L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE NON EGUAGLIERA’ MAI LA MENTE UMANA!

di Gianni Lannes L’intelligenza umana vive di un nesso mente-corpo inscindibile, inarrivabile per qualsiasi macchina, anche quella nano-tecnologicamente più evoluta. Il limite insuperabile dell’intelligenza artificiale è minimizzare il rischio e massimizzare il profitto. Alla voce biochimica ormonale: il rappresentante biologico del campo emotivo. L’irriproducibilità e l’irrazionalità umane ci rendono imprevedibili ed esaltano la nostra biodiversità…

di Gianni Lannes

L’intelligenza umana vive di un nesso mente-corpo inscindibile, inarrivabile per qualsiasi macchina, anche quella nano-tecnologicamente più evoluta. Il limite insuperabile dell’intelligenza artificiale è minimizzare il rischio e massimizzare il profitto.

Alla voce biochimica ormonale: il rappresentante biologico del campo emotivo. L’irriproducibilità e l’irrazionalità umane ci rendono imprevedibili ed esaltano la nostra biodiversità intellettuale intrisa di emozioni. La ricchezza dell’anima è spirituale. Questa differenza è ineguagliabile.

Noi umani siamo un’intelligenza sinergica. La macchina non dispone di un’intelligenza simile. Il materiale naturale con cui siamo impastati è immerso in acqua e il calcolo è processato da ioni che si muovono attraverso il liquido.

Nessun computer, anche il più potente, si avvicina vagamente alla comprensione della mente umana che viene alimentata con una corrente a bassissima potenza, ovvero a 40 watt, che nel robot salgono a 1,3 kilowatt. Si tratta di un divario incolmabile.

Allora che fare della tecnologia? Dominare il mondo attraverso la sottomissione generale degli umani, come recita il capitalismo e la conseguente deriva tecnicistica? Pochi “eletti” pretendono di sopravvivere in eterno su un pianeta terracqueo ormai desertificato ed inquinato?

Oggi assistiamo a una condizione per cui ogni mezzo minuto muore un bambino di fame. Entro il 2050 ci ritroveremo più massa plastica che ittica in mari ed oceani. L’80 per cento dell’energia elettrica è controllato dal 20 per cento del genere umano. Inaccettabile.

La sfida è trovare l’equilibrio nelle redistribuzione delle risorse naturali per comporre un pianeta in armonia. Non esiste attualmente una tecnologia in grado di portare Gaia nel solco della sostenibilità ecologica. Occorre preservare tutte le fonti principali di energia, intervenendo sul ciclo del rifiuto, del cibo, dell’acqua. La Terra ha risorse finite (non illimitate): non va predata. Non c’è futuro se non mutiamo il paradigma: dall’economia all’etica. Nell’imperfezione risiede il senso profondo dell’esistenza umana in relazione agli altri.

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