
Fano (foto Gianni Lannes)
di Gianni Lannes
Ma che hanno fatto i reparti subacquei della Marina Militare a Fano, prima dell’intervento ricognitivo dei carabinieri sommozzatori durante l’estate 2025 a Pesaro? E in seguito anche i sub della Guardia Costiera? Di certo tutte queste forze armate altamente specializzate, non sono state scomodate per una vacanza balneare? Per caso, sui bassissimi fondali locali albergano – coperti dalla melma – armi chimiche (iprite e arsenico: sostanze cancerogene), affondate segretamente dai nazitedeschi nel 1944? E perché il governo Meloni non risponde agli atti parlamentari in merito alle discariche belliche in Adriatico? Come mai le autorità di ogni ordine e grado, insabbiano fatti e notizie di rilevanza pubblica? E ancora: per quale ragione tutte le autorità invitate alla conferenza stampa il 27 marzo 2026 in municipio a Pesaro (dove il sindaco Biancani si è reso “latitante” al grave problema), a partire dal prefetto Greco e dal comandante della Capitaneria Gaudino, non si sono presentate all’appuntamento per ricevere le coordinate di affondamento delle discariche belliche?


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