestrarsi con Israele. È accaduto a Brindisi, è successo nel Mediterraneo orientale, si è verificato nei cieli della Grecia. La cooperazione militare tra i due paesi – in base al memorandum berlusconiano del 2005 che l’esecutivo Meloni si accinge a rinnovare – non si è fermata con l’inizio della guerra di sterminio della popolazione palestinese a Gaza: ha mutato forma, si è infilata nelle maglie di esercitazioni multinazionali, si è riprodotta nei protocolli tecnici, ha trovato copertura nel gergo delle «interoperabilità strategiche». Le forze armate italiane e quelle dello stato ebraico hanno compiuto una serie di esercitazioni militari congiunte nonostante lo sterminio dei palestinesi in corso.
Il ministro Crosetto nega, contro ogni evidenza fattuale e logica, la strettissima collaborazione tra la nostra aeronautica militare e la forza aerea israeliana che sta bombardando Gaza in modo criminale e che è guidata dal generale Tomer Bar, colui che ad aprile ha ‘licenziato’ i mille piloti riservisti che avevano avuto il coraggio di firmare una lettera aperta contro la guerra a Gaza. E che a febbraio era alla base aerea di Amendola insieme al Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica, generale Luca Goretti, per il periodico breefing ‘di rilevanza strategico-operativa’ dei comandanti delle forze aeree che impiegano i cacciabombardieri F-35″. Ma c’è di più, perché proprio negli stessi giorni di inizio aprile in cui veniva disposta l’epurazione dei piloti dissidenti, i nostri cacciabombardieri Tornado si addestravano alla guerra insieme alle forze aeree israeliane nel corso di un’esercitazione internazionale in Grecia, la Iniochos 2025,
Inoltre, nei primi giorni di aprile 2025, l’Aeronautica italiana ha partecipato con i Tornado all’esercitazione aerea internazionale “Iniochos 2025” in Grecia, insieme ad altre forze aeree, inclusa quella israeliana. Si tratta di un’esercitazione multinazionale a cui ha partecipato anche Israele. Questa esercitazione è stata così descritta sul sito dell’Aeronautica Militare italiana: “Una grandissima opportunità addestrativa, che ha consentito al personale dell’Aeronautica Militare di addestrarsi con le forze aeree alleate e partner più evolute, mediante lo scambio di esperienze e rafforzando l’efficacia operativa delle missioni svolte in un contesto di sicurezza in continua evoluzione”.

Dalla dichiarazione presente sul sito dell’Aeronautica Militare italiana si evince che Israele sarebbe considerato un partner nell’ambito delle esercitazioni internazionali, come “Iniochos 2025”. L’Aeronautica italiana descrive l’esercitazione come un’opportunità per addestrarsi con “forze aeree alleate e partner più evolute”, includendo esplicitamente quella israeliana tra i partecipanti. Questo suggerisce una relazione di collaborazione e condivisione di know-how militare, in linea con i comuni interessi strategici. L’Italia e Israele hanno una lunga storia di cooperazione in ambito militare, inclusi accordi bilaterali, esercitazioni congiunte e scambi tecnologici. La partecipazione a “Iniochos 2025” conferma questo rapporto, inquadrandolo in un contesto NATO e mediterraneo più ampio.
Non è tutto. L’ammiraglio Cavo Dragone il 4 settembre 2024 è stato in Israele e ha abbracciato il capo di stato maggiore israeliano Herzi Halevi, come si può vedere nitidamente nel video delle IDF, Israel Defense Forces. Poi tornato in Italia ha sostenuto la necessità di aumentare le spese militari, rispolverando i toni della Guerra fredda. Per la cronaca: Giuseppe Cavo Dragone è il presidente del comitato militare NATO dal 17 gennaio 2025 e in precedenza capo di stato maggiore della difesa dal 6 novembre 2021 al 4 ottobre 2024.
Si conferma il ruolo sempre più centrale della base di Amendola nel sistema dell’aeronautica militare, segnando un primato nel panorama nazionale nelle forza armate, visto che l’aeroporto foggiano è l’unico in Italia a dare ospitalità sia agli aerei F35-A che gli F35-B, la versione più evoluta e sofisticata del caccia multiruolo monoposto di quinta generazione con la recente riattivazione del 101° gruppo volo. Dal primo luglio 2025 Amendola, sede del 32° stormo dell’Aeronautica militare, è stato riattivato il 101° gruppo volo dotato degli F-35B Stovl (Short Take Off and Vertical Landing), i caccia in grado di decollare in spazi più ridotti e di atterrare verticalmente e che rappresenta un’altra novità assoluta nel panorama delle forza armate italiane, visto che – dopo i contrasti dei primi anni passati – Aeronautica e Marina militare potranno “condividere” i velivoli a decollo verticale, attualmente imbarcati sulla portaeromobili come Cavour e Trieste.
Le sconcertanti dichiarazioni dell’ammiraglio Cavo Dragone: “Potrà farci paura, ma sicuramente non potremo avere una mentalità di pace. Non so come possiamo chiamarla per essere politicamente corretti, però non più una mentalità di pace”. E ha chiesto un aumento delle spese militari. L’ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, recentemente nominato presidente del Comitato militare della NATO, ha espresso posizioni durissime sulla questione dell’aumento delle spese militari. L’ammiraglio Cavo Dragone insiste sulla necessità di aumentare la spesa per la difesa, rispolverando i toni della Guerra fredda.
A livello mondiale – attesta il Sipri e confermano i dati dell’Istat attinti dagli uffici doganali nazionali – l’Italia è attualmente il terzo fornitore di armi a Tel Aviv, dopo Usa e Germania. La Heyl Ha’Avir è l’aeronautica militare dello Stato di Israele e parte integrante delle forze di difesa israeliane (IDF) che il 27 giugno 1980, a caccia di un aereo che trasportava uranio arricchito in Iraq, ha abbattuto “per errore” il DC9 dell’Itavia decollato da Bologna con destinazione Palermo, causando la morte di 81 persone, tra cui 13 bambini.
Riferimenti:
https://www.aeronautica.difesa.it/News/Pagine/ConclusaesercitazioneVega2010.aspx
https://www.haf.gr/en/structure/htaf/air-tactics-center/iniohos/archives/iniochos-2025/
https://agenparl.eu/2025/05/30/mo-m5s-stop-collaborazione-con-criminale-forza-aerea-israeliana/
https://www.ilgiornale.it/news/interni/guido-crosetto-chiede-scusa-ad-angelo-bonelli-2486641.html
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