FOX PETROLI: TENTACOLI NEL MARE DI PESARO!

di Gianni Lannes Forse non bastavano le armi chimiche affondate dai nazisti nell’estate del 1944. Ecco un letale progetto dormiente della Fox Petroli, ovvero Berloni. Come a Vasto così a Pesaro. Un campo boe nel Mare Adriatico, posizionato dinanzi a Pesaro, approvato con delibera di giunta regionale numero 167 del 2 febbraio 1998, ma bocciato…

di Gianni Lannes

Forse non bastavano le armi chimiche affondate dai nazisti nell’estate del 1944. Ecco un letale progetto dormiente della Fox Petroli, ovvero Berloni. Come a Vasto così a Pesaro. Un campo boe nel Mare Adriatico, posizionato dinanzi a Pesaro, approvato con delibera di giunta regionale numero 167 del 2 febbraio 1998, ma bocciato all’epoca dal Consiglio comunale pesarese con delibera numero 2 datata 12 gennaio 1999 e ordine del giorno del 9 novembre dello stesso anno. Attenzione, anzi massima allerta: il “piano di sicurezza” relativo alla Fox Petroli è aggiornato all’anno 2018.

L’illuminante interrogazione parlamentare a risposta scritta numero 4/17307 del 24 novembre 1999, indirizzata al governo italiano (D’Alema I) non ha mai avuto una risposta. Perché?

Ciò spiega l’incredibile rinnovo sempre alla Fox Petroli della concessione demaniale (impianto ufficialmente inattivo dal gennaio 2007) al porto turistico di un terminale per due oledotti arrugginiti che annaspando sul fiume Foglia giungono all’interno del deposito idrocarburi ormai trasformato in una discarica a tutti gli effetti (nocivi) con rilascio di sostanze tossiche e cancerogene direttamente nel suolo, nel sottosuolo e nella falda freatica ad appena 4 metri di profondità?

Fox Petroli ha ottenuto il via libera alla realizzazione di una centrale per la liquefazione del gas (Gnl) a Pesaro. Addirittura, in zona a rischio alluvionale e sismico, proprio dove sorge la Fox Petroli.

In loco, l’amministrazione Biancani ha di recente dato il via libera all’edificazione di un asilo nido; mentre in un altro asilo a cento metri dalla Fox l’acqua di rubinetto non è pura o esente da inquinamento (il limite biologico è Mac Zero), come attestano le analisi della Marche Multiservizi che in loco (a 200 metri in linea d’aria) ha un pozzo di approvvigionamento idrico. Falde idriche compromesse? Dove si è rintanato il diritto dei bambini a un ambiente non inquinato, come sancito dalle Convenzioni internazionali e rivendicato dal Comitato Nazionale per la Bioetica?

Il ministero dell’Ambiente e della cosiddetta transizione ecologica l’8 gennaio scorso ha approvato la Valutazione di impatto ambientale (Via) per un grande impianto di gas naturale liquefatto (Gnl) a Pesaro. Il tutto in zona di massimo rischio alluvionale (R4) del fiume Foglia, dove incombe anche la minaccia sismica. La proponente è Fox Petroli, azienda di Pesaro ormai trapiantata in Canada (che vanta oltre 220 milioni di dollari di fatturato annuo) che da circa un secolo commercializza prodotti petroliferi e dagli anni ‘60 detiene un deposito costiero di carburanti e oli minerali proprio in via Senigallia 12, nel meandro del fiume.

Fox Petroli ha presentato al ministero un progetto (con dati risalenti al 2001 che non fotografano l’attuale stato dei luoghi) che prevede la dismissione di parte di obsoleti e fatiscenti serbatoi senza doppio fondo (soltanto 28 serbatori su 48) e la costruzione di un impianto di Gnl da produrre in loco a partire dal metano trasportato mediante metanodotto Snam. Saranno prodotte 400 tonnellate al giorno di Gnl per una potenzialità complessiva di 146mila tonnellate l’anno.

Come misure di mitigazione per il rischio alluvione, l’azienda propone «l’ancoraggio, a livello di fondazioni, delle apparecchiature e dei serbatoi in modo che essi non galleggino o subiscano danni strutturali di varia natura a seguito della spinta della portata di piena», oltre a costruire grandi muri attorno ai serbatoi. Misure che il ministero dell’Ambiente ha ritenuto valide.

