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(Fonte: Ufficio Storico Marina Militare – 1941/1945) di Gianni Lannes Zona marina proibita (sulla carta): da Ravenna a Pesaro il mare Adriatico è un esteso campo minato nazitedesco, mai bonificato, come attestano i documenti militari italiani ed inglesi, ignoti all’opinione pubblica. Infatti, sui fondali giace un arsenale di torpedini, mine volanti e boe esplosive impiantate…

(Fonte: Ufficio Storico Marina Militare – 1941/1945)

di Gianni Lannes

Zona marina proibita (sulla carta): da Ravenna a Pesaro il mare Adriatico è un esteso campo minato nazitedesco, mai bonificato, come attestano i documenti militari italiani ed inglesi, ignoti all’opinione pubblica. Infatti, sui fondali giace un arsenale di torpedini, mine volanti e boe esplosive impiantate dal Terzo Reich e mai recuperate. Inoltre, una mappa elaborata dal Consiglio Nazionale delle Ricerche nel 1967, conferma anche la presenza a ridosso del litorale pesarese, di una discarica di mine.

Non a caso, il primo peschereccio a saltare in aria fu il Franco di Pesaro, quando il 13 settembre 1946, quattro ignari pescatori locali morirono dilaniati al traverso del torrente Genica.

(Carta militare inglese numero 209 del 1945, riportata dal Portolano italiano numero 20, foglio 1)

Secondo i dati ufficiali rinvenuti nell’Ufficio Storico Marina Militare a Roma, dopo l’accordo italo-tedesco di Merano del 13 febbraio 1941, furono posate nel Mediterraneo e nel Mar Rosso ben “54 mila mine, di cui 49.700 tra italiane e tedesche e 4.300 britanniche”. Nel secondo dopoguerra si è proceduto a sminare sommariamente soltanto i porti italiani.

(“Ostacoli sommersi alla pesca” – Mappa CNR – Fano)

Gli ordigni posizionati dalla Kriegsmarine su bassi fondali nell’Adriatico centrale, a ridosso della Linea Gotica, non rientrano nel computo bellico ufficiale, alla stregua dell’arsenale di armi chimiche gettate in questo mare (a 5 miglia da Pesaro e dintorni su un fondale di 12-20 metri) durante l’estate del 1944 dal Sonderkommando Meyer. Insomma, si tratta di un segreto (di Stati alleati) che nasconde un crimine ambientale contro l’umanità. Tali atrocità non vanno mai in prescrizione. Spesso questi pericolosissimi ordigni vengono a prendere la tintarella a riva, com’è accaduto a Fiorenzuola di Focara, dove due passanti si sono imbattuti in un micidiale esemplare. La città di Rossini (già capitale della cultura italiana nel 2024) dista da Berlino appena 958 chilometri in linea d’aria.

(Imbarco di mine nazitedesche sull’incrociatore Duca D’Aosta: anno 1942 – fonte: Ufficio Storico Marina Militare Roma)

Riferimenti:

Gianni Lannes, Il mare invisibile (docufilm), Pesaro, 2026

Gianni Lannes, Bombe a…mare, Nexus edizioni, Battaglia Terme, 2018.

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