
di Gianni Lannes
Sudditanza: una foto è più eloquente di un milione di parole sensate e argomentate. Italia: libera, indipendente e sovrana? I politicanti nostrani – apparentemente divisi fra loro – effettivamente a chi rendono conto del loro fallimentare operato? Per caso la politica consiste nella realizzazione del bene comune?
Quale democrazia e che Stato di diritto? I giochi elettorali sono avariati? Già archiviato il noto pronunciamento della Corte costituzionale sulla legge elettorale truccata? Da quanti decenni mandano in onda la farsa? Scelgono i candidati che partecipano alle elezioni politiche a qualsiasi livello, comandano su quelli cooptati al Parlamento, selezionano i ministri e gli individui di fiducia destinati ad occupare tutti i posti di comando del sistema di potere per conto terzi. Sono sempre loro e non gli elettori, che decidono tutto. Rimangono in poltrona indipendentemente dai risultati politici. Qualcuno è passato dal governo all’opposizione, o dalla cosiddetta “opposizione” al governo, più di qualcuno ha cambiato partito o ne ha fondati di nuovi, altri (eterodiretti) ancora manovrano già dai tempi del Britannia (giugno 1992) le leve del potere economico (ad esempio Mario Draghi).
Le elezioni politiche hanno soltano l’effetto di aumentare o diminuire il potere dei singoli all’interno del gruppo. In sostanza hanno un ruolo determinante nell’assegnazione dei posti di comando tra gli affiliati del gruppo. Rimescolano le carte, ma il mazzo rimane sempre lo stesso. A proposito: i politicanti tricolore hanno mai veramente lavorato per la collettività? Il predetto gruppo al comando (per volontà atlantica: alla voce Washington) è autoreferenziale poiché prescinde dalla volontà dell’elettorato: infatti non c’è vero ricambio. A dare le carte sono sempre gli stessi incapaci ed incompetenti. Sono in gran parte complici ma si comportano agli occhi dell’occhi dell’opinione pubblica come rivali. Hanno fatto in modo che ad ogni consultazione gli elettori (il popolo delle scimmie) premino ora una fazione ora l’altra, ma non spazzino mai via l’intero gruppo marcio. Gran parte di italiane e italiani non si avvede del macroscopico raggiro, ma vede solo coalizioni apparentemente rivali.
I professionisti del potere si sono divisi in fazioni che si scambiano accuse reciproche sulle cause del cattivo funzionamento del sistema, mentre il Belpaese va in malora, o se si preferisce è in agonia (umana, sociale, politica, culturale ed economica). Per offrire un bersaglio al malcontentio e al contempo seguitare ad intercettare il voto popolare, i politicanti nostrani si sono apparentemente divisi in partitini che si scambiano accuse reciproche sulle cause del pessimo funzionamento del sistema politico. Grazie a questa dinamica perversa il voto popolare ormai ridotto allla metà degli aventi diritto, non è mai contro il sistema, ma è sempre organico ad esso. Il gruppo egemone, inoltre, impedisce la nascita dal basso di qualsiasi movimento politico che provenga dal popolo (sovrano).
Basta sollevare la cortina fumogena alimentata ad arte anche dai prezzolati “giornalisti” che strillano i comandi impartiti, per comprendere che l’intero gruppo dei potenti per conto di interessi stranieri, è il principale responsabile del declino politico ed economico dell’Italia. Il ricambio al vertice del potere non avviene: il caso paradigmatico è quello di Beppe Grillo e dei cinque stelle (utili a sterilizzare la protesta popolare). Non dovevano aprire il Parlamento come una scatoletta di tonno? Invece in grullini sono finiti addirittura con Conte a Palazzo Chigi, alleato per un bel pezzo addirittura con Salvini.
Nello Stivale, isole comprese, la “classe dirigente” (sic!) è selezionata dall’alto, mentre dal basso è soltanto legittimata.
Che fare? L’unica soluzione è spazzare via l’intero cucuzzaro di parassiti al vertice dello Stato e cambiare le regole in senso democratico. L’obiettivo è rendere massa critica le minoranze attive. Nel frattempo, spegnere le televisioni e accendere le menti.
Riferimenti:
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