MIRELLA GREGORI, EMANUELA ORLANDI: SCOMPARSE E MAI PIU’ RITROVATE!

di Gianni Lannes A Roma, soltanto nell’anno 1983 – secondo i dati ufficiali del Viminale – sono scomparse ben 56 adolescenti, tra cui Mirella Gregori ed Emanuela Orlandi, appena quindicenni. Soltanto su queste due ragazze è stata accesa nel tempo una minima e fuorviante attenzione inzeppata di menzogne. Perché la loro sparizione è un segreto…

di Gianni Lannes

A Roma, soltanto nell’anno 1983 – secondo i dati ufficiali del Viminale – sono scomparse ben 56 adolescenti, tra cui Mirella Gregori ed Emanuela Orlandi, appena quindicenni. Soltanto su queste due ragazze è stata accesa nel tempo una minima e fuorviante attenzione inzeppata di menzogne. Perché la loro sparizione è un segreto inconfessabile ancora oggi?

Ecco alcuni fatti acclarati. Un dossier della Santa Sede sulla sparizione della corista di Sant’Anna (di cui le sante porpore negano ostinatamente l’esistenza), i continui depistaggi fino a Londra e dintorni, il coinvolgimento di Papa Wojtyla, la presenza dell’allora ministro dell’Interno Oscar Luigi Scalfaro (con la sua segreteria particolare in Sant’Apollinare, adiacente alla scuola di musica frequentata dall’Orlandi), gli intrallazzi di monsignor Marcinkus (in foto), i rapporti torbidi del cardinale Casaroli con i capi della Banda della Magliana (Giuseppucci e De Pedis), le rivelazioni a scoppio ritardato di Marcello Neroni, il ruolo impunito dello Ior (lavanderia mafiosa), l’attività fuorilegge del Sismi e del Sisde, le infiltrazioni della Cia e così via fino alla pedofilia (giustificata e benedetta nel recinto affaristico-mafioso delle “sacre mura” come vizio accettabile).

La Direzione dei servizi di sicurezza e protezione civile» dello Stato della Città del Vaticano nel 2012 era
diretta dal signor dottor Cavaliere di gran croce Domenico Giani e il vice direttore era il signor dottor
grand’ufficiale Raoul Bonarelli. Proprio Raoul Bonarelli è noto anche per essere stato l’unico indagato nella tragica vicenda di Emanuela Orlandi. Finito sotto inchiesta per depistaggio, Bonarelli, prima di recarsi in Procura, come risulta da una intercettazione, viene «consigliato» dalla Santa Sede di non rivelare quanto accadeva in Vaticano dopo la scomparsa di Emanuela.

Alla voce rogatorie salta fuori il rifiuto di San Pietro di consentire l’interrogatorio di alcuni cardinali da parte dei magistrati inquirenti italiani; e poi il doppio ruolo di Gianluigi Marrone, in veste all’epoca di responsabile dell’Ufficio legale della Camera dei deputati (con l’avallo incredibile della presidente Nilde Jotti) e al contempo giudice unico del Vaticano. In ogni caso, nei relativi archivi della Segreteria di Stato, risultavano custoditi documenti inerenti il caso.

Il 13 ottobre 2022 è stata istituita l’ennesima commissione parlamentare, ma dopo tre anni e mezzo, non c’è verità e il Vaticano ovviamente non confessa, pur essendo direttamente e palesemente implicato. Hanno mandato in onda il solito fumo tricolore negli occhi dell’opinione pubblica, anche alla luce del fatto che i governi italiani non hanno mai fornito risposte agli atti parlamentari, come nel caso documentato dell’interrogazione 5/11851 del 13 luglio 2017, indirizzata al ministro degli Esteri Angelino Alfano sotto il governo Gentiloni.

Carne da macello: il Vaticano – al pari dell’Italia (crocevia in materia di traffici illeciti), degli USA, della Germania, dell’Ungheria, del Giappone, della Svezia e di San Marino – non ha sottoscritto e ratificato la Convenzione del Consiglio d’Europa sul traffico di organi umani, aperta alla firma il 25 marzo 2015. Perchè mai? Cos’altro ha da occultare questo mascherato sistema di potere? Non ci possono essere intoccabili, inclusi “beati e santi”.

Riferimenti:

https://rm.coe.int/16806dca3a

https://www.pellegrinieditore.it/bambini-a-perdere

Gianni Lannes, BAMBINI A PERDERE, Pellegrini editore, Cosenza, 2016.

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