
di Gianni Lannes
Un evento (ora documentato) accaduto nel 1944-1945: nazitedeschi e statunitensi hanno affondato interi arsenali di armi chimiche, in palese violazione della Convenzione di Ginevra del 1925. Il Trattato di Parigi che nel 1993 ha messo al bando le armi chimiche, impone all’Italia di denunciare questa gravissima situazione. Invece, a Berlino e Washington tocca finanziare la bonifica ambientale.

A tutt’oggi, il governo Meloni su questa situazione – ben nota all’Unione europea e all’ONU (UNEP) – che mette a rischio l’ignara popolazione italiana e seguita ad inquinare l’Adriatico, è a dir poco latitante e così tutte le autorità tricolore a qualsiasi livello, ordine e grado. Che fare? Occorre far valere il principio giuridico internazionale: chi inquina paga, chiamando in causa gli Stati responsabili di questo disastro militare ereditato.

Attualmente, non esiste un unico complessivo progetto coordinato sull’intero Adriatico, bensì interventi sporadici, occasionali e localizzati, quasi sempre legati a lavori portuali, dragaggi o sicurezza della navigazione. Ecco qualche esempio.

(Diario della settimana – anno 2001)
Bonifica sistematica subacquea fondali (banchine 19-26) propedeutica a dragaggio. Rimossi ordigni (mina e mortaio) anche con cacciamine Numana per progetto Adriatico. Autorità di Sistema Portuale Mare Adriatico Centrale + RTI CE.SUB/Mancarella +Nucleo SDAI Marina Militare (Ancona).
In corso (febbraio-dicembre 2026).
Isole Tremiti (FG) . Isola di Pianosa: bonifica da ordigni sui fondali della riserva marina. Regione Puglia (finanziamento 750.000 euro (in 3 tranche). + Nucleo SDAI Marina Militare Ancona) per mappatura e rimozione.
Finanziata e in avvio (primo intervento 2025-2026): Barcola/Trieste. Durante dragaggio porticciolo trovati circa \12 ordigni bellici-. Bonifica in corso (marzo 2026).
Montenegro RCUD – Regional Centre for Underwater Demining (Bijela, Bocche di Cattaro). Centro umanitario specializzato: oltre 3 milioni di metri quadrati bonificati e più di 200 tonnellate di esplosivi rimossi (ordigni WWI+conflitti anni ’90).
Supporto storico USA, ITF e NATO: molto attivo e strutturato; la realtà più rilevante dell’intero versante orientale dell’Adriatico-. Operazioni continue da anni: Croazia, Marina Militare Croata + EOD Navy/Cooperazione “operazioni sporadiche e reattive (più focus su mine terrestri). Operazioni occasionali su mine e ritrovate (Fiume, Spalato. Partecipazione a SNMCMG NATO).
Albania: subacquei albanesi in cooperazione con esperti della Francia/Marina Militare: progetti congiunti 2021/2022 a Vlora per rimozione munizioni WWII (epoca: occupazione italiana). Rischi persistenti a Sazan e altre aree costiere. Interventi mirati completati di recente, ma rischio residuo molto elevato.
Riferimenti:
https://www.ariannaeditrice.it/prodotti/italia-usa-e-getta-pdf
Gianni Lannes, Bombe a..mare. Nexus, 2018.
https://www.sanmarinortv.sm/news/italia-c7/adriatico-mare-pieno-di-bombe-tossiche-a284642
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