ITALIA: A TUTTO GAS!

di Gianni Lannes Un bel calderone nell’Adriatico: discariche belliche speciali imbottite di armi chimiche e radioattive accanto a piattaforme idrocarburi. Basta leggere con attenzione il Buig (Bollettino ufficiale degli idrocarburi e delle georisorse) aggiornato al 31 marzo 2026, per comprendere a che livello si è spinto il governo Meloni per avallare la rapina del gas…

di Gianni Lannes

Un bel calderone nell’Adriatico: discariche belliche speciali imbottite di armi chimiche e radioattive accanto a piattaforme idrocarburi. Basta leggere con attenzione il Buig (Bollettino ufficiale degli idrocarburi e delle georisorse) aggiornato al 31 marzo 2026, per comprendere a che livello si è spinto il governo Meloni per avallare la rapina del gas anche in mare, a danno dell’ambiente e della salute umana.

Ecco alcuni esempi emblematici. Quasi non si vedono, anzi invisibili. I nomi Brenda Regina, Annalisa e Basil non dicono niente, eppure si tratta di piattaforme (off shore) dell’Eni per l’estrazione del gas, dirimpetto alla costa marchigiana. Nel 2024 il cosiddetto ministero dell’Ambiente ha rinnovato l’autorizzazione agli scarichi in mare. Le analisi ufficiali del cane a sei zampe hanno riscontrato ad esempio: idrocarburi, mercurio, cromo, benzene, toluene, etilbenzene, xilene e pure arsenico, tanto per non farsi mancare niente come dai tempi dei nazitedeschi, quelli che impunemernte nell’estate del 1944 hanno affondato proprio in loco un arsenale mussoliniano di armi chimiche (a tutt’oggi mai bonificato). E gli allevamenti di mitili autorizzati dalla Regione ne risentono per caso di tale massiccio inquinamento?

Il Glicole Dietilenico viene largamente impiegato per la rimozione dell’acqua dal gas naturale essendo altamente igroscopico ovvero in grado di catturare le molecole d’acqua. Il DEG (nome IUPAC: 2,2′-ossodietanolo), descritto dalla formula di struttura –HO-CH2-CH2-O-CH2-CH2-OH, è un composto alifatico con due gruppi ossidrilici (-OH) nella molecola. Si autorizza lo sversamento in mare di questa sostanza tossica (anche se dicono che a basse dosi non lo sia) per i pesci e per l’uomo (quando invece dovrebbe essere recuperata e ritrattata senza disperderla nell’ambiente). A proposito di precauzioni ambientali: “Impedire la penetrazione nel suolo-sottosuolo. Impedire il deflusso delle acque superficiali o nella rete fognaria”.

L’ENI ha l’approvazione (in fondo troverete i documenti completi) per il rilascio in mare di materiale tossico sia per gli animali che per gli esseri umani, in modo “continuo e intermittente” per gli 11 anni della durata della concessione (e questa è solo una delle varie sostanze tossiche che verranno riversate nel delicato ecosistema marino provocando inevitabili danni ambientali e di conseguenza ricadute sul turismo). Sempre l’ENi con molteplici sotterfugi e grazie ai soliti sconti ministeriali, non bonifica le piattaforme dismesse provocando ulteriore inquinamento per i secoli a venire. Ma nel Belpaese chi controlla i controllori?

Post scriptum

CL50: Concentrazione in aria che provoca la morte nel 50 per cento degli animali da esperimento, se inalata per un determinato periodo di tempo. Acque di strato: acque risultanti dall’estrazione di idrocarburi nelle unità geologiche profonde. Sono costituite da acque di formazione, acque fossili presenti nelle formazioni geologiche associate agli idrocarburi e acque di processo, acque iniettate durante la produzione per mantenere elevata la pressione di giacimento.

Riferimenti:

https://va.mite.gov.it/it-IT/Oggetti/Documentazione/11274/16945

https://unmig.mase.gov.it/buig/

https://unmig.mase.gov.it/dismissione-mineraria-delle-piattaforme-marine/

https://unmig.mase.gov.it/altre-pubblicazioni/il-mare-terza-edizione/

https://unmig.mase.gov.it/webgis-unmig/

https://www.arcgis.com/apps/instant/basic/index.html?appid=7ca4e5edfc4349e48dc3529795988d89

Tags:

Lascia un commento