

di Gianni Lannes
“Qualcuno sta cercando di far passare il messaggio che l’Italia avrebbe deciso di sospendere l’uso delle basi agli assetti Usa. Cosa semplicemente falsa, perché le basi sono attive, in uso e nulla è cambiato”, ha scritto su X il ministro della Difesa Crosetto.
Una nota di Palazzo Chigi ha rincarato la dose: “Si ribadisce che l’Italia agisce nel pieno rispetto degli accordi internazionali vigenti e degli ondirizzi espressi dal Governo alle Camere. La linea dell’esecutivo è chiara, coerente e già pienamente condivisa con il Parlamento, senza alcuna modifica. I rapporti con gli Stati Uniti, in particolare, sono solidi e improntati a una piena e leale collaborazione”.
A tutti gli effetti, in Italia valgono ancora gli accordi super segreti mai portati a conoscenza del Parlamento e della popolazione, in palese violazione della Costituzione repubblicana. Inoltre, è presente sul suolo italiano, in barba al Trattato di non proliferazione nucleare, un arsenale di ordigni atomici (B61/12 a potenza variabile) targati Washington, in grado di disintegrare l’Europa.
L’Air Technical Agreement e il Bilateral Infrastructure Agreement (BIA) del 1954
Gli accordi sulle basi militari USA in Italia rimangono ultra segreti. Palazzo Chigi e il ministro della Difesa Crosetto citano questi accordi nei chiarimenti recenti senza però pubblicarne i testi.
Settant’anni fa, in piena Guerra Fredda, un generale per conto dell’Italia ma senza alcun mandato parlamentare ha firmato con gli Stati Uniti d’America due accordi che avrebbero determinato per decenni la geografia militare del nostro Paese. Ancora oggi, quei testi non sono accessibili al pubblico, né al Parlamento. La ragione ufficiale: il segreto di Stato.
Il primo accordo, denominato Air Technical Agreement, fu siglato il 30 giugno 1954. Definisce i limiti delle attività operative, addestrative, logistiche e di supporto che i velivoli americani possono effettuare sul territorio italiano. Il secondo, il Bilateral Infrastructure Agreement (BIA), risale al 20 ottobre 1954 ed è conosciuto come «Accordo Ombrello»: regola le modalità con cui le Forze USA utilizzano le basi concesse loro sul territorio nazionale. Da esso derivano, nel corso degli anni, vari Memorandum d’intesa — tecnici e locali — per disciplinare i singoli siti.
In altri termini: due documenti fondamentali per comprendere cosa accade dentro le basi nucleari di Aviano, Sigonella, Ghedi, Livorno (Camp Darby) e nelle varie installazioni a partire da Napoli e Gaeta, sparse lungo lo Stivale e le isole. Due documenti che hanno ridotto l’Italia ad una colonia militare dello zio Sam, che i cittadini italiani non possono leggere o conoscere.
Nel gennaio 2003, il ministro della Difesa Antonio Martino comunicò alle Commissioni Difesa di Camera e Senato che i due accordi del 1954 hanno «una elevata classifica di segretezza» e che non possono essere declassificati unilateralmente dall’Italia. Occorre il consenso di entrambe le parti, ovvero anche degli Stati Uniti.
Adesso Palazzo Chigi e il ministro della Difesa Crosetto citano superficialmente questi accordi senza però renderli pubblici.
In sostanza: Washington usa un diritto di veto sulla trasparenza. L’Italia non può rendere pubblici accordi che la riguardano direttamente senza il permesso della controparte nordamericana. Una condizione che solleva interrogativi profondi sulla sovranità reale del nostro Paese in materia di difesa e politica estera.
L’articolo 12 della legge 801 del 24 ottobre 1977 ammette espressamente la copertura col segreto di Stato degli «accordi internazionali» quando la loro diffusione possa recar danno «alla indipendenza dello Stato rispetto agli altri Stati e alle relazioni con essi» o «alla preparazione e alla difesa militare dello Stato».
La questione dell’ammissibilità dei trattati segreti nel vigente ordinamento costituzionale è stata al centro di un lungo dibattito giuridico. La dottrina nettamente maggioritaria — Mortati, Cassese, Barbera, Barile — esclude la loro compatibilità con la Costituzione e li considera illegittimi.
Il punto centrale è l’articolo 80 della Costituzione, che attribuisce al Parlamento la competenza ad autorizzare, con legge, la ratifica dei trattati internazionali che comportino oneri finanziari, modifiche legislative o impegni politici rilevanti. Se un trattato è segreto, il Parlamento non può esercitare questa funzione. E se non può esercitarla, il meccanismo democratico di controllo sull’esecutivo si inceppa.
Alcuni giuristi (Labriola) sottolineano come la normativa sulla pubblicazione degli atti internazionali costituisca essa stessa prova ulteriore dell’illegittimità di accordi segreti. Altri (Fois) si spingono oltre, sostenendo che un trattato segreto potrebbe addirittura non avere effetti giuridicamente vincolanti — ricadendo nella categoria dei semplici gentlemen’s agreement, privi di valore normativo.
Il M5S, quando è andato al governo (2018–2019 e poi nel Conte bis), non ha desecretato né reso pubblicamente accessibile il testo del BIA o degli altri accordi “segreti” sulle basi Usa in Italia. Elisabetta Trenta, come ministra della Difesa (2018–2019) espressa dal M5S, non risulta che abbia avviato o concluso un’iniziativa specifica di trasparenza volta a rendere pubblico il testo degli accordi segreti (BIA, annessi, memoranda).
In sintesi nessun governo italiano ha mai pubblicato tali accordi fuorilegge, o modificato il regime di segretezza del BIA e degli altri accordi bilaterali con gli USA.
Il BIA è tuttora considerato un trattato super “segreto” e non è mai stato reso noto nella sua versione completa.
Studi e analisi parlano di un accordo con elevata classificazione di segretezza, che non può essere declassificato unilateralmente dall’Italia perché il regime è stabilito dagli USA.
Alla prova dei fatti: l’Italia è uno Stato privo di sovranità e indipendenza, schiacciato dal tallone bellico di qualsiasi inquilino della White House. E il Parlamento tricolore? Assente e silente.
Riferimenti:
https://leg16.camera.it/561?appro=327
Gianni Lannes, Il grande fratello. Strategie del dominio, Draco edizioni, Modena, 2012.
Gianni Lannes, Italia USA e getta, Arianna editrice, Bologna, 2014.
Gianni Lannes, Bombe a…mare, Nexus, 2018.
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