Augusto De Sanctis del Forum H20 è sconcertato: «In un Paese normale non si sarebbe potuto autorizzare un impianto di questo tipo vicino al fiume. È una picconata a tutte le norme per la prevenzione del rischio idraulico. L’autorizzazione dell’impianto vecchio risale agli anni ‘60 e si può capire che allora c’era poca consapevolezza, ma ora? Il tutto poco dopo le alluvioni disastrose che hanno sconvolto le nostre regioni e dopo la tragedia di Calenzano. Il vecchio impianto, ormai a fine vita, andava delocalizzato o meglio chiuso, lasciando spazio al fiume. Invece è stato aggiunto un grande impianto industriale classificato tra quelli di maggior pericolo per la direttiva Seveso».

In sostanza si passerà, per la quantità di sostanze pericolose detenute, dalla categoria “di soglia inferiore” attuale a quella “di soglia superiore” (alla pari di Calenzano). Ossia il massimo livello di rischio per incidenti rilevanti, rendendo obbligatorio anche il Piano di emergenza esterno.  Negli elaborati della stessa Fox Petroli si legge che «nel caso di piena duecentennale, lo scenario di esondazione è estremamente critico, non solo per la zona dell’impianto in progetto, ma per tutta l’area di Tombaccia».

L’impianto verrebbe colpito da circa 70 metri cubi di acqua al secondo. Il Forum italiano movimenti per l’acqua fa notare che il livello di rischio alluvionale è pure sottovalutato. Considera infatti la portata di piena del Foglia con frequenza duecentenaria, quando oggi si usa normalmente quella con portata della piena cinquecentenaria, vista l’estremizzazione del clima.

«Tutta la presentazione del progetto è stata inoltre fuorviante, in quanto sembrerebbe prospettare lo smantellamento dell’esistente deposito da sostituire appunto con il nuovo impianto», prosegue De Sanctis. «Eppure il nuovo impianto affiancherà e non sostituirà la movimentazione di combustibili liquidi, in quanto conserverà vari serbatoi con una capienza complessiva di 30.500 m3, ai quali si aggiungerebbe l’impianto di Gnl».

In concreto si dismettono solo i serbatoi che non sono più utilizzati, per realizzarne però dieci nuovi, di cui cinque con la capacità di stoccaggio di 185 m3 e gli altri cinque di 245 m3. Per poter caricare le autobotti di metano liquido si useranno pompe criogeniche, che consentiranno di portare il gas naturale alla temperatura e pressione di liquefazione (-161 gradi). Le due nuove linee produttive dell’impianto saranno inoltre alimentate da due motori a metano da 15 MW di potenza, anch’essi da realizzare ex novo.

Secondo il cronoprogramma del progetto, i tempi per il “decommissioning” sono 10 mesi, mentre la costruzione e installazione di nuove apparecchiature è di 14 mesi. In appena due anni Pesaro si troverà con un “gassificatore” stretto tra il fiume e i quartieri residenziali, ad un soffio dalle scuole.

Il Forum italiano dei movimenti per l’acqua ha già intanto inviato una diffida agli enti pubblici a vario titolo coinvolti nel procedimento autorizzativo per l’ampliamento dell’impianto industriale.

«Capiamo che al ministero dell’Ambiente siano affezionati alle fonti fossili nonostante la crisi climatica, ma qui si sfida il buon senso. Alla faccia di tutte le grandi retoriche sulla necessità di lasciare libere le aree di esondazione dei fiumi», conclude De Sanctis. «Il metano inoltre, come dimostrano gli studi scientifici, è un pericoloso gas a effetto serra e ci sono emissioni fuggitive che le aziende non riescono ad arginare, alimentando quindi la crisi climatica all’origine degli eventi estremi».

Si tratta, forse, di un’ altra catastrofe annunciata per l’ignara popolazione, ovvero 139 mila residenti a Pesaro e dintorni?

Riferimenti:

https://va.mite.gov.it/it-IT/Oggetti/Info/9384

https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2023/06/03/23A03235/sg

https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2023/06/01/23G00074/sg

https://www.provincia.pu.it/funzioni/strade-viabilita-e-trasporti/programmazione/piano-provinciale-di-emergenza/lanalisi-dei-rischi/il-rischio-idrogeologico/scenari-di-evento-alluvioni/fiume-foglia

https://sici.irpi.cnr.it/storici.htm

http://wwwdb.gndci.cnr.it/php2/gndci/normativa_zona.php?lingua=it

https://sulatesta.blog/?s=fox+petroli

https://www.comune.pesaro.pu.it/protezionecivile/piani-di-emergenza/deposito-fox-petroli/

https://sulatesta.blog/?s=armi+chimiche

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