
di Gianni Lannes
“All’epoca, nel secolo scorso, noi al porto di Pesaro nuotavamo nel campo di gara fatto da palafitte”: racconta adesso all’apice dell’estate 2025 – nel corso delle riprese del docufilm “Il mare invisibile” – il portolotto Agostino Ercolessi, un giovane già campione italiano di nuoto e atletica leggera, che all’anagrafe ha superato il giro di boa dei 102 anni e conserva una memoria lucida e prodigiosa.

Infatti, quando in Italia navigavano ancora le barche a vela di ogni tipologia e grandezza, nell’area portuale tra il San Bartolo e l’Ardizio, bambini e ragazzi si tuffavano e nuotavano in allegria. Allora il fondale era cristallino.
Ecco una metastasi industriale. Oggi, proprio in quella zona si staglia in stato di abbandono rugginoso, circondato da una distesa di barche a vela e ristoranti, il pontile della Fox Petroli, dov’è ubicato il terminale del rantolante oleodotto che a 1850 metri di distanza riforniva fino al dicembre 2006 tramite bettoline, il deposito di idrocarburi dei Berloni.
Dalla lettura della documentazione ufficiale dell’Ispra si apprende che l’attività è stata sospesa nel gennaio 2007. E più precisamente, nel verbale del Comitato Tecnico Regionale dei Vigili del Fuoco (numero 8/2025 del 29 aprile 2025, pagina 2) è scritto testualmente: “…lo stabilimento alle origini era uno stabilimento in art. 8 ai sensi del D.Lgs. 334/99, di stoccaggio di idrocarburi che si riforniva da mare tramite una stazione di pompaggio a terra a cui attraccava una bettolina che a sua volta si riforniva da nave. In seguito il gestore sospendeva il rifornimento dal mare, tramite bettolina, passando al rifornimento tramite autocisterne”.

Ai giorni nostri, come per magia, dopo la presentazione del progetto di un pericoloso e antiecologico impianto per la liquefazione del gas, i Berloni invece di procedere all’onerosa e doverosa bonifica ambientale dopo oltre mezzo secolo di protratto inquinamento di suolo, sottosuolo, acqua e aria nella parte ovest della città, ad appena 15 metri dal moribondo fiume Foglia, sonostati omaggiati col rinnovo della concessione demaniale dopo ben 18 anni certificati di inattività. Ma a che titolo? In loco affiora pure l’apirolio (in fusti) da servire magari con gli aperitivi al tramonto sul porto.

Ma chi controlla l’operato delle autorità portuali, a partire dalla locale Capitaneria che sanziona in modo zelante i pescatori se osano sbarcare sulla terraferma i copiosi rifiuti pescati accidentalmente in mare, mentre sotto il loro naso si staglia indisturbata addirittura una discarica a tutti gli effetti? A cosa è dovuta tanta impunità dei Berloni che mette a repentaglio la salute di chi vive in questa città, capitale della cultura italiana nel 2024 e la sicurezza di chi opera in mare? Il sindaco Biancani – tanto solerte con le biciclette abbandonate nell’ambito urbano – è forse in villeggiatura prolungata? Com’è tollerabile una situazione così insalubre e pericolosa in un’area da diporto? Maricogecap è al corrente? Almeno i carabinieri del NOE ne sanno qualcosa?




